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Bambini e pallone oltre le sbarre

“La partita con Papà”: quando il gioco del calcio scende sul campo della solidarietà sociale

Un’altra faccia del calcio. Quella più intensa, il legame profondo tra un figlio e un padre. Un vero e proprio punto di contatto tra il mondo dello sport e quello delle emozioni, la gioia ritrovata a seguito della sofferenza che fa da maestra di vita. La lotta quotidiana dei bambini contro la paura di essere emarginati e di far parte di quel detrimento sociale troppo difficile da gestire. In aiuto interviene ancora una volta il calcio che, da sempre, sia che fosse giocato in strada, nelle parrocchie o nei campi sportivi, ha contribuito a sconfiggere tutte le paure di grandi e piccini, unendo intere generazioni. Così anche in questa occasione, il gioco del calcio interviene a mo’ di collante tra il figlio e il “papà”, una ragione di vita per ricaricare le emozioni senza spegnerle.
L’impegno della Lega Nazionale Dilettanti nel mondo delle carceri è stato sempre molto significativo, ben rappresentato da diverse iniziative condotte a livello regionale attraverso le sue strutture territoriali in collaborazione con le diverse case di detenzione. Diverse sono state le iniziative portate avanti dai Comitati Regionali della Lnd. Il Comitato Regionale Abruzzo promuove l’iniziativa “Mettiamoci in gioco” con la squadra ASD Libertas Stanazzo composta dai detenuti della casa circondariale di Lanciano e partecipa al campionato di Serie D di Calcio a 5. In Lombardia, la società Seconda Casa di reclusione Bollate ha partecipato per diverse stagioni al campionato di Terza Categoria della Delegazione Provinciale di Milano. Le gare della squadra si sono svolte all’interno del carcere di Bollate. In precedenza c’era stata l’esperienza simile nel carcere di Opera con il Free Opera Brera. Anche il CR Veneto, a conferma del massimo impegno del Comitato nelle attività a sfondo sociale, ha avuto una propria squadra, Palla al piede, che ha partecipato al campionato di Terza Categoria della Delegazione Provinciale di Padova. Invece, il Comitato Regionale Lazio organizza da alcune stagioni il torneo “Un calcio verso la Libertà”, riservato a squadre di detenuti dei vari bracci del carcere romano di Rebibbia. Non da meno il Comitato Regionale Basilicata che insieme all’Aiac locale ha organizzato “TRATTAmenti in campo”, un corso per diventare allenatore in carcere; le lezioni si sono svolte presso la casa circondariale di Potenza.

 

“BAMBINISENZASBARRE” AL VIA IL 1° DICEMBRE
La Lega Nazionale Dilettanti ha voluto sostenere l’iniziativa organizzata dall’Associazione Bambinisenzasbarre Onlus in collaborazione con il Ministero di Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, concedendo il suo patrocinio. Il forte impegno sul piano dell’advocacy ha portato a grandi risultati. Nel 2014 il Ministro di Giustizia e l’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno firmato la Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti. La Carta, la prima in Europa nel suo genere, riconosce i diritti di questi bambini, in particolare il diritto alla non discriminazione e alla continuità del legame affettivo come dettato dagli artt. 3 e 9 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Bambinisenzasbarre è un’associazione che da oltre 15 anni si impegna per il mantenimento della relazione figlio – genitore detenuto adoperando il “Sistema Spazio Giallo” e le Campagne sociali di informazione.
Il “Sistema Spazio Giallo” è un ambiente protetto di attenzione e ascolto che attenua l’impatto del carcere sul bambino, un impegno costante affinchè il legame affettivo tra figli minorenni e genitori non si interrompa a causa della particolare condizione ambientale. In questo sistema, grande attenzione viene rivolta alla polizia penitenziaria che quotidianamente è impegnata oltre che a ricevere i bambini che accedono nelle carceri, a riconoscerne i loro bisogni. Ad oggi, il “Sistema Spazio Giallo” è presente solo in alcuni istituti – Lombardia, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia – ma l’obiettivo dell’Associazione è di espandere questo sistema in ogni carcere italiano.

 

LA PARTITA CON PAPA’
L’evento denominato “La partita con Papà” vuole sensibilizzare le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sui 100mila bambini in Italia che hanno il papà o la mamma in carcere e per questo vivono una condizione di disagio. Il 1° dicembre, in numerosi istituti penitenziari, è stata presentata la quarta Campagna de “La partita con Papà” e per tutto il mese l’iniziativa continuerà ad abbracciare tutte le carceri italiane, da Milano a Palermo. Circa 2.900 bambini e 1.400 detenuti saranno coinvolti in 55 partite, un’occasione speciale in cui i bambini avranno la possibilità di poter giocare la loro partita di calcio con il proprio “Papà”. Gli istituti penitenziari coinvolti saranno 60 e a differenza dell’anno scorso i bambini giocheranno contro i loro papà. Le giornate non saranno mai noiose e le carceri riecheggeranno di cori e voci allegre. Una partita tutta al femminile al carcere di Opera dove giocheranno le bambine, tra gli 8 e i 12 anni.
A Lanciano, i bambini della squadra della Scuola Calcio locale entreranno in carcere per giocare contro i figli dei genitori detenuti dell’Alta Sicurezza, forte esempio di inclusione così come per Catanzaro, dove a giocare sono proprio i detenuti in sicurezza e per l’istituto ha rappresentato un grande sforzo organizzativo. A Brescia saranno anche coinvolti i genitori dei detenuti e le famiglie afferenti ad altre due carceri. Solo a Brindisi, data la mancanza di un campo sportivo nel carcere, la partita di calcio farà posto a una gara di pasticceria.
A sostenere questa iniziativa nel carcere di Bollate sarà presente l’ex arbitro di Serie A, Angelo Bonfrisco.  Sensibili al tema alcune rappresentanze delle squadre di calcio professionista e dilettanti: a Cagliari il 5 dicembre entrerà nel carcere la società di Serie A, il Cagliari Calcio. A Cassino sarà presente la società Asd Virtus Castelfrentano che partecipa al campionato di calcio a cinque femminile mentre l’Ac Ancona nel carcere della medesima città.
L’Associazione, infatti, ha come obiettivo principale il superamento dei pregiudizi di cui spesso questi bambini sono vittima, vivendo in segreto la loro condizione familiare, per non essere discriminati dal resto della società. Difatti, la parola d’ordine per questa Campagna è inclusione sociale. è sempre emozionante assistere a una partita di calcio, soprattutto quando i protagonisti principali sono i bambini e le bambine, ancora di più quando questo gioco aiuta a mantenere saldi i legami affettivi tra figli e genitori. Intanto, in attesa del tempo che verrà per poter dividere il tempo fuori dalle carceri con i propri bambini, il calcio avrà offerto a tutti la libertà.            

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