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Da Paola a Siano quando lo sport regala un sorriso

Da una parte la squadra della Casa Circondariale di Paola, iscritta alla Serie D di futsal, dall’altra quella di calcio del carcere di Catanzaro che partecipa al campionato Amatori: due progetti del CR Calabria a favore del reinserimento sociale per i detenuti

Reinserimento, inclusione, socializzazione sono alcuni degli obiettivi primari che si prefigge la rieducacione di ogni condannnato. Lo sport può aiutare e la creazione di una squadra di calcio o futsal all’interno di queste realtà può diventarne un mezzo più che idoneo. è partendo da questa convinzione che da due anni a questa parte, tra i campionati organizzati dal CR Calabria partecipano due formazioni di altrettante Case Circondariali: nel campionato Amatori la squadra della Casa Circondariale di Catanzaro, nel campionato di Serie D di Calcio a 5 la formazione della Casa Circondariale di Paola, in provincia di Cosenza. “è una grande emozione ogni volta – dice il capitano di una delle due squadre – ci lasciamo alle spalle le nostre sofferenze per 90 minuti e invece di parlare di avvocati e cause corriamo dietro un pallone e parliamo di calcio”. E pazienza se il campo in terra battuta, con la speranza dei detenuti che possa diventare presto in erba naturale o artificiale poco importa, sia incastonato tra le altissime mura delle celle dalle quali chi non gioca fa il tifo. L’idea nasce dalla collaborazione tra il CR Calabria della FIGC/LND e le direzioni delle carceri che hanno subito sposato l’idea. “è un’esperienza che crea un ponte fondamentale tra interno ed esterno – dice la direttrice della Casa Circondariale di Catanzaro Dott.ssa Angela Paravati, valorizzandone le finalità sociali più che sportive – non è semplice comunicare le iniziative che vengono svolte all’interno del carcere, ma la partnership con la LND Regionale ci consente di lanciare un forte messaggio educativo e far capire che qui c’è gente che vuole ancora mettersi in gioco ed il calcio è un veicolo formativo importante”. La Direttrice della Casa Circondariale di Paola, Dott.Ssa Caterina Arrotta, alla presentazione ufficiale della squadra alla stampa, ha accompagnato gli intervenuti sul campo di calcio a 5 della struttura: “È davvero il caso di dire che il calcio é di tutti. Lo dimostriamo con la partecipazione di una squadra di detenuti ad un campionato ufficiale FIGC. Grazie alla Federazione, al CR Calabria e alla Divisione Calcio a 5 e a tutte le persone che ci hanno aiutato tra non poche difficoltà. Auguro ai detenuti di fare bella figura e soprattutto di divertirsi”.

Soddisfazione e orgoglio

Se si dovesse descrivere in due parole lo stato d’animo dei protagonisti di entrambi i progetti, non ci sbaglieremmo a usarle. Soprattutto per coloro i quali sono stati chiamati ad allenare le due squadre: “È un’idea bellissima e sono onorato di farne parte – sono le parole del mister della squadra del carcere di Catanzaro Gino Caglioti – è un bene che questi ragazzi possano confrontarsi con persone libere e io ho inteso dedicarmi a loro come ad una squadra vera nella quale più che il risultato conta il sano comportamento nel rispetto dei veri valori dello sport”. Dello stesso parere Mister Massimo De Luca, allenatore della squadra del carcere di Paola: “È un’esperienza bellissima e solo chi la vive puó descriverla, mi sento orgoglioso. Grazie a tutti i dipendenti della Casa Circondariale perché mi hanno fatto sentire subito parte di una grande famiglia”. La squadra della Casa Circondariale di Paola partecipa a un campionato ufficiale di Calcio a 5 e per questo motivo il progetto è stato patrocinato dalla Divisione Nazionale Calcio a 5 il cui Presidente Andrea  Montemurro, presente all’evento di presentazione, si è dimostrato entusiasta e grato a tutti coloro i quali lo hanno coordinato. “Grazie di cuore a tutti voi”, così il Presidente Montemurro rivolgendosi ai giocatori. “Il confine tra giusto e sbagliato é molto sottile, dimostrate che si puó fare sport anche in queste realtà. Questo é un progetto pilota che abbiamo la volontà di estenderlo su tutto il territorio nazionale. È un’iniziativa fantastica, grazie a tutti”.

Per il Presidente del Comitato Regionale Calabria Saverio Mirarchi, “gli scopi sociali della Lega Nazionale Dilettanti e le finalità di reinserimento si sposano alla perfezione a dimostrazione che le nostre non sono solo attività legate al risultato della domenica alle classifiche del lunedì. I progetti, tra l’altro praticati solo da un paio di altre realtà in Italia tra cui l’Opera di Milano, stanno creando tanto entusiasmo tra i detenuti, ma anche tra i partecipanti delle altre squadre che prestano volentieri il loro aiuto per il raggiungimento degli obiettivi nonostante qualche piccola difficoltà organizzativa tra cui quella di dover giocare sempre all’interno del carcere. Sono progetti a cui tengo tanto – continua il Presidente Mirarchi – e ringrazio di cuore le direttrici Paravati e Arrotta per aver notevolmente contribuito a renderli possibili. Entrambe con le loro sensibilità e capacita di risolvere le problematiche annesse a situazioni certamente particolari, hanno fatto si che si raggiungessero obiettivi comuni e fortemente voluti. La gioia negli occhi dei ragazzi impegnati nelle gare ufficiali e la grande disponibilità degli avversari sono la dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il calcio unisce più di ogni altro sport e svolge la funzione sociale a cui noi dilettanti crediamo fortemente. La vittoria del Premio Disciplina e il raggiungimento di una posizione di classifica importante da parte della squadra di detenuti della Casa Circondariale di Catanzaro sono una vittoria per tutti”.                                          

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