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Contributo 5 per mille: disposizioni aggiornate

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo, contenente ulteriori disposizioni modificative, dovrebbe ritenersi concluso l’iter legislativo per il definitivo assestamento a regime nell’ordinamento giuridico-fiscale dell’istituto del cinque per mille. Infatti, solo di recente, ci eravamo convinti di aver illustrato compiutamente le disposizioni in materia di questo importane beneficio per le Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche, però senza tenere in debita considerazione la volatilità della legislazione italiana che spesso confina in un verosimile cloud-land di norme da disporre in attuazione di atti legislativi quali fonti di diritto contenenti comandi generali e astratti, preparatori alla pratica regolamentazione dei rapporti giuridici concreti che si attuano nel continuo sviluppo della vita sociale e che il diritto disciplina e che, per quanto qui può interessare, è riferibile alla “nuvola” contenente le previsioni di modifica in attuazione alla Legge Delega 106/2016 di riforma del Terzo Settore, successiva alla istituzionalizzazione a regime del riparto  dell’importo dell’imposta sulle persone fisiche, in funzione della scelta operata da ciascun contribuente, comportante una radicale e positiva revisione delle procedure da seguire per ottenere tale beneficio a partire dall’anno finanziario 2017, per l’esame delle quali qui si fa rinvio al precedente intervento su queste colonne (Edizione n. 188 – maggio 2017).

Il richiamato D.Lgs. n. 111 del 3 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio, come previsto all’articolo 10, è entrato in vigore dal giorno successivo e detta norma, così sancito dall’articolo 2, per il completamento della riforma strutturale dell’istituto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, nel rispetto delle esigenze di razionalizzazione e revisione organica del contributo, e ne disciplina la destinazione in base alle scelte espresse dai contribuenti, in attuazione della Delega al Governo di cui all’articolo 9, comma 1, lettera c) e lettera d).

Con detto nuovo intervento legislativo, nel suo complesso viene disposto che, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) da adottare entro 120 giorni dalla data della sua entrata in vigore, non ancora emanato alla data di redazione del presente articolo, saranno definite le modalità e i termini:

– per l’accesso al riparto degli Enti destinatari del contributo;

– per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’elenco permanente degli Enti iscritti;

– per la pubblicazione degli elenchi annuali degli Enti ammessi.

Inoltre, con lo stesso D.P.C.M. saranno:

– fissati i criteri per il riparto della somma costituente l’importo complessivo annuo del contributo;

– stabilito l’importo minimo erogabile a ciascun Ente ammesso al riparto sulla base delle scelte effettuate dai contribuenti;

– definite le modalità di riparto del contributo sulla base delle scelte effettuate dai contribuenti.

Saranno altresì definite le modalità per:

– il riparto delle scelte non espresse dai contribuenti;

– il pagamento del contributo;

nonché i termini entro i quali i beneficiari devono comunicare alle Amministrazioni erogatrici i dati necessari per il raggiungimento delle somme assegnate, onde consentire l’erogazione entro la data di chiusura del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impiego.

Qualora gli Enti beneficiari non dovessero fornire alle Amministrazioni erogatrici i dati richiesti per il pagamento del contributo è previsto che:

– l’Ente perda il diritto al percepimento del contributo per l’esercizio di riferimento;

– le somme assegnate vengano destinate al capitolo delle entrate del bilancio dello Stato ai fini della loro successiva assegnazione al fondo corrispondente a quota parte dell’importo del cinque per mille del gettito dell’I.R.PE.F.

Oltre che di: 

– divieto di assegnazione del contributo in caso di contenzioso con gli Enti beneficiari da parte delle Amministrazioni erogatrici;

– modalità di accelerazione delle procedure di riparto.

 

In aggiunta al richiamato emanando D.P.C.M., il D.Lgs. n. 111/2017 dispone anche in materia:

 

1) di trasparenza circa la determinazione delle somme derivanti dal contributo;

 

2) di impiego di dette somme per il sostenimento di campagne di sensibilizzazione.

Relativamente al primo punto, in materia di trasparenza, il decreto legislativo dispone circa alcuni obblighi in capo:

– sia agli Enti beneficiari;

– sia alle Amministrazioni erogatrici.

È così disposto per gli Enti beneficiari del contributo del cinque per mille l’obbligo di rendicontare la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite redigendo apposito rendiconto entro un anno dal ricevimento del contributo.

Detto rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, entro i 30 giorni successivi deve essere:

– trasmesso alla Amministrazione erogatrice del contributo;

– pubblicato sul sito web dell’Ente beneficiario con indicazione degli importi percepiti dandone comunicazione all’Amministrazione erogatrice entro i successivi sette giorni.

(Clicca sull’immagine per ingrandire)

Con riferimento al secondo punto, il decreto legislativo pone un netto divieto agli Enti beneficiari del contributo di utilizzare le somme percepite a tale titolo per coprire le spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione della quota del cinque per mille. In caso di violazione di tale divieto, è previsto il recupero delle somme percepite a titolo di contributo del cinque per mille.

D’altra parte, le Amministrazioni erogatrici obbligatoriamente devono:

– diffidare gli Enti beneficiari in caso di mancata pubblicazione del rendiconto;

– erogare sanzioni pecuniarie in caso di persistente inerzia dell’Ente

– pubblicare sul proprio sito:

1) gli elenchi dei soggetti beneficiari, entro i successivi 90 giorni decorrenti dalla data di erogazione del contributo e del relativo importo;

2) il link al rendiconto pubblicato sul sito web del beneficiario, entro il termine di 30 giorni dal ricevimento da parte degli Enti beneficiari della comunicazione di avvenuta pubblicazione del rendiconto sul proprio sito web.

In caso di violazione di tali obblighi è disposto in capo:

A) all’Ente beneficiario per la mancata pubblicazione sul sito web:

• la diffida da parte della Amministrazione erogatrice ad adempiere nel termine massimo di 30 giorni;

• una sanzione pecuniaria pari al 25 per cento del contributo, in caso di persistente inerzia da parte dell’Ente beneficiario.

B) alle Amministrazioni erogatrici, in assenza della pubblicazione degli elenchi e del rendiconto, le sanzioni amministrative pecuniarie da Euro 500 ad Euro 10.000 in materia di diritto di accesso civico e degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione e informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni, di cui agli articoli 46 e 47 del Decreto Legislativo 33/2013.

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