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Da Kaunas nel nome del pragmatismo

calcio-a-11-marius-stankevicius-intervista-1ok Semplice, schietto, pratico. L’ex difensore lituano di Brescia, Sampdoria e Lazio, dopo un lungo peregrinaggio sui campi di tutta Europa con gli scarpini ai piedi, ha iniziato a Crema, in Serie D, la sua carriera da allenatore

Uno dei più antichi proverbi lituani recita “date a un uomo una porta e vi costruirà una casa” (duok žmogui duris ir jis pasistatys namą). Gente semplice e pragmatica i lituani, un popolo che per tutta la vita si è battuto per la propria libertà e per sfuggire a un clima mai troppo tenero. Quando nasci in quelle terre è difficile poi cambiare il tuo carattere. Neanche venire a contatto con culture differenti e lontane dalla tua possono cambiare la persona che sei veramente. Un bel pezzo di questa storia è approdata in Serie D lo scorso novembre grazie a Marius Stankevičius, difensore con oltre 547 presenze in carriera tra Lituania, Italia, Spagna, Germania e Turchia. Dodici maglie indossate, 5 titoli vinti e un premio come calciatore lituano dell’anno nel 2008. E una rimessa laterale capace di precorrere oltre 30 metri.

Un bagaglio di esperienza immenso, forse come nessuno in Serie D. Stankevičius è un vanto e un valore aggiunto per tutto il movimento e soprattutto per un Crema Calcio che ha creduto subito nelle sue doti di trascinatore portandolo dal campo alla panchina e affidandogli un progetto di crescita importante e con obiettivi chiari. D’altronde chi può riuscirci meglio di un lituano che da una porta può costruirti una casa? “Il mio primo obiettivo con i ragazzi che alleno e che incontro sul campo è quello di insegnargli che il calcio è qualcosa di semplice – sostiene Stankevičius -. Servono serietà, umiltà e impegno. Non bisogna pensare ad altro, soprattutto all’inizio. La cosa positiva è che se acquisisci questi valori ti servono poi anche nella vita, quindi meglio impararli da subito. Il calcio e la vita vanno in parallelo”. Pragmatismo lituano capitolo 2.

Lo straniero con più presenze di sempre nella storia del Brescia calcio (156) non si scompone mai, neanche quando parla. Ma la sua serietà non va fraintesa perché dietro c’è un ragazzo di 190 centimetri che crede nel lavoro ed è capace di trascinare il suo gruppo alla vittoria: “Punto sempre al massimo ma senza esasperare nessuno. Il segreto è puntare sulla qualità del lavoro, farlo bene e puntando a un obiettivo senza che questo diventi un’ossessione. Lo ripeto, il calcio è una cosa semplice, bisogna praticarlo senza mai perdere di vista la vita reale”. E lo dice una persona che ha percorso in vita sua migliaia di chilometri girando oltre dieci città in tutta Europa. Una conoscenza da vero viaggiatore, degno delle sue origini nord europee e che lo hanno maturato come uomo e come calciatore: “Viaggiare mi ha aiutato tanto, ho conosciuto città e realtà geopolitiche molto differenti. Tutto ti completa se lo vuoi veramente”.

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Ultima fermata: la Serie D a Crema
Ma il cuore Marius Stankevičius dove lo ha lasciato? “Sinceramente sono stato bene in tutti i luoghi che ho avuto la fortuna di visitare. Ogni situazione vissuta, ogni squadra mi ha dato tanto e sono felice e orgoglioso di aver fatto parte della loro storia. Quindi posso dire di aver lasciato un pezzo di cuore in ogni luogo, come è giusto che sia”. E come un viaggiatore insegna, aggiungiamo noi.

Il “Campionato d’Italia” si arricchisce ogni anno di nuovi ex professionisti che portano esperienza e qualità a un torneo che diventa sempre più bello e competitivo. “Ho trovato in Serie D un ottimo livello di calcio – continua Stankevičius – alcune società sono già organizzate quasi come i professionisti, alcune meno, ma in generale si sta puntando a un continuo miglioramento. Anche la nostra società è molto organizzata, ho trovato a Crema un progetto importante e vogliamo crescere insieme”.

E il calcio dei grandi? Stankevičius ne guarda poco. “Cerco di guardare squadre che giocano in modo differente per conoscere vari stili di gioco. Poi in generale non guardo tantissimo calcio, cerco di selezionarlo in modo da avere una panoramica più precisa di quello che voglio. È la stessa cosa che faccio guardando al mio bagaglio di esperienza, dal quale attingo prendendo qualcosa da ogni allenatore avuto in carriera. Nessuno in particolare ma un po’ da tutti quanti. I dettagli fanno la differenza anche in questo”.

Il calcio italiano è in crescita, seppur molto lenta, a differenza di quello lituano che Stankevičius ha lasciato ben 17 anni fa per iniziare il suo viaggio e scrivere la sua storia. Da allora, però, il “Paese del Basket” ha arrestato la sua crescita sportiva in maniera irreversibile: “Purtroppo siamo a un livello molto basso, siamo tornati indietro. C’è bisogno di un programma di rilancio e di crescita serio e preciso, magari prendendo a modello nazioni europee che hanno iniziato questo percorso già da alcuni anni. Se non si comincia subito si corre il rischio di arrestare completamente il movimento e di non ripartire più”.

Stankevičius sta dando tanto alla Serie D ma anche lei sta dando tanto a Marius Stankevičius. È uno scambio reciproco perché entrambi stanno crescendo insieme. Nel frattempo da una piccola porta, il difensore di Kaunas ha cominciato a porre le fondamenta della casa. E della sua carriera.

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