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Come sarˆil calcio tech

Il luogo di partenza di tutto ciò sarà l’Australia. Non la Premier League, né la Bundesliga, La Liga spagnola o la Serie A, ma il campionato australiano, primo passo per il bit nel pallone. Come mai ‘Australia? Perché lì gioca una delle squadre del colosso mondiale City Football Group, che possiede il Melbourne City, il New York City negli Stati Uniti e, il più celebre dei City, il Manchester City

La multinazionale ha appena firmato un accordo con il colosso mondiale delle soluzioni per il business SAP, che ha oltre 500 clienti nel settore sport e intrattenimento. L’azienda ha introdotto soluzioni tecnologiche in sport come tennis, cricket e golf, e ora sta spostando la sua attenzione sul “football, quello vero”, come dice il suo presidente per Europa, Medio Oriente e Africa, Franck Cohen

La rete di squadre che fa capo al City Football Group diventerà così un vero e proprio laboratorio di sperimentazione dell’hi-tech: si partirà dal campionato australiano, poi chissà. 

La cosiddetta rivoluzione digitale del resto è ormai realtà consolidata, spiega Cohen al sito Panorama.it: “Ci saranno 15 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020, il calcio non può fare eccezione, non può non entrare in questa tendenza. Monitorare le performance dei calciatori significa ottenere dati per migliorare il loro allenamento, il loro stato di salute, la loro alimentazione”. 

L’Etihad Stadium di Manchester

Come accadrà tutto ciò? Si utilizzeranno sensori minuscoli che saranno introdotti nelle divise dei calciatori o su un dispositivo indossabile legato al polso. Già oggi tutto ciò si fa durante il training e non è escluso che in futuro la Fifa dia il via libera all’uso di questa tecnologia anche durante le partite ufficiali. 

Nello specifico si sta parlando dell’applicazione di un software dell’azienda SAP, chiamato Sports One, che funziona nel cloud, si aggiorna in tempo reale ogni volta che si effettua una modifica e ha account separati per allenatori, giocatori e fisioterapisti. Per i primi si può parlare di un diario digitale, che permette di fissare allenamenti, richiamare azioni di gioco della squadra che stanno per affrontare, inviare nello specifico ai difensori della rosa filmati sugli avversari che si troveranno a marcare e via dicendo. Gli atleti avranno a portata di touch le indicazioni del coach, la dieta da seguire, l’orario degli allenamenti, il loro programma di recupero se sono infortunati etc. Infine i preparatori avranno la possibilità di aggiornare le schede di ogni giocatore e tenere un archivio di tutte le loro contrazioni e acciacchi, direttamente su una sagoma digitale del loro corpo. 

E per quanto per fare ciò anche la ben più semplice carta sarebbe sufficiente, è innegabile che il dispositivo permette di sistematizzare tutti i dati, archiviarli e richiamarli con un rapido clic. Nel software convergeranno tutti i dati raccolti dai sensori sui giocatori, che ne attesteranno le performance durante la stagione, permettendo il confronto tra i diversi atleti, compagni di squadra e avversari pari ruolo, nelle diverse annate. 


Il Melbourne City, squadra del City Football Group

Le statistiche saranno accessibili ai tifosi, tramite app, che potranno così sapere di tutto di più sui campioni che seguono, e accedere inoltre a servizi personalizzati: magliette autografe, gadget, inviti ad eventi speciali. Un marketing diretto all’individuo. E qui Franck Cohen rassicura: “Senza mai violare la loro privacy, che per noi resta un valore fondamentale. Non abbiamo interesse a diventare intrusivi”. 

Le obiezioni che questo scenario futuro suscita in tutti gli appassionati di calcio è ben noto anche al presidente di SAP, che dal canto suo è però fermamente convinto: “Il calcio è e resterà arte. La tecnologia aiuta soltanto a capirlo e ad affrontarlo, a viverlo meglio”.  

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