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Coppa Italia Dilettanti: dai templi del calcio ai derbissimi

coppa italia dilettanti Le finali disputate all’Olimpico di Roma e a San Siro, le sfide nel segno dei “campanili” e il primo trionfo di una squadra siciliana: riviviamo tutte le tappe della Coppa Italia Dilettanti prima della riforma del 1981-‘82

Lo stadio Olimpico di Roma, nel 1975 e nel 1976, e lo stadio di San Siro a Milano, nel 1977, hanno ospitato tre finali della Coppa Italia Dilettanti che hanno fatto da prologo alle finali della Coppa Italia dei professionisti. Scenari meravigliosi con 60.000 spettatori presenti per ogni gara.

Il 28 giugno del 1975, il Banco di Roma, società capitolina che aveva il suo impianto a Settebagni, superava, ai supplementari, i toscani della Larcianese grazie a una doppietta di Magni. La compagine laziale era arrivata in finale vincendo undici gare su quattordici, realizzando 31 reti e subendone quattro.

Sognare in grande

La Larcianese, che era arrivata all’ultimo atto dopo una sofferta semifinale contro un’altra società laziale, l’Allumiere, superata ai rigori dopo un successo a testa per 2-0, nella finalissima giocò alla pari dei vincitori, cedendo solo ai supplementari. Con i toscani giocava in porta Idilio Cei, storica bandiera della Lazio, che ricopriva anche il ruolo di allenatore. La finale maggiore vide il successo della Fiorentina sul Milan per 3-2.

Nella stagione successiva, stesso scenario: l’Olimpico di Roma. In finale, il 29 giugno 1976, arrivarono due squadre lombarde, partite dallo stesso raggruppamento eliminatorio: Soresinese e Stezzanese. Vittoria della Soresinese per 1-0, grazie a una rete di Cherri segnata in piena zona Cesarini.

La Coppa Italia maggiore la vinse il Napoli che in finale superò il Verona 4-0. Nel 1977, il 3 luglio, teatro della finale fu lo stadio San Siro. Successo di un’altra società lombarda, il Casteggio, sui campani della Sangiuseppese, sconfitti 2-0 grazie alle reti di Gravellone al 54’ e Scotti all’88’. Entrambe le squadre arrivarono alla finale affrontando turni estremamente equilibrati. Nella finale del trofeo assoluto, il Milan superò l’Inter 2-0.

Artemio Franchi, a quei tempi numero uno della Figc, immortalato durante la cerimonia di premiazione del Banco di Roma, vittorioso sulla Larcianese (2-0 dopo i supplementari) nella finale del 1975 giocata allo stadio Olimpico
Artemio Franchi, a quei tempi numero uno della Figc, immortalato durante la cerimonia di premiazione del Banco di Roma, vittorioso sulla Larcianese (2-0 dopo i supplementari) nella finale del 1975 giocata allo stadio Olimpico

Sfide avvincenti

Nelle successive quattro edizioni le finali si disputarono lontano dai templi del calcio italiano ma le squadre arrivate all’ultimo atto, nel rispetto della tradizione, diedero ugualmente vita a sfide quasi sempre risolte nel finale e in un caso ai supplementari. Il 1° luglio del 1978, allo stadio Appiani di Padova, si trovarono di fronte due squadre venete: il Sommacampagna e il Contarina.

I primi, ai quarti e in semifinale, avevano superato al termine di quattro sfide molto incerte due compagini umbre: l’Assisi, eliminato grazie alla rete segnata in trasferta dopo due pareggi (0-0 e 1-1), e il Gubbio ai calci di rigore dopo una vittoria a testa per 1-0. Il Contarina, invece, in quattordici incontri aveva perso solo nella semifinale di andata 2-1 a Roma contro il Casalotti ma si era qualificata all’ultimo atto con un netto 3-0 nel ritorno. Nella finalissima vinse il Sommacampagna grazie a una rete di Benigni dopo 41 minuti di gioco.

La Sicilia sul tetto d’Italia

L’anno dopo, domenica 1° luglio 1979, primo successo di una società siciliana, il Ravanusa (foto principale), che a Camaiore superò i lombardi dello Iag Gazoldo di Goito per 1-0. Pur essendo una compagine lombarda, il Goito militava nei dilettanti dell’Emilia. Il presidente del Ravanusa era l’ex ministro Salvatore Lauricella che organizzò dalla provincia di Agrigento la trasferta di oltre 500 tifosi che raggiunsero la sede della finale in Toscana, in treno, con cinque pullman oltre a mezzi propri. Lo stesso Lauricella, come sempre, seguì la sua squadra dalla panchina.

A decidere la gara fu una rete di testa realizzata dallo stopper Conti al 79’. Al fischio finale, scene di entusiasmo da parte dei giocatori e dei tifosi siciliani con il presidentissimo tifoso Lauricella portato in trionfo.

Le ultime due edizioni della Coppa Italia Dilettanti riservate alle società di Prima Categoria, prima della riforma, si ricordano perché in entrambe le occasioni arrivarono in finale i toscani dei Mobilieri Ponsacco: un primato, ma dal sapore triste, perché in ambo le occasioni furono sconfitti dopo due sfide tiratissime.

Nel primo caso, il 7 giugno 1980, dai veneti del Cittadella che ai supplementari vinsero 2-1. Nella stagione successiva, ad Albino, il 13 giugno 1981, ad alzare la coppa furono i campani dell’Internapoli, a segno per l’1-0 finale con Iacono all’87’.

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