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Da Sanremo alla sua Fiumicino

Il giovane cantante, chiusa l’esperienza al Festival, è stato tesserato dal club del suo paese in Promozione. Esterno d’attacco, vuole dare un calcio alle critiche dimostrando di poter dire la sua non solo sul palco

Passare in poco più di due settimane dal palco del teatro Ariston ad un campo a due passi dal mare, in mezzo ai palazzi, dove non c’è la platea televisiva da record di Sanremo ma, magari, qualche signora che stende i panni. La storia di Junior Cally, cantante, rapper e molto altro, che chiede e ottiene di poter giocare con il Fiumicino Calcio 1926, è una di quelle storie che, davvero, rende la Lnd il campionato d’Italia. C’è tutto, in questa vicenda: c’è una società che da quasi cento anni è perfettamente radicata nel territorio del comune dove c’è il più importante aeroporto d’Italia, c’è la solidarietà, ci sono i bambini che riempiono lo stadio, i compagni che si ritrovano nello spogliatoio il personaggio famoso, c’è la musica, ci sono i follower e c’è pure una rinnovata attenzione mediatica. C’è tutto, insomma.

Junior Cally, nome d’arte di Antonio Signore, deve ancora compiere 29 anni. Lo farà ad ottobre, in fondo è ancora giovane, ma sembra già aver vissuto almeno un paio di vite: “Dopo aver passato quattro anni avanti e indietro negli ospedali, ho avuto un periodo turbolento – ha raccontato di recente -. Dai 20 ai 23 anni ho abusato di alcol. Ritornavo a tarda notte, ho dormito per sei mesi a casa di mia nonna. Ne sono uscito quando mi sono reso conto che stavo perdendo i contatti con le persone che amavo, e stavo buttando la mia vita. Mi son detto: ‘Fai qualcosa per rendere migliore la tua vita’. è stato come recuperare del tempo perso, l’importante è riuscire a capire dai propri errori”.

Ha iniziato la sua carriera portando sempre sul viso una maschera antigas, ma da qualche mese ha svelato a tutti il suo volto e la sua identità. All’ultimo Festival di Sanremo si è classificato al penultimo posto ma il suo obiettivo è stato comunque raggiunto, vista la facilità con cui il suo nome si è imposto all’attenzione del grande pubblico. Da qualche mese, inoltre, ha reso nota la storia con la dj e influencer Valentina Dallari, condividendo sui social anche momenti di vita privata.

Cally e il calcio
Questo è lo Junior Cally che tutti conoscono. Quello che sarà raccontato su queste pagine, invece, è lo Junior Cally calciatore del Fiumicino. La società laziale ha ufficializzato il suo trasferimento il 14 febbraio, due settimane più tardi è arrivato l’esordio contro il Tolfa. Qualche minuto nel finale di una partita terminata 0-0, testate giornalistiche locali e nazionali a vederlo, ragazzini fuori la porta dello spogliatoio ad aspettarlo, un sole primaverile a riscaldare tutto. Compresi i suoi pensieri e il racconto di un’avventura che, per ora, è soltanto all’inizio: “Non mi è piaciuto ricevere critiche e commenti da alcuni ma al campo si è visto che il paese è dalla mia parte, mi conosce. Sono stato sempre contro ogni tipo di violenza. Questo è stato un modo per rispondere a quelle poche persone che mi hanno etichettato per ciò che non sono assolutamente”. Junior Cally si riferiva alle polemiche riguardo alla sua partecipazione al Festival di Sanremo, quando era stato sommerso di critiche per alcune canzoni del passato con “testi musicali volgari e sessisti”. E lui, d’accordo con il Fiumicino, ha scelto di devolvere una parte ingente dell’incasso ad associazioni che si occupano della violenza sulle donne, ma questo è solo il primo passo.

Tanti ne dovrà fare, ancora. Anche perché la Promozione è un campionato serio, il Fiumicino ha ambizioni importanti e allora lui dovrà lavorare parecchio per rimettersi in forma. Vive tra Milano e Roma, cercherà di essere sempre presente agli allenamenti, è di piede destro e gioca come esterno d’attacco. All’occorrenza può fare anche il finto centravanti ma, sorridendo, ammette di “non avere il fisico per fare a sportellate. Preferisco giocare più defilato”. In queste prime settimane di lavoro si è allenato “con fatica all’inizio, poi sempre meglio” ed è convinto, musica permettendo, di poter dire la sua non solo su un palco, ma anche in campo. Dove non c’è bisogno di alcuna maschera e dove non esistono i pregiudizi.               

FOCUS SU > Fiumicino calcio 1926
Dal 1926 a Fiumicino c’è un realtà calcistica completamente integrata nel territorio che, di questo territorio, è cuore e anima. Il Fiumicino Calcio 1926 conta oltre 600 tesserati, dai più piccoli fino alla prima squadra, che gioca in Promozione. I baby partono dal 2014, c’è la squadra di futsal femminile, ci sono allenatori che trascorrono gran parte dei loro pomeriggi al campo a insegnare ai ragazzi calcio e vita. La prima squadra si allena al campo Garbaglia, lo stadio è in erba vera, l’obiettivo del tesseramento di Junior Cally è doppio: da una parte c’è un ragazzo famoso, cantante, autore, molto social, con fidanzata social, che, impegni permettendo, vuole giocare a calcio e allenarsi in una realtà che conosce benissimo; dall’altra c’è la possibilità di “sfruttare” la sua presenza per regalare pubblicità alla società ma anche ad iniziative benefiche. Ad esempio, gran parte dell’incasso della prima partita di Junior Cally e dei suoi compagni è andato a un’associazione che si occupa della violenza contro le donne. “Il ragazzo – le parole del presidente Munaretto – è venuto da me e, semplicemente, mi ha chiesto di giocare per il Fiumicino, squadra del suo paese, così definita da lui, per dare una mano a riempire lo stadio mettendo a disposizione la sua notorietà per illuminare il calcio dilettantistico magari un po’ abbandonato. Mi ha chiesto di mettere come premio partita per i giocatori, tutti suoi amici, l’incasso che riusciremo a fare. Non lo fa certamente per soldi, ma per darci una mano in tutti i modi possibili. Voleva già esordire prima di Sanremo  ma non è stato possibile per i suoi impegni. Ha buoni trascorsi calcistici giovanili interrotti per motivi di salute. Credo potrà giocare diverse partite, impegni professionali permettendo. Ma è un ragazzo serio, con la testa sulla spalle, che potrà dare un aiuto concreto a noi e a tutto il movimento. In campo si vede che è bravo, deve solo rimettersi in forma per riprendere un po’ di ritmo e mettersi alla pari con gli altri”.

 Emma Masetti

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