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Beach Soccer, l’Italia sempre più protagonista mondiale

Una squadra cocciuta e decisa che ha incantato per tecnica, audacia, fantasia e controllo del gioco. Un gruppo scolpito negli anni: dieci di questi giocatori sono gli stessi che si sono laureati campioni d’Europa nel 2018 ad Alghero

Durante l’ultimo Mondiale di Beach Soccer, sulla sabbia dell’Estadio Mundialista “Los Pynandi” di Asuncion in Paraguay, l’Italia è stata in piena corsa per prendersi il suo primo titolo fino a 18’ dal fischio finale. Da qui che bisogna partire per capire l’impresa compiuta dalla Nazionale

La Coppa poi è andata al Portogallo, ma ciò che ha fatto l’Italia durante il Mondiale rimarrà a lungo nella memoria dei tanti italiani che hanno seguito l’avventura Azzurra in tv, sul web e sui social network. E ci piace pensare che anche il resto del Mondo abbia apprezzato le gesta dei beachers in una competizione trasmessa da oltre 90 media che hanno coinvolto più di 180 paesi.

È beffardo pensare che il Portogallo ha rischiato di non arrivarci a questa competizione perché proprio l’Italia alle Qualificazioni Europee giocate a Mosca ha battuto i lusitani per 4-3 nella fase a gironi, costringendoli a giocarsi i Play Off con la Spagna.

Arrivare secondi nel Mondiale in cui è stato eguagliato il numero storico di gol dell’edizione 2006 di Rio de Janeiro (286) è la conferma che l’Italia ha intrepretato al meglio lo spirito di questa disciplina.

Andrea Carpita, Simone Del Mestre, Francesco Corosiniti, Dario Ramacciotti, Alfio Chiavaro, Simone Marinai, Alessio Frainetti, Josep Jr, Marcello Percia Montani, Paolo Palmacci, Emmanuele Zurlo, Gabriele Gori e il ct Emiliano Del Duca, tutti sono stati protagonisti di questa fantastica avventura. Hanno dimostrato che il concetto di gruppo non è un luogo comune ma la base per i successi.

È stato un successo riportare l’Italia in finale dopo undici anni, replicando l’impresa del 2008 nel Mondiale giocato a Marsiglia. Una squadra cocciuta e decisa che ha incantato per tecnica, audacia, fantasia e controllo del gioco. Un gruppo scolpito negli anni, dieci di questi giocatori sono gli stessi che si sono laureati campioni d’Europa nel 2018 ad Alghero

Il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia ha applaudito la squadra: È impossibile non essere orgogliosi dei nostri Azzurri. Hanno scritto una nuova e incredibile pagina nella storia del beach soccer. I giocatori e il tecnico hanno portato in alto i colori dell’Italia e quelli del nostro campionato, che è tra i più competitivi al mondo”.

Al termine della competizione sono arrivate le congratulazioni del Presidente della FIGC Gabriele Gravina: “Quello della Nazionale di beach soccer non è un sogno che si infrange, ma un sogno che continua! Giocatori, staff tecnico e organizzativo hanno saputo emozionare i tifosi italiani e avvicinato anche tanti curiosi. La FIGC e la LND credono molto in questa disciplina e continueranno ad investire per far crescere il movimento in campo internazionale e in quello nazionale”.

Dario-Ramacciotti-vs-Ucraina
Dario Ramacciotti in azione durante Italia – Ucraina

I PROTAGONISTI

Un’Italia di grande carattere, con 38 gol messi a segno di pregevole fattura, al termine di azioni veloci e geometriche, con rovesciate da posizioni impossibili e tiri al volo dalla distanza. Gran parte del merito va al ct Emiliano Del Duca che è riuscito in soli 20 mesi a riportare il titolo europeo in Italia dopo 13 anni e conquistare una finale Mondiale dopo più di due lustri.

Che sarebbe stato un Mondiale fuori dal comune si è capito fin dalla prima partita. Battere i due volte vice campioni del Mondo (2015 e 2017) di Tahiti per 12-4, e farlo in modo spettacolare con due rovesciate di Gori, altrettante di Zurlo, il pallonetto no look di Corosiniti e la fiondata al volo di Percia Montani, è un’impresa per pochi.

Capitan Francesco Corosiniti, al suo settimo Mondiale, si è tolto la soddisfazione di segnare 3 gol in questa competizione (doppietta con Tahiti e un centro con la Russia) e di centrare i massimi obiettivi nella storia dell’Italia sulla sabbia, Campione d’Europa nel 2018 e due volte vice Campione del Mondo. Ha disputato una competizione di altissimo livello.

Stesso discorso per Paolo Palmacci, recordman di presenze in Azzurro di tutti i tempi (274) e l’unico insieme a Corosiniti ad aver giocato l’altra finale del 2008 firmando anche un gol. “Pablito”, come lo chiamano nella sua Terracina, si è sacrificato per i compagni rinunciando alla gloria personale e fornendo assist agli attaccanti. Ha sfiorato più volte la rete che lo avrebbe fatto entrare nell’empireo Azzurro del Beach Soccer, segnare in tutti e otto i Mondiali giocati con l’Italia.

La prima partita della competizione ha sottolineato anche l’impatto positivo del bomber calabrese Marcello Percia Montani. Ha marchiato a fuoco il suo esordio nella massima kermesse del globo, in pochi ci sono riusciti nella storia della Nazionale. Il ragazzo formato dal Lamezia Terme e dal Catanzaro ha mostrato una maturità da veterano ritagliandosi uno spazio in tutte e sei le partite dell’Italia.

Gli Azzurri hanno chiuso il girone al primo posto, il ko con l’Uruguay è stato solo un errore di percorso cancellato dal successo sul Messico.

La prima parte del torneo ha incoronato Gabriele Gori autore di 13 gol nelle prime tre partite dell’Italia. Alla fine saranno 16 le reti di “Tin tin” a questo Mondiale per un giocatore che ormai sta riscrivendo la storia di questa disciplina. È stato il suo Mondiale, non c’è dubbio, nonostante un problema alla caviglia.

C’è da chiedersi cosa avrebbe fatto l’Italia con un Gori al 100%. I numeri del viareggino non hanno bisogno di commenti: capocannoniere della competizione per la seconda volta di fila dopo l’edizione del 2017. Nella storia di questa disciplina solo un totem come Madjer c’era riuscito.

Nei sette tornei giocati con la Nazionale nel 2019 ha sempre vinto la classifica dei marcatori (82 centri), 292 gol in sole 166 presenze con l’Italia. 42 centri nelle 22 partite giocate in quattro Mondiali. Tre quarti dei 16 sigilli in Paraguay il viareggino li ha impressi con le rovesciate diventando l’uomo copertina di uno sport che vive di spettacolo.

Gori con la Svizzera, la Russia e il Portogallo ha passato il testimone al compagno di reparto Emmanuele Zurlo che ha segnato sei dei suoi 10 gol nelle ultime quattro gare del Mondiale. Sua la rete sul filo della sirena che ha consegnato la vittoria agli Azzurri nei Quarti con la Svizzera.

È stato sempre l’attaccante calabrese formatosi con il Catanzaro e affermatosi con il Catania a segnare il rigore decisivo all’extra time in semifinale con la Russia. Ed è stato sempre Zurlo ad aprire le marcature nella finale con il Portogallo. Ha chiuso il Mondiale a quota 10 reti, vice capocannoniere dietro Gori.

Le sue rovesciate sono state letali a conferma che la tecnica al servizio della squadra può fare la differenza. Con 114 gol ora è il quarto bomber di sempre in Azzurro, in sole 18 presenze nei suoi tre Mondiali ha impresso ben 17 firme.

Dario-Ramacciotti-Francesco-Corosiniti-Alessio-Frainetti

L’altro protagonista della seconda metà della competizione paraguayana è stato il viareggino Dario Ramacciotti. Nella fase a gironi è stato fondamentale con i suoi assist, sette in tutto il Mondiale, negli scontri a eliminazione diretta ha gonfiato la rete sei volte diventando il simbolo della forza mentale e della rabbia agonistica dell’Italia.

“L’airone di Torre del Lago” per ben quattro volte ha marchiato a fuoco i terzi tempi compresa la doppietta in finale con il Portogallo. Non male per un ragazzo che pochi mesi fa aveva deciso di smettere con il Beach Soccer.

Questa competizione ha dato risposte importanti anche in chiave futura grazie alle prestazioni del classe 2000 Josep Jr. “El talentin” al suo primo Mondiale ed alla sua prima stagione con l’Italia ha polverizzato tutti i record in Azzurro: come debuttante, per i due gol messi a segno e per il centro in finale.

Il giocatore della Samb non ha mostrato esitazioni, alto minutaggio in campo, sempre presente nei momenti importanti dei match, incisivo anche in finale. Ha affrontato tutti i mostri sacri del beach soccer senza timori reverenziali.

Se l’Italia è uscita vincitrice soprattutto nelle due partite più sofferte con Svizzera e Russia lo deve anche ai suoi portieri Simone del Mestre e Andrea Carpita. In uno sport dove si effettua un tiro ogni 30’’ e si segnano in media nove gol a partita il ruolo di estremo difensore è il più strategico e spesso quello sottoposto a più sollecitazioni.

Il portiere di Monfalcone l’ha vissuto nel pieno della sua maturità e l’ha dimostrato fornendo ben sei assist ai compagni. Al suo quinto Mondiale Del Mestre ha fatto la differenza perché abituato a vincere con i club e con la Nazionale. Mancava solo questo titolo alla sua bacheca.

Carpita era all’esordio ma nessuno se n’è accorto, sicuro e affidabile il portiere viareggino ha dimostrato di meritarsi la maglia Azzurra.

Vanno sottolineate anche le prestazioni degli “eroi silenziosi” Alfio ChiavaroAlessio Frainetti e Simone Marinai. I primi due hanno compiuto alcuni interventi difensivi che valgono come gol, baluardi nei momenti in cui l’Italia ha oscillato.

Grande maturità da parte di due giocatori capaci di vincere 10 trofei ciascuno con Catania e Terracina. Il viareggino Marinai ha sfiorato il gol in più occasioni, ha sfornato due assist nel suo miglior Mondiale dopo quelli del 2015 e 2017.

Le ultime parole a chi ha vissuto questa avventura al centro del vortice delle emozioni: Ferdinando Arcopinto, storico Team Manager e Dirigente Accompagnatore dell’Italia, al suo personale nono Mondiale, deus ex machina della Serie A e Membro della Commissione FIFA dedicata alla disciplina: “Italia, Portogallo e Russia, le tre Nazioni con i Campionati più strutturati hanno fatto la differenza grazie al grande lavoro delle rispettive federazioni. Questo risultato deve darci una spinta ulteriore a migliorarci perché abbiamo ottenuto un secondo posto in uno dei Mondiali più spettacolari. Le sorprese Senegal ed Emirati Arabi hanno confermato che il Beach Soccer sta crescendo in tutti i continenti, un bel segnale per uno sport in costante miglioramento”.

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