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Dispendio energetico questione di ruolo

È noto come ogni sport sia collegato a uno specifico “profilo fisiologico” dell’atleta che lo pratica, cioè a una serie di modificazioni sul piano organico e biochimico, indotte dall’allenamento, che permettono di soddisfare al meglio le richieste energetiche di quella particolare attività. La nutrizione sportiva cerca ovviamente di assecondare in modo coerente le necessità di tale profilo.
Esistono tuttavia degli sport all’interno dei quali il profilo del giocatore può essere variabile, e questo è proprio il caso del calcio, in cui la differenza fisiologica tra i vari giocatori è generalmente determinata dalla loro posizione in campo, oltre che dalle caratteristiche antropometriche dell’atleta. Tuttavia, nel calcio non vi sono differenze così marcate nelle richieste energetiche dei vari giocatori (ad eccezione del portiere) come quelle che si verificano tra discipline diverse. Se pur ridotte, tali differenze sono tuttavia significative, e risultano soprattutto legate alla “mobilità” dei giocatori in campo.

Le richieste energetiche sono infatti massime per i centrocampisti, per i quali è stata dimostrata la copertura di una maggior distanza durante le partite. Essi sono seguiti dagli attaccanti (circa -10%), dai difensori laterali (circa -10%), dai difensori centrali (circa -15%) e dai portieri (circa -60%).
La Figura 1 riporta la copertura media in chilometri di corsa effettuati durante un match da giocatori abituali di ruolo differente; naturalmente, tali distanze si riducono gradualmente scendendo di categoria in categoria di gioco.
Sulla base dei dati presenti nella letteratura scientifica, sulla conoscenza del carico medio di lavoro effettuato a livello settimanale nelle diverse categorie di giocatori, e sul dispendio energetico della partita per i diversi ruoli in campo, è stato possibile formulare, sia pure con grande approssimazione e del tutto indicativamente (un dispendio energetico accurato andrebbe infatti calcolato per il singolo giocatore), un’ipotesi di dispendio energetico settimanale per le diverse categorie inferiori, diviso per ruolo in campo (Figura 2).

Dispendio energetico settimanale (in calorie) – Figura 1

NECESSITÀ DIVERSE
Come si vede, gli studi scientifici sul dispendio energetico nei vari ruoli sono basati quasi totalmente, a oggi, su una distinzione orizzontale e tradizionale delle fasce di gioco (portieri, difensori, centrocampisti, etc.), ma qualche ricercatore ha indicato che una distinzione più “verticale” del ruolo in campo, in giocatori che operano sulle ali, e giocatori che operano sulla fascia centrale, potrebbe essere più adatta nella definizione del profilo fisiologico del calciatore e delle sue necessità caloriche. Comunque la si veda, questo campo di studio è ancora oggi pochissimo considerato nella nutrizione sportiva e merita quindi valutazioni più approfondite. Comunque, gli scarsi studi fin qui condotti, hanno permesso di evidenziare alcune significative differenze anche nei profili nutrizionali dei giocatori, proprio in base alla loro posizione in campo.
Ad esempio, è stato dimostrato che i giocatori la cui posizione in campo richiede un maggior impegno del sistema di produzione energetica aerobico (cioè quelli che coprono più chilometri di corsa durante un match, quindi centrocampisti e attaccanti) assumono spontaneamente nella propria dieta una maggior percentuale di carboidrati, fabbisogno che viene soddisfatto soprattutto incrementando l’assunzione giornaliera di cibi contenenti cereali e patate.
Per quanto possa apparire strano, vi sono a oggi pochissimi studi di questo genere effettuati su calciatori di sesso femminile e sui bambini e adolescenti, per cui è grande la necessità di ulteriori sperimentazioni in questo campo della dietetica sportiva, soprattutto negli atleti del calcio dilettanti.

La distanza coperta in un match – Figura 2

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