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Barbara Corriero, calciatrice e infermiera: la partita più difficile è accanto ai miei “nonnetti”

barbara-corriero La storia di una calciatrice dal grande cuore che messo da parte solo momentaneamente il pallone sta dando il 100% nella residenza sociosanitaria in cui lavora a tempo pieno

Di ruolo fa il pivot, predilige giocare di spalle alla porta sfruttando il fisico per consentire alle sue compagne di andare  facilmente a rete. Barbara Corriero è il bomber della New Cap 74, squadra di Sammichele di Bari che fino alla sospensione del campionato regionale di Serie C femminile guidava la classifica del torneo di calcio a cinque con tre punti di vantaggio sulla Polisportiva Bitonto. Con i suoi gol (già 21 nel corso di questa stagione sportiva), la punta di Cassano ha risolto spesso partite complicate, trascinando il quintetto di mister De Tommaso al vertice della graduatoria dopo un girone d’andata decisamente combattuto.
Adesso, messe da parte le scarpe da calcetto, la partita più difficile la sta giocando sul lavoro presso la residenza sanitaria assistenziale Villa dei Pini di Cassano delle Murge, dove lavora come infermiera nel reparto lunghe degenze. “È stata una doccia fredda – spiega l’attaccante – perché ci siamo trovate di colpo tutte a casa senza sapere quando potessimo tornare in campo per provare a realizzare il nostro sogno. Siamo state protagoniste di una cavalcata esaltante, guadagnando la vetta del girone unico con impegno e sacrificio. Al termine del girone di andata le bitontine erano sicure di aver già vinto il campionato regionale, ma dopo la finale di Coppa Puglia vinta contro di loro a Cisternino qualcosa è cambiato. Nell’arco di una settimana, la Polisportiva ha perso sia il trofeo che il primato in classifica. Nel ritorno di campionato, infatti, abbiamo vinto e ribaltato le gerarchie in testa. Sono stati momenti esaltanti, che adesso sembrano così lontani”.

Con una doppietta in finale, Barbara Corriero ha consentito alla New Cap 74 di cominciare a credere in una rimonta impensabile, ponendo le basi per un finale di stagione esaltante. “La sospensione dell’attività è arrivata a cinque giornate dal termine della regular season – continua il bomber – e con i quarti di finale di Coppa Italia ancora da disputare. I presupposti per rendere straordinaria quest’annata c’erano proprio tutti, poi però il Coronavirus ci ha riportate coi piedi per terra. Più andiamo avanti col tempo, più vediamo allontanarsi la possibilità di concludere la stagione regolarmente. Ci stiamo allenando puntualmente da casa seguendo scrupolosamente il programma giornaliero che ci ha fornito il nostro preparatore atletico, però la mancanza del parquet comincia a farsi sentire. A distanza di un mese posso davvero ammettere che senza lo sport diventa tutto più difficile, anche gestire psicologicamente la situazione lavorativa”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barbara Corriero in campo e con la divisa d’ordinanza alla residenza sociosanitaria

Villa dei Pini è una residenza sociosanitaria che ospita un centinaio di pazienti della provincia di Bari. La stragrande maggioranza di loro è gente anziana, vulnerabile, che necessita di cure e attenzioni costanti. In virtù dell’attuale situazione epidemiologica da Covid-19, sarebbe impensabile esporre queste persone al contatto coi parenti, pertanto in questo momento il ruolo di infermieri, oss, fisioterapisti, educatori e assistenti sociali risulta determinante. “Abbiamo intensificato i turni di lavoro – prosegue la Corriero – per fornire il supporto necessario ai nostri pazienti. Molti di loro escono da poco dalla rianimazione, altri hanno problemi psichiatrici. Utilizziamo spesso il cellulare per metterli in contatto con le famiglie, affinché non si sentano abbandonati. Non è semplice per loro accettare il divieto alle visite, vivono in una campana di vetro. Il nostro compito è quello di salvaguardarli tenendo il virus fuori dalla porta. Ci parliamo con gli occhi, ma mi manca tanto il contatto. Perché spesso una carezza vale più di mille parole. Credo sia proprio questa la partita più difficile della mia carriera – conclude – ma sono sicura che andrà tutto bene. Anche perché a dicembre non ho intenzione di festeggiare a casa i miei trentanni.”

Alessandro Schirone

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