29/07/2010
La formazione
A.S.D. Ilvamaddalena
A.S.D. Ilvamaddalena
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STORIA
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Il Calcio illustrato nasce ufficialmente il 2 dicembre 1931. È l’editore Mario Vaccari a cogliere, in anticipo rispetto al resto della stampa, l’inarrestabile diffusione che il calcio sta vivendo in tutto il Paese. L’Italia, dieci anni dopo i primi passi sul rettangolo verde, ha scoperto di amare il pallone e ha cominciato a venerare i suoi idoli, prima fra tutti la Juventus che, a suon di successi e scudetti, si è guadagnata il titolo di “fidanzata d’Italia”. Di lì a poco sarà Vittorio Pozzo a salire agli onori della cronaca, laureandosi con la sua Nazionale campione del mondo sia dell’edizione casalinga del 1934, sia quattro anni dopo, in Francia, ed incassando anche uno strepitoso oro olimpico a Berlino, nel 1936. Con la televisione ancora ben lungi dal nascere, “Il Calcio Illustrato” incarna rapidamente gli occhi e le orecchie di milioni di appassionati che non possono raggiungere i campi: ogni mercoledì le sue sedici pagine distillano in testi e immagini il mondo del pallone italiano ed internazionale. Fotografi e giornalisti, diretti da Leone Boccali, coprono in maniera approfondita tutta la Serie A e la B, con alcune incursioni nella C o in quello che verrà definito per anni “il calcio minore”. Servizi sulle partite, fotocronache, corrispondenze dall’estero, in particolare dalla madrepatria del football (l’Inghilterra) e dal Sudamerica riempiono le sue storiche “quattro colonne”: il successo de “Il Calcio Illustrato” è immediato.
Il secondo conflitto mondiale obbliga l’editore ad una parziale sospensione delle pubblicazioni che riprenderanno, seppure in forma più “essenziale” (foliazione ridotta e minore qualità di stampa) in occasione del campionato 1945-46, con una novità. Proprio in quegli anni l’Italia del secondo dopoguerra viene percorsa, infatti, da un altro grande brivido sportivo: la bicicletta, mezzo di locomozione per eccellenza nell’Italia della ricostruzione, diventa improvvisamente strumento sportivo capace di donare emozioni immense. Dalle tappe del Giro d’Italia a quelle del Tour de France, i campioni delle due ruote impazzano sulle pagine dei quotidiani sportivi e, ovviamente, la pubblicazione di Vaccari non può essere da meno: allargata la testata fino a diventare “Il calcio e ciclismo illustrato”, nuovi redattori vengono impiegati per seguire, da nord a sud, le gesta e gli eventi anche del mondo di ruote e pedali.
Sono anni d’oro per la pubblicazione, che al suo interno ospita firme di grandissimo rilievo: Ettore Berra, Bruno Roghi, Emilio Colombo, Vittorio Pozzo (un campione, anche con la penna), Guido Barendson, Antonio Ghirelli, spesso accompagnati dalle tavole del memorabile Silva, vere e proprie antesignane della moviola televisiva, che riescono a raccontare con tratto ineguagliabile le azioni più importanti di ogni partita.
Sarà proprio la televisione ad esigere il suo tributo dalla carta stampata: con il diffondersi del nuovo mezzo di comunicazione i quotidiani ed i periodici sportivi cominciano ad accusare un consistente calo di lettori e sono molti gli editori che si trovano costretti a fronteggiare una crisi di proporzioni non indifferenti. Nel 1966 tocca proprio ad Andrea Rizzoli, editore de “Il Calcio ed il Ciclismo Illustrato” che, dopo la sonora sconfitta della Nazionale azzurra nel 1966 in Inghilterra ad opera della fin troppo famosa Corea, prendendo atto della costante diminuzione di copie vendute, decide di cessare le pubblicazioni e di regalare la testata ad un giovane giornalista intraprendente: Alberto Ballarin.Serviranno ancora quattro anni e una performance azzurra strepitosa a Mexico 1970 (dove la Nazionale deve chinare il capo soltanto davanti agli undici extraterrestri del Brasile di Pelè) per consentire a Ballarin di trovare un nuovo editore pronto a scommettere sulla storica testata sportiva. e raccogliere la sfida con l’ormai onnipresente medium televisivo: dopo le dirette notturne dallo stadio Azteca di Città del Messico, gli sportivi italiani sono tornati alle vecchie abitudini fatte di Novantesimo minuto e Domenica Sportiva, trasmissioni ora rese più accattivanti grazie all’introduzione di una vera e propria rivoluzione copernicana, la moviola.
Ballarin comprende che, per combattere contro il colosso televisivo, è necessario rinnovare radicalmente la testata: aumenta l’utilizzo delle immagini che, gradualmente, passano dal bianco e nero al colore ed allarga gli orizzonti d’interesse del periodico. Su suggerimento dell’editore, punta sul mondo dell’ippica e, seguendo una felice intuizione, comincia a dedicare spazi sempre maggiori al calcio dilettantistico.
L’epoca Ballarin dura, tuttavia, solo lo spazio fra due mondiali: nel 1974 la sfortunata prestazione della nazionale guidata da Ferruccio Valcareggi nel campionato giocato in Germania sferra un duro colpo alla testata che, colpita da una nuova crisi di vendita, è costretta a chiudere i battenti.
Ma la fiamma de “Il calcio illustrato” è solo sopita, non spenta: ventisette anni dopo la sua seconda chiusura la testata riapre i battenti risorgendo a nuova vita sotto l’egida della Lega Nazionale Dilettanti e del suo presidente, Carlo Tavecchio. È Ballarin stesso, ancora titolare della testata, a farne dono a Tavecchio, sotto la solenne promessa che la rivista, nelle cui pagine lo storico giornalista continuerà a lungo a ricoprire il ruolo di editorialista, rinascerà sotto una nuova luce e che verrà curata nei minimi dettagli, per farne un prodotto editoriale di eccellenza. A questo proposito lo stesso Ballarin chiede che la realizzazione editoriale sia affidata a Luciano Moruzzi, editore bolognese di grandi capacità e comprovata esperienza. “Il Calcio Illustrato” diventa così la voce ufficiale del calcio di base italiano, i Dilettanti.
Oggi “Il Calcio Illustrato, che rappresenta la testata dedicata al calcio con la più alta tiratura in Italia, tiratura certificata, è diventato un punto di riferimento essenziale per il milione e mezzo di tesserati della Lega Nazionale Dilettanti; ne ha accompagnato lo sviluppo, le trasformazioni, le sfide e la crescita. In otto anni, ha parlato con voce autorevole e cognizione di causa, mostrando le anime, le correnti, le criticità ed i punti di forza di un mondo immenso, fatto di giocatori, dirigenti, tecnici, allenatori e milioni di supporters che ogni giorno vivono intensamente la loro passione più grande: quella per il pallone.
Organo ufficiale della Lnd, “Il Calcio Illustrato” raggiunge ogni mese le oltre 14mila società di calcio dilettantistico, lasciando spazio anche a confronti ed approfondimenti dal mondo dei Prof, arricchendosi di preziosi contributi delle migliori “penne” del panorama giornalistico nazionale e allargando sempre più la gamma di temi ed argomenti, che quotidianamente interessano e influenzano il mondo del pallone. La rivista vanta un impianto grafico curato nel dettaglo, dove, come nella migliore tradizione della testata, le immagini sanno “parlare” al lettore, proprio come accadeva con gli schizzi di Silva, oltre sessant’anni addietro. La sfida per mantenersi ai massimi livelli di qualità ed autorevolezza continua, numero dopo numero.