In corrispondenza della conclusione dell’anno calcistico 2009-2010 si è tenuto a Catanzaro, l'interessante convegno: “Cultura ed Etica Sportiva: nuovi percorsi di educazione alla legalità”, promosso dal Comitato calabrese della Lega Nazionale Dilettanti.
Presenti non soltanto i massimi dirigenti del calcio calabrese, con il testa il Presidente della Lega Calabra, Saverio Mirarchi e il vice della Lnd, Antonio Cosentino, ma anche i Presidenti del Coni regionale Mimmo Praticò e di quello provinciale Antonio Sgromo. Il clou della manifestazione è stato però costituito dalla presenza del Dott. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia della città dello Stretto e illustre ospite d'onore della serata, che è intervenuto come relatore sul tema. Dinnanzi a una folta platea formata da giovani calciatori, tecnici, dirigenti, arbitri e operatori dell’informazione, Gratteri ha ripercorso la sua lunga storia di magistrato in trincea nella lotta alla criminalità organizzata. Ma soprattutto ha spiegato perché non conviene mai affiliarsi alla ‘ndrangheta: "Dopo un breve periodo di euforia e facili guadagni si finisce nella morsa dei capi clan da cui è impossibile liberarsi. Prima o poi, come se non bastasse, scattano le manette, lasciando nella disperazione la famiglia che nel frattempo il manovale della cosca si è formato o quella d’origine. Diffidate - ha continuato l’alto magistrato - di chi vi riempie di allettanti, quanto illusorie, promesse. Nella vita bisogna sacrificarsi per raggiungere qualunque risultato. Studiate per strutturare in voi stessi un forte senso critico e non abbiate paura di esprimere le vostre idee, anche in una terra difficile come la nostra. Il dottor Gratteri ha poi concluso: "Anche nello sport trovano spazio elementi legati alla consorterie di malaffare. Non fatevi abbagliare dai piccoli aiuti che sono disposti a dare per sostenere voi atleti e le vostre squadre. è così facendo che si guadagnano la luce, dal calcio ne arriva tanta, di cui hanno bisogno". Questo monito è stato rivolto ad ascoltatori molto attenti, i quali hanno posto una serie di domande.
Il dibattito si è in tal modo arricchito, anche in virtù dell’incitamento rivolto al procuratore reggino affinché vada avanti - malgrado i tanti gravi problemi e rischi personali che deve fronteggiare - seguitando a spendersi per una Calabria migliore e finalmente libera dai nefasti condizionamenti della ‘ndrangheta.
In seguito all'intervento di Gratteri, è stata la volta del Presidente del CR calabrese Mirarchi: "è nostra prima intenzione proporre un percorso verso la legalità. Questo messaggio deve arrivare al cuore dei giovani, protagonisti di un cammino fondamentale per la loro formazione.
Il mondo del calcio, purtroppo, non è al riparo da pericoli e insidie. Solo degli sprovveduti potrebbero crederlo. Vi sono, come e più che in altri contesti, tante criticità. è la ragione per cui necessita tenere sempre alto il livello di attenzione". Ha esordito così il Presidente del CR, Saverio Mirarchi, "Gestiamo una realtà complessa e vastissima.
Basti pensare ai numeri - ha continuato - che sono relativi a ben 35.000 tesserati, 700 Società affiliate, più di 200 partite giocate a settimana e una percentuale di violenza consumata che, considerati i dati globali, è molto bassa. Lo dico conscio del fatto che pure un singolo episodio risalta in misura maggiore rispetto all’andamento di 1.000 gare terminate senza ripercussioni. Dobbiamo profondere il massimo sforzo per portare a zero la statistica.
Ma sappiamo che è una missione complicata". All’importante appuntamento al quale hanno pure preso parte - fra gli altri - il Vice presidente della Lnd Antonio Cosentino, il Presidente regionale del Coni Demetrio Praticò, il consiglio direttivo del Comitato della locale Lnd al gran completo e il Presidente del Cra Stefano Archinà, oltre a diversi rappresentanti delle Istituzioni. Nelle vesti di moderatore della discussione il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri. Insegnare - in particolare ai ragazzi - la valenza dello sport nonché il rispetto delle regole e degli avversari, ma anche inculcare il convincimento che un match è una semplice sfida agonistica e non uno scontro cruento tra due contendenti.
Questi gli obiettivi della Lega, che vuol instillare un senso di appartenenza alla dimensione dilettantistica, istituendo un codice etico di riferimento e linee guida per contrapporsi efficacemente ai processi di illegalità.
Durante l’ultima parte della manifestazione, e non poteva essere altrimenti data l'occasione, si è svolta la consegna delle Coppa Disciplina ai sodalizi vincitori per la stagione 2009/2010: nel Campionato di Eccellenza ha vinto l’Amantea, in Promozione Girone A il Fuscaldo e nel Girone B il Guardavalle. In Prima Categoria premiate Albidona, Silana, Davoli e Bianco.
Focus Su > iniziative solidali
In Sud Africa con il Matatu
"Altrimondiali", dal 1988 campagna/evento collettiva, ha organizzato quest'anno Altrimondiali by Matatu, un viaggio che attraverserà nove stati africani, e arriverà a Johannesburg l'11 luglio, giorno della finale dei Mondiali di calcio 2010. Il Matatu è il mezzo pubblico più utilizzato nel continente africano: si tratta di un pulmino di piccole dimensioni, adibito al trasporto persone, che è partito da Nairobi in Kenya con a bordo Luca Marchina, Michele Papagna, Francesco Riedo, Emiliano Corbetta, Dominic Otieno, Hillary Masinde, Paul Ndungi, Maxwell Odhiambo. Il suo viaggio toccherà Kenya, Tanzania, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Mozambico, Swaziland, Lesotho e infine Sud Africa per andare alla scoperta delle realtà africane attraverso il “vero calcio", quello improvvisato, che si gioca per strada, nelle baraccopoli, su terra battuta, scalzi, senza porte regolamentari...un gioco bello, pulito e inclusivo! Ad ogni fermata il Matatu sarà ospite di una delle Ong del network CoLomba (ACRA riceverà la comitiva durante la prima sosta, quella in Tanzania) e in queste occasioni organizzerà partite di calcio, vero strumento di coesione sociale,di partecipazione e comunicazione. è possibile seguire virtualmente il viaggio del Matatu attraverso il sito internet www.altrimondiali.it dove i componenti dell'equipaggio raccontano quotidianamente la loro esperienza attraverso video, foto e testimonianze, tentando di mostrare come vivono il loro mondiale le popolazioni incontrate.
Il mezzo più usato
Il "Matatu" è il mezzo pubblico più utilizzato in Africa. Può portare, in teoria fino a 11 persone ma, in realtà non ha un limite se non quello deciso dall'autista. (sotto, bambini festeggiano l'arrivo del bus
di Altrimondiali)