breaking news New
  • 8:07 am Norma et Facultas Agendi Diritto oggettivo, diritto soggettivo e facoltà di scelta per gli enti sportivi dilettantistici, alla luce della disciplina contenuta nel codice del terzo settore
  • 2:57 pm Modifiche regolamentari, ecco cosa cambia Introdotte variazioni che riguardano diversi importanti ambiti: dal tesseramento al riconoscimento del premio di preparazione che diventa prerogativa esclusiva delle Società dilettantistiche. Emanate anche le norme relative ai termini per l’invio delle liste di svincolo, le variazioni di tesseramento, i trasferimenti tra club della Lnd e professionistici
  • 2:13 pm 60 anni di LND – Una festa Magnifica A bordo della nave MSC Magnifica, una giornata speciale dedicata alla consegna del pallone dorato simbolo del sessantesimo anniversario della Lnd e dedicato a chi ogni giorno si impegna sul territorio per il bene del calcio
  • 4:14 pm Fine stagione: occhio a debiti e svincoli Nel passaggio da un’annata all’altra bisogna fare attenzione ad alcuni adempimenti di carattere tecnico-operativo inerenti al tesseramento e ai cosiddetti “giudizi definiti”
  • 7:39 am Gli adempimenti amministrativo-fiscali dell’anno 2019

Cesena, la riscossa comincia da qui

La storica società del Cavalluccio vuole tornare grande grazie anche all'entusiasmo e al sostegno dell'intera comunità cittadina

“Sento la nostalgia del passato, dove la mamma mia ho lasciato, non ti potrò scordar casetta mia…”. Parole e musica di Raul Casadei nell’ouverture dell’immortale ‘Romagna mia’ divenuta vero e proprio inno del territorio. A Cesena di casa comune ce n’è una sola, l’Orogel Stadium Dino Manuzzi, e il passato da nostalgia pallonara è per dirla invece alla Gino Paoli la lunghissima storia d’amore con la casacca bianconera interrotta bruscamente la scorsa estate da un fallimento dal buco milionario. Campionati e campionati di Serie B e Serie A cancellati con un colpo di spugna in un caldo giorno di luglio (il 16) quando Ac Cesena Spa annuncia che aderirà alla richiesta della Procura di Forlì. La sentenza vera e propria arriverà il 10 agosto, preceduta da quella del Tribunale Federale Nazionale che due settimane prima aveva condannato il club per plusvalenze fittizie con il Chievo assegnando 15 punti di oramai inutile penalizzazione e facendo segnare il punto più basso di quei 78 anni di pallone e passione.

Ma a Cesena la simbiosi con il Cavalluccio è totale. La città respira calcio dalla mattina alla sera e vive per la partita della domenica. Il campo da allenamento è una sorta di compagno di giochi, un luna park che ti accompagna dall’infanzia alla pensione, lo stadio un rito di famiglia. Qualcosa di irrinunciabile, imprescindibile. è parte di una comunità che non ci pensa un secondo a rimboccarsi le maniche per cercare di riannodare immediatamente i fili fra un passato (remoto e recente) di glorie calcistiche e un futuro tutto da scrivere ripartendo dall’inferno dei dilettanti: un mondo praticamente sconosciuto che solo qualche anziano ricorda di aver visto con i proprio occhi.

Fra l’adesione all’istanza di fallimento del Tribunale di competenza e la detta sentenza-titolo di coda, il comparto economico locale ha infatti già acceso i motori della riscossa. Il 23 luglio, Pubblisole ha preso in mano il timone, fondato Cesena Fc e chiamato a raccolta l’imprenditoria del territorio. La risposta è di quelle da far strabuzzare gli occhi: 27 attività che si gettano nella mischia senza indugio alcuno e diventano i partner istituzionali, i soci della rinascita.

L’uovo di Colombo, perfetta Arabe Fenice per risorgere dalle ceneri, è già lì a due passi: è la matricola del Romagna Centro la password per iscriversi fin da subito alla Serie D. I cari vecchi “cugini di campagna” di Martorano, fino alla stagione precedente aiutati con il prestito di giovani di belle speranze e l’affiliazione del vivaio, si fanno da parte e lasciano spazio al nuovo corso. Il club sparisce, o meglio viene inglobato nel nuovo Cesena con il suo carico di ragazzini del settore giovanile e under già esperti della Serie D utili alla causa. Ragazzotti reduci dalla seconda brillante salvezza consecutiva, raggiunta con l’ex ottimo centrocampista e poi sfortunato allenatore del Cavalluccio Nicola Campedelli, ironia della sorte fratello di quell’Igor che nel periodo di presidenza segnò l’inizio del baratro economico. Al suo posto in panchina era appena arrivato Giuseppe Angelini, sì, proprio il 53enne che della gloriosa storia aveva scritto diversi capitoli importanti sia da centrocampista sapiente che da tecnico. L’equazione è venuta automatica, il timone del Cesena Fc andava affidato a “Beppe”: il primo dei “quattro moschettieri” dei tempi d’oro tornato alla base per un fischio d’inizio in grandissimo stile.

Il “recupero” del Palazzo e gli 8.364 cuori da Libro… Cuore!

Per chiudere il primo cerchio mancavano ora solamente due simboli, lo stemma e lo stadio. Sul terzo, il pubblico, non c’erano infatti dubbi. Che anche in Serie D la casacca bianconera non sarebbe rimasta sola o per quattro gatti era scontato, ma probabilmente neanche il presidente Corrado Augusto Patrignani si sarebbe aspettato 8.364 abbonati. Ottomilatrecentosessantaquattro (scritto così rende meglio l’idea) cuori bianconeri insanguinati da Libro Cuore, pronti a mettere il loro mattoncino per puntare fi nda subito il mirino sul calcio che conta scrivendo un altro dei tanti record di fedeltà per i colori bianconeri. Dopo le ruggini degli ultimi tempi con la proprietà Giorgio Lugaresi, al resto ci ha pensato invece il Comune: seguite in prima persona tutte le operazioni all’insegna dei buoni rapporti ritrovati, il sindaco Paolo Lucchi il 4 settembre ha infatti preso in affitto per un anno a 10.000 euro il Cavalluccio dal curatore fallimentare e lo ha concesso in uso a Cesena Fc. Non solo. Non ha messo paletti sullo stesso Orogel Stadium Dino Manuzzi: solo i lavori di adeguamento in vista degli Europei Under 21 2019 hanno ritardato il ritorno a casa e le prime sfide interne sono state disputate al Morgagni di Forlì, ma il “matrimonio” si è celebrato il 14 ottobre in occasione della sesta giornata di campionato. In Romagna sbarcava il Francavilla, annichilito prima dagli oltre 10.000 spettatori sugli spalti e poi della doppietta di Alessandro per la classica vittoria all’inglese da ciliegina sulla torta della domenica perfetta. Il primo di quattro hurrà consecutivi interrotti bruscamente il 4 novembre dalla Recanatese che ha espugnato il tempio bianconero nella giornata che avrebbe potuto consegnare la vetta solitaria, vista la caduta della rivale Matelica. Ci sarà tempo…

Dai “quattro moschettieri” ai baby che toccano il cielo con un dito

De Feudis in azione contro il Crotone in Serie B

A rendere ancor più speciale la rinascita sono le altre storie che si intersecano, tutte a loro volta da Libro Cuore. In primis la storia di chi con il Cavalluccio ha raggiunto e vissuto il Paradiso ed è sceso all’Inferno per prenderlo per mano e riportarlo a casa fra i professionisti. “Quattro moschettieri e… mezzo” che rispondono al nome di Giuseppe De Feudis, Davide Biondini, Federico Agliardi, Giuseppe Angelini e Nicola Capellini. Tre 35enni che la Serie D non l’avevano assaggiata neanche in gioventù, il mister e il 27enne uscito dal vivaio che dopo aver spizzicato il Manuzzi contro i grandi avversari torna a casa nel pieno della carriera.

L’ordine non è casuale e lo apre proprio quel centrocampista ribattezzato per le sue origini “Conte di Bollate” ma che è oramai più che un figlio adottivo della Romagna. E non solo perché ha comprato casa a Bertinoro e l’ha sempre mantenuta vivendoci anche quando le vicende calcistiche lo hanno portato in giro per l’Italia. “Beppe” è infatti l’unico giocatore dei 78 anni di storia ad essere sceso in campo con la maglia bianconera nei quattro campionati più importanti (in Serie A, B, C e ora anche D) e ad avere ottenuto con la stessa ben quattro promozioni. Dopo aver disputato la prima stagione fra i professionisti proprio in Romagna, nella Serie C2 2001-2002 con il San Marino, De Feudis sbarcò una prima volta in Riva al Savio nel 2003-2004 e vinse la C1 conquistando al primo colpo la Serie B. Un doppio prestito alla Lucchese e di nuovo sul Titano lo tengono lontano fino al 2006, quando ritornò al Manuzzi e vi rimase per quattro annate da titolare inamovibile in B e C1 bagnate da altre due promozioni, una nella massima serie: la A la disputò però la prima volta con il Torino, con cui vinse anche un altro torneo di B. Ma nel 2013 ecco la terza chiamata del Cavalluccio, una nuova promozione in Paradiso e, dopo il quinto campionato vinto, la soddisfazione di goderselo anche con la casacca bianconera con cui debuttò fra i big il 31 agosto contro il Parma. Il resto è storia recente: dopo 425 partite e sei gol fra i professioni (215 con 4 reti nel Cesena), il debutto in Serie D con la squadra del cuore e la patente da moschettiere a vita.

Davide Biondini a Cesena invece ci è nato nello stesso 1983 e vi è cresciuto nel vivaio frequentando assiduamente la Curva Mare da tifoso sfegatato. E con il Cesena ha esordito fra i professionisti, disputando 46 partite condite da due gol nelle Serie C1 2001-2002 e 2002-2003. Prestazioni importanti che lo hanno proiettato nei palcoscenici più prestigiosi: all’attivo ha qualcosa come 350 sfide di Serie A con le maglie di Reggina, Cagliari (autografò insieme a Jeda e Matri lo storico 3-2 con Allegri in panchina nella tana della Juventus), Atalanta e Sassuolo e altre 93 fra Serie B e Serie C. Senza dimenticare le due partite con la Nazionale maggiore dell’autunno 2009, un’altra magia legata a filo doppio a Cesena: il ct era infatti il campione del mondo ed ex Cavalluccio Marcello Lippi e la gara del 18 novembre contro la Svezia, la sua unica da titolare azzurra, si disputò proprio al Manuzzi. Lì dove oggi suda, sbuffa e sgomita per conquistare la Serie C.

Il terzo moschettiere è Federico Agliardi, come i due compagni nato nel 1983. Lui a Brescia, ma a sua volta più romagnolo che lombardo visto che in riva al Savio ha trovato l’amore e ci vive con la compagna. In una carriera spesa fra Serie A e Serie B a difendere i pali Brescia, Cosenza, Palermo, Rimini, Padova e Bologna, a Cesena arrivò il 31 gennaio 2014 nell’ultimo giornata di calciomercato. In quattro stagioni vi ha disputato 50 partite, poi, il 9 ottobre scorso, firma un nuovo contratto con la nuova società: stava allenandosi con il Santarcangelo insieme al vecchio compagno Emmanuel Cascione quando il club ha cambiato la strategia sugli under e non ci ha pensato un secondo nel rimettersi i guanti bianconeri.

Il quarto moschettiere è invece il condottiero, quel Beppe Angelini di cui abbiamo detto sopra: originario di Rimini, dove è venuto al mondo nel 1965, crebbe calcisticamente proprio nel Cesena e fece l’esordio in prima squadra nel 1983-84 in B, per poi imporsi da titolare nell’annata successiva e contribuire nel 1986-87 con 15 presenze e una rete al ritorno dei bianconeri in A. Coi bianconeri disputò anche la massima serie 1987-88 (14 partite disputate) chiusa con il nono posto finale. Ora da allenatore chiude invece il cerchio: dopo essere stato il vice di Pierpaolo Bisoli nella promozione in Serie A e il tecnico della Primavera per tre stagioni, guida la prima squadra in quella Serie D già vinta a Rovigo e Santarcangelo.

Il quinto moschettiere, o meglio il quarto e mezzo vista la differenza di pedigree, è Nicola Capellini: anche lui a Cesena vi è nato (il 24 febbraio 1991) e vi ha fatto il settore giovanile. Poi ha indossato le maglie della Valenzana e del San Marino e nel 2013 è tornato alla base firmando un triennale: è sceso in campo solo quattro volte fra i prestiti di Venezia e Forlì, cui ha aggiunto le esperienze di Andria, Modena e Santarcangelo. Ora il nuovo matrimonio col Cavalluccio, per puntare in grande insieme. Sono loro i pilastri della rinascita, insieme a bomber navigati come Alessandro e Ricciardo.

Ma in una storia da “Libro Cuore” non può mancare la classica ciambella con il buco: il matrimonio con il Romagna Centro ha portato infatti in dote anche due under che si stanno rivelando preziosissimi, il 2000 Francesco Campagna e il 1999 Et-tore Casadei. Il primo è una sorta di De Feudis ante litteram e ruba i segreti del “Conte” affiancandolo da insostituibile, il secondo contro la Jesina ha fatto esplodere il popolo bianconero infilando un gol alla Weah o forse più alla Gervinho dopo una cavalcata di sessanta metri. Una cavalcata da… Cavalluccio terrestre, sarà un segno del destino?                          

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password