breaking news New
  • 4:11 pm La Cremonese premiata per il progetto Thisability Rivolto alle persone con disabilità, il riconoscimento è stato conferito dal Network PreSa “Prevenzione e Salute” per l’impegno della società in ambito sociale
  • 10:54 am Bambini e pallone oltre le sbarre “La partita con Papà”: quando il gioco del calcio scende sul campo della solidarietà sociale
  • 10:28 am Legge di Bilancio 2019: sarà sanatoria fiscale? In attesa della conversione in legge, si commentano i contenuti e i provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate connessi al d.L. collegato alla legge di bilancio 2019 per quanto di riferimento allo sport dilettantistico
  • 3:57 pm Benvenuti nel mondo dello Special One A volte risulta antipatico, altre arrogante, ma i numeri parlano chiaro: José Mourinho è un allenatore poco spettacolare ma molto vincente. E il suo metodo, basato sulla gestione del gruppo e sull'organizzazione, ha fatto scuola
  • 12:15 pm Il calcio “leggero” di Marco Mazzocchi Il giornalista sportivo della Rai è l'uomo che ha dato spazio ai Dilettanti sulla tv di Stato sul programma “B come Sabato”. “Raccontare il calcio di provincia, quello più legato al territorio, è stato divertente e bellissimo”

Con la Jesina tatuata sul cuore

La carriera calcistica di Silvia è decollata praticamente insieme alla nascita della Jesina calcio femminile. Il sodalizio marchigiano è stato fondato nel 1998, due anni dopo Silvia Scarponi a soli 13 anni ha indossato la maglia biancorossa e non se l’è più tolta di dosso.

Silvia, nata a Jesi il 27 maggio 1985, vive a Filottrano, a poche curve da Jesi, con i genitori, il papà Giacomo, la mamma Flavia e la sorella più piccola Silvia. Famiglia numerosa e soprattutto sportiva, con un cognome che “pesa”. Il fratello più grande Michele è il campione di ciclismo, vincitore di un giro d’Italia e uno dei più forti nel circuito mondiale. “Tutti conoscono mio fratello Michele, ma anche Marco ha fatto sport, ha giocato a calcio. Per la nostra famiglia è normale, viviamo lo sport in maniera semplice, senza esasperazioni”.

La semplicità è la forza di Silvia che vive secondo valori difficili da trovare nei giovani d’oggi. L’amore per il calcio e l’attaccamento alla società marchigiana per esempio l’ha dimostrato con i fatti. Qualche anno fa, quando per motivi economici la Jesina rinunciò alla Serie A per ripartire dalla Serie C, lei ebbe la possibilità di restarci, in Serie A. “È vero. Arrivarono alcune offerte da società di Serie A, io però sono molto legata alla famiglia, non me la sentivo di allontanarmi da casa. E poi il calcio femminile si fa per passione, non certo per denaro”. E la scelta l’ha ripagata, perché con la Jesina ha intrapreso un percorso di crescita fino alla prima storica promozione in A ottenuta nella scorsa stagione. “Il salto di categoria si sente, l’esordio in A contro lo squadrone del Verona nella prima giornata nel nostro storico stadio è stato da brividi. Certe difficoltà le abbiamo messe in conto, siamo rimasti il gruppo che ha fatto bene in Serie B, tutte ragazze del territorio più due calciatrici provenienti da fuori”.

Centrocampista di grande fisicità e dalla buona visione di gioco, Silvia è l’anima della squadra sia in campo tatticamente che fuori dal terreno di gioco. L’allenatore conta su di lei per misurare il termometro dello stato d’animo dello spogliatoio. Responsabile in campo, non è da meno fuori dal contesto calcistico: laurea triennale in Lingua, Letteratura e Cultura Straniera, ma lavora in un panificio pasticceria di Filottrano. “Appena finiti gli studi mi sono messa a cercare un lavoro. È capitato questo, mi è piaciuto subito: all’inizio pensavo che sarebbe stata un’occupazione momentanea, invece sono diversi anni che va avanti. Oltretutto gli orari sono conciliabili con gli allenamenti, le partite e gli altri impegni calcistici. Sabato è il mio giorno di riposo così posso scendere in campo senza pensieri”.

La giornata tipo di Silvia pasticcera? “Sveglia intorno alle 5 del mattino, durante il giorno sono in negozio o provvedo alle consegne: faccio tutto quello che può essere utile nella gestione giornaliera. Un breve riposo e poi gli allenamenti alle 19:45, quattro volte a settimana”. Fornaia di giorno, calciatrice di sera: il pane e l’erba appena tagliata, sapori antichi per una donna attaccata ai valori di un tempo che non passano mai di moda.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password