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A caccia dell’espulsione, per solidarietˆ

Una presa di coscienza e un gesto deciso e coraggioso per non assecondare il razzismo e la violenza verbale. Nella Bassa mantovana durante la gara del campionato Juniores tra Poggese e Sant’Egidio i giovani calciatori della squadra ospite hanno fornito un esempio ammirevole di rifiuto del compromesso di fronte all’insulto e alla discriminazione. Si stava giocando l’incontro valido per gli ottavi di finale della Coppa Faveri e la squadra del Poggese stava conducendo ampiamente per 4 a 0 contro il Sant’Egidio già rimasto in nove a causa di due espulsioni.

La partita era dunque già ampiamente indirizzata, quando il giocatore di origini africane del Sant’Egidio, Saar Babacar, ha commesso fallo su un avversario. Alzandosi quest’ultimo si è rivolto al coetaneo dandogli del “negro” e iniziando ad aggredirlo verbalmente. Conseguenza di ciò è stato lo scatenarsi di una gazzarra con alcuni ragazzi del Sant’Egidio che hanno protestato nei confronti del direttore di gara e degli avversari. Con la tensione alta, altri due giocatori della squadra ospite sono stati espulsi con il risultato che la formazione superstite contava a quel punto sette giocatori.

Dopo una sosta begli spogliatoi l’arbitro ha richiamato tutti in campo, ma gli Juniores del Sant’Egidio d’accordo con allenatore e Società avevano già deciso a quel punto che non ne volevano più sapere della gara e si sarebbero fatti espellere prima della fine del tempo regolamentare per far terminare l’incontro. E così è stato. Il capitano ha preso il quinto rosso complessivo della squadra e come da regolamento l’incontro è stato sospeso.

Il comportamento dei ragazzi del Sant’Egidio non è di poco conto, in uno sport continuamente sporcato da episodi beceri e incivili, è un segnale apprezzabile di contrapposizione. Il punto lo chiarisce il presidente della squadra Gabriele Murari: “Il razzismo è purtroppo un fatto quotidiano nelle gare di calcio giovanile, dove dovrebbe esserci il divertimento invece c’è cattiveria. Una presa di coscienza come quella dei ragazzi è il miglior modo per mettere spalle al muro l’inciviltà”.

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