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Boriello, mille e un record

Nella squadra dei record della Promozione targata 2014-2015, c’è un personaggio che è da record. Non soltanto perché nelle ultime dodici gare della stagione ha ottenuto il primato di imbattibilità della categoria, ma anche perché oltre a non far segnare è uno che segna. Il nome di questo personaggio (nascosto) del calcio laziale è quello di Danilo Boriello, non più giovanissimo portiere del Tolfa, club portato in Eccellenza per la prima volta nella sua lunga storia (la data di nascita risale al 1948).


Sono 1.080 i minuti durante i quali Danilo Boriello non ha subito gol in questa stagione.
“Ma non solo – sottolinea il portiere -. Durante il 2015 ho subito una sola rete, al novantesimo minuto del match con il Soccer San Severa, dopo il quale è iniziato il record mio personale e della squadra, che da quella partita in poi ha sempre vinto”.  Appena 13 gol subiti, nessuno segnato. Un dato che può sembrare normale per un portiere, ma non per Danilo Borriello, che in carriera di reti ne ha messe a segno addirittura 13, quante forse tantissimi centrocampisti mai sono riusciti a raggiungere. “È vero, a volte mi è capitato di giocare in mezzo al campo per esigenze di squadra. Avrei voluto farlo anche nell’ultima giornata di questa stagione, ma c’era una promozione da conquistare e un record, mio personale, da difendere. Ho quindi preferito restare tra i pali”. 


Tredici reti in totale, ma qual è stata la più importante o soltanto la più bella?
“La più bella quella segnata contro la Foglianese: segnai con una punizione dal limite; la più importante, invece, l’ho realizzata a Fregene quando indossavo la maglia del Santa Marinella, era un derby. Ho anche segnato su calcio di rigore, che mi ero procurato da solo, essendo stato atterrato in area dopo un dribbling su tre difensori avversari”. Quest’anno, però, è balzato agli onori delle cronache per le sue doti di portiere. Un ruolo che Danilo interpreta come? “Non mi piace stare in porta in maniera statica, mi piace più essere considerato un giocatore che interpreta il ruolo di libero che quando c’è la necessità usa le mani”
.    


Danilo Boriello ha iniziato la carriera tra i pali con il Pro Campo Oro all’età di sei anni; poi è cresciuto in altre società tirreniche (San Pio X, Dlf Civitavecchia e Civitavecchia calcio) avendo avuto maestri come Pietro Pappalardo (ex portiere di  Roma e Palermo) e Fabio Giustiniani (ex numero uno della Ternana). In Eccellenza ha esordito a 16 anni, con il Santa Marinella di Marco Fabiani. “Ero troppo giovane e allora non compresi l’importanza di giocare in quel campionato”, ammette oggi, a 20 anni di distanza. “Così, da lì sono andato a giocare ad Acquapendente, in Prima Categoria, dove ho vinto per la prima volta un campionato. Fu davvero una bella stagione”. 


Tolfa
(Promozione), Foglianese (nuova vittoria in campionato), ritorno a Tolfa (per cinque anni) e Cerveteri in Promozione (con un terzo campionato vinto) le sue tappe del passato. Nonostante un biglietto da visita così ben fornito, nella passata stagione non ha però trovato squadra d’elite ed è dunque andato a giocare nella CFL Soccer. Ma l’esilio dalla Promozione è durato una sola stagione, perché l’estate scorsa è arrivata la chiamata del Tolfa. “Finché trovo gli stimoli giusti, di appendere i guanti al classico chiodo non se ne parla”, fa sapere deciso Boriello.      

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