01/09/2010
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Articoli

Stagione 2009/2010 > fischio finale
I mille volti della vittoria

Campioni sul campo e nell'interpretazione dei nostri valori: storie ordinarie di straordinario dilettantismo
Alessandro Pantani

Il Fair Play è uno degli elemento portanti della Lnd

Triplice fischio e tutti negli spogliatoi: la Stagione Sportiva 2009/10 è ufficialmente terminata. Onore a chi ha conquistato una meritata promozione, auguri di buon lavoro a tutti in vista degli impegni futuri.
Nel tracciare il tradizionale bilancio di fine anno, questa volta non intendiamo limitarci ad una consegna dei (pur doverosi) allori ai club che hanno conquistato coppe, trofei e vette delle classifiche: ai campioni consacrati dal campo ci piace affiancare anche chi è “campione” nel tutelare e perseguire i valori su cui si fonda la Lnd: sviluppo dei vivai, legame con il territorio, fair play, passione… Milioni di volti che contribuiscono, offrendo ogni giorno volontariamente tempo ed energie, a dare vita ad un sistema vincente, dentro e fuori dal terreno di gioco: troppi per essere elencati singolarmente ma tutti ugualmente meritevoli di rispetto, ammirazione e plauso. Nel consegnare i nostri Oscar 2010 ne incontreremo alcuni, in una carrellata inevitabilmente riduttiva fatta di storie incontrate, scoperte o segnalate dai lettori: esempi piccoli e grandi di un macrocosmo fatto di quell’amore per il pallone che ogni anno prende forma nelle centinaia di migliaia di partite giocate nei campi di tutto il Paese dai nostri ragazzi, tecnici e dirigenti: i nostri Campioni.

Corazzate inarrestabili
Cominciamo il viaggio alla scoperta dei nostri campioni partendo da quei club che, sul piano agonistico, si sono distinti nei rispettivi tornei.  Analizzando le statistiche scopriamo che il Savona guidato da Salvatore Iacolino merita l’alloro per il massimo campionato dilettantistico. I liguri hanno costantemente dominato il Girone A conquistando la promozione in Lega Pro con quattro giornate di anticipo e chiudendo la stagione a quota 85 punti (il miglior score dell’intera Serie D, seguito dagli 84 punti del Montichiari nel Girone C e gli 82 del Pisa nel raggruppamento C). I ragazzi di Iacolino vantano anche la miglior differenza reti dei nove gironi (84 volte in rete con una granitica difesa capace di subire solo 23 gol). Ottimi biglietti da visita in vista del ritorno nei Prof dopo sei stagioni passate a lottare in Serie D.
Grandi sfide attendono anche i Campioni d’Italia di Calcio a Cinque: il Montesilvano, forte del suo primo titolo nazionale. Gli abruzzesi guidati da mister Colini si sono imposti grazie ad un collettivo molto giovane che ha fatto del gruppo e dello spirito di sacrificio la propria arma vincente conquistando sul campo, rete dopo rete, il diritto a rappresentare l’Italia nella prossima Uefa Futsal Cup. Una nota speciale, in questo team di campioni, la merita l’estremo difensore della porta di Montesilvano: Mammarella, portiere abruzzese doc che in una sola stagione ha realizzato il sogno dell’esordio in Serie A, dell’ingresso in pianta stabile nella Nazionale, e del primo scudetto del Montesilvano. A lui la palma di “esordiente di lusso” non la può togliere davvero nessuno.
E parlando di esordi e “prime volte”, lo sguardo si volge verso la Sicilia, terra natìa di due delle protagoniste a pieno titolo della passata Stagione del Calcio Femminile: l’Upea Orlandia ’97, prossima matricola terribile di Serie A, e il Marsala C.F. che conquista una storica promozione in A2.  “Il risultato finale - racconta Tonarelli, Vice presidente della società di Capo d’Orlando - va oltre le nostre più rosee aspettative: abbiamo dominato il nostro girone, concludendo la Stagione con 8 punti di vantaggio su Firenze e una media-reti di tre gol a partita”. Un risultato eccellente che rende omaggio ad un percorso societario in costante crescita: dal suo esordio nel 2003 l'Orlandia è passata dalla Serie C alla massima Serie, è stata la prima squadra di A2 a entrare in Final Four (nel 2009) e ha conquistato quest'anno la promozione in A e l’accesso in Final Six che si è tenuta proprio a Capo d’Orlando.
E per una siciliana che abbandona l’A2 eccone un’altra pronta a prendere il suo posto: è il caso del Marsala che ha conquistato la vetta del proprio girone di Serie B e posto il suggello a una stagione davvero straordinaria. Nell’anno della promozione, le ragazze guidate da Peppe Chirco (stabilmente seguite, fra mura amiche, da alcune centinaia di sostenitori) possono vantare anche il capocannoniere assoluto di tutta la B, grazie alle 33 reti firmare da Giusy Filingeri.
Rimanendo in ambito “isolano” ma trasferendoci in Sardegna, infine, è doveroso porgere omaggio alla Torres Calcio Femminile: le pluridecorate sassaresi, forti di una difesa davvero impenetrabile (solo nove le reti subite nell’intero campionato), hanno portato in Sardegna il quarto scudetto e sfiorato il double stagionale, cedendo la Coppa Italia alla Reggiana soltanto dopo i calci di rigore.

Fair play prima di tutto
A rendere ancora più preziosa la conquista del tricolore da parte delle rossoblù contribuisce anche il meritato titolo di squadra “più virtuosa” dell’intera Serie A Femminile: le ragazze di Arca risultano infatti essere il collettivo che ha accumulato il minor numero di espulsioni in assoluto. Un alloro che avvicina idealmente la società isolana ai “colleghi” piacentini della U.S. Fiorenzuola 1922 che, nonostante la stagione sfortunata culminata in una retrocessione nel campionato emiliano di Eccellenza, possono vantare la palma di club più corretto di tutta la Serie D. I rossoneri, accumulando soltanto 12,15 punti di penalità, hanno infatti conquistato la Coppa Disciplina superando, nella speciale classifica dedicata al Fair Play, le altre 166 partecipanti al massimo campionato Dilettanti, squadre forse più abili da un punto di vista agonistico, ma decisamente meno performanti in fair play in campo e sugli spalti.
“Guardando le classifiche della Coppa Disciplina, si nota come spesso si trovino punteggi molto alti (e quindi negativi, ndr) in particolare negli Allievi e negli Juniores. La cultura del Fair Play va sostenuta in ogni modo: dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi la pratica dello sport come ricerca di divertimento e importanza del rispetto delle regole, degli avversari e soprattutto dei compagni”. Con queste parole Massimo Antonino, coordinatore del G.S. Excelsior, spiega le basi su cui poggia il progetto che dà il nome alla squadra di Terza Cat. (campionato provinciale di Bolzano) dove giocano i suoi atleti: “L’idea nasce nel 2001 nell'ambito del Centro Giovani Charlie Brown dell’Associazione ‘La Strada - der Weg’: fondare una squadra per partecipare ad un campionato ufficiale ma senza l'assillo della vittoria ad ogni costo". Nasce in questo modo il progetto G.S. Execelsior, la squadra dove tutti sono titolari: “Non esiste una selezione fra i ragazzi più o meno forti - spiega - tutti giocano a turno, fianco a fianco e l’allenatore monitora i tempi in modo da essere certo che tutti giochino lo stesso numero di minuti all’interno del campionato". Vincere con queste premesse non è semplice: il primo (e unico) pareggio arriva dopo 50 sconfitte ma, continua Antonino "non ci sentiamo un'Armata Brancaleone: vogliamo crescere e vincere ma tutti insieme e non a tutti i costi, tenendo sempre alta l'attenzione per il rispetto verso compagni e avversari". Non è un caso se nei nove anni di vita del club, l'Excelsior abbiamo conquistato sette volte la coppa Disciplina. "Non è una sorta di riconoscimento folkloristico ma un premio che racchiude il senso profondo del nostro modo di vedere il calcio: uno strumento di educazione alla correttezza dentro e fuori dal campo".

Formare i giovani scelta vincente
Puntare sui giovani, insegnare loro l’importanza delle regole, del gioco di squadra e del rispetto sono capisaldi del mondo dilettantistico che la Lnd promuove da sempre attarverso una politica di valorizzazione dei vivai, veri serbatoi di campioni del futuro e tesoro prezioso per le società di tutto il Paese. Un approccio, quello della "linea verde", che non manca di fare proseliti anche in Serie D, dove ogni anno viene stilata una speciale classifica (con annesso riconoscimento ufficiale) per individuare la squadra con l'età media più bassa: per la Stagione appena conclusa il trofeo è volato a San Vito in Tagliamento (PD) in casa della Sanvitese. "Puntiamo sui ragazzi del nostro vivaio da qualche anno - spiega l'ex Presidente Isidoro Nosella, per 19 anni alla guida del club -. Non è un caso se, negli ultimi anni, siamo sempre stati fra le prime cinque squadre più giovani del campionato. Il nostro vivaio conta oltre 250 atleti: questi ragazzi, per lo più atleti del nostro territorio, cominciano a giocare con noi fin dagli Allievi, passano negli Juniores e spesso approdano in prima squadra".
E parlando di investimento su giovani del territorio, non possiamo non citare l'importante progetto della TSC Lazio, prestigioso club di Futsal che, da poco, ha aggiunto al proprio palmarès un nuovo, importante trofeo: la conquista del tricolore Juniores, grazie un gruppo formato interamente da giovani talenti italiani anzi, "locali". L'intera rosa, infatti, è composta da ragazzi del quartiere Torrino di Roma dove ha sede la società di Futsal.
Il perfetto score dei giovani laziali (33 vittorie su 33 partite giocate) è la migliore dimostrazione di come si possano ottenere grandi risultati puntando con decisione sul territorio e sui propri ragazzi come fanno, quotidianamente e spesso lontano dai riflettori, migliaia di società dilettantistiche in tutto il Paese. Milioni di volti che, uniti, danno vita alla Lnd, un sistema vicente. In ogni campo.

Focus su > stadi & pubblico
L'importanza del 12° uomo
Chi ama il pallone sa quanto sia importante il supporto dei propri tifosi quando ci si trova di fronte a sfide decisive. Ecco perchè i giocatori, spesso, corrono sotto le tribune dopo aver segnato una rete per dedicarla ai propri fedelissimi che, talvolta sfidando gli agenti atmosferici, accompagnano i propri beniamini con cori, canti e striscioni. I campi da gioco dilettantistici, in questo caso, non fanno alcuna eccezione: che si tratti di un pugno di irriducibili seguaci della squadra o di gruppi organizzati, il calore del tifo non manca mai di popolare i campi delle oltre 700mila gare che i Dil giocano ogni anno. Con qualche picco, ovviamente.
È il caso, ad esempio, del Matera, squadra ancora in lotta per la promozione in Lega Pro nel momento in cui andiamo in stampa e capace di radunare ogni settimana migliaia di tifosi appassionati sulle gradinate dello stadio "XXI settembre - Franco Salerno". Gli spalti pieni di supporters biancoazzurri sono una delle conquiste del Presidente Angelo Tosto che, nel volgere di due Stagioni sportive, ha cambiato volto alla squadra ed è riuscito a riavvicinare (ma forse è meglio dire a far sbocciare un nuovo amore) il club e i cittadini della provincia lucana. La riqualificazione dell'impianto e gli investimenti in comunicazione hanno rapidamente ripopolato le tribune dello stadio del Matera e il "fuoco del tifo" è ricominciato a scorrere arrivando a radunare, in occasione della finale di Coppa Italia Serie D vinta dai lucani 1-0, la bellezza di 8000 tifosi biancoazzurri, una "curva" da far invidia a molte squadre anche nelle categorie superiori.
E un po' di invidia, sicuramente, la scatena anche la Sambenedettese, neocampionessa del campionato marchigiano di Eccellenza: non solo per gli oltre 2000 spettatori che, in media, occupano i posti al Riviera delle Palme ma anche perchè, dopo il Bentegodi di Verona, lo stadio dei rossoblù si appresta a diventare il secondo impianto sprotivo italiano interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia (a sinistra, un'elaborazione grafica che mostra l'aspetto dello stadio a lavori ultimati). I lavori nello stadio, recentemente affidato al club marchigiano in convenzione per i prossimi vent'anni, si svolgeranno nei mesi estivi: al termine dell'installazione (oltre che della messa a norma dell'impianto) il Riviera delle palme sarà in grado di raggiungere una potenza complessiva cumulata di 1,2 MW, generando per la Sambenedettese un consistente introito economico (stimato, secondo alcune fonti, fra i 100 mila ed i 150 mila euro), oltre a confermare l'approccio "verde" che quest'area ha abbracciato ormai da tempo, producendo circa la metà dell'energia da fonti rinnovabili dell'intera regione Marche.


 
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