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Fincantieri, la favola ricomincia cos_Î

La squadra del Fincantieri ha sette vite, proprio come i gatti. Sembrava sepolta negli archivi, limitandosi a una semplice attività giovanile, ma ecco che risorge a vita nuova per iniziativa di un gruppo di sportivi che già regge il complesso sportivo delle Siepi. “Nel nostro piano di sviluppo dell’attività – dice il direttore sportivo Nicola Ferrante, che nella nuova società figurerà quale Presidente – c’è il ripristino della squadra ex aziendale, dal nome che rievoca antichi e concreti fasti calcistici. Nell’immediato, contiamo di acquisire il titolo di una società locale che militi quantomeno in Promozione, al fine di varare una squadra ambiziosa ma rigorosamente legata a limiti di età da fascia giovanile. Dovremo essere una fabbrica di prodotti emergenti, anche perché il vivaio cittadino e dell’immediata periferia sono ricchi di ragazzi di belle speranze che chiedono soltanto di essere adeguatamente valorizzati”.

E perché la Fincantieri? “Perché – precisa Ferrante – acquisendo in toto la gestione di questa società, saranno a disposizione le sue attrezzature sportive nella borgata Acquasanta. Con la proprietà del club, contiamo di adeguare il terreno di gioco con un manto di erba sintetica di ultima generazione, quindi di riproporre quel polo di attenzione calcistica che per decenni è stato onore e vanto della città sportiva”.
Va detto che la Fincantieri Calcio ha seguito gli itinerari, i benesseri e le vicissitudini della più nota azienda navale della Sicilia. In Serie C quale C.N. (acronimo di Cantieri Navali) Acquasanta, in Serie D quale Cantieri Navali Palermo o Cantieri Navali Riuniti Palermo e quindi come Fincantieri, il sodalizio rossoblu è stato a lungo la seconda squadra cittadina. E ancora oggi sono in molti a maledire quella fatale monetina che negli spareggi di 1971 negò al Cantieri Navali la Serie C, a vantaggio del Siracusa. Finchè visse, Totò Di Gaetano fra l’altro si dichiarava certo che la monetina lanciata dall’arbitro Celli sarebbe caduta “in piedi” nell’erba incolta del “Vomero”. Chissà se, florida allora l’azienda e ancor più florida in quel tempo la dirigenza sportiva, con un pizzico di fortuna in più all’Acquasanta si sarebbe potuto realizzare un antesignano “Chievo” di Palermo.

Buona parte dei reduci di quegli spareggi e comunque di vecchie glorie della squadra canterina sono state radunate dalle Siepi all’atto della presentazione dell’ambizioso progetto Fincantieri 2014-15. Ai bordi del campo dell’Acquasanta si sono ritrovati dunque tanti ex, molti dei quali inevitabilmente segnati nel colorito dei capelli e nella stazza. Ma è stato egualmente un incontro gioviale, ricco di ricordi e di aneddoti legati anche allo spirito goliardico e alla vocazione umoristica di tanti ex atleti e del loro mentore Vincenzo Vegna, ex giocatore, ex allenatore (scoprì e valorizzò fra l’altro un certo Tanino Troja, bomber intenibile) ed ex custode e “direttore” dello stadio aziendale.
E per molti di loro è stata l’occasione per ricordare gli spareggi extra large perduti per sorteggio nel 1971 contro quel Siracusa che schierava – vedi caso – ex o futuri canterini come Beppe Vegna e Di Matteo, oltre all’altro palermitano Schiavo, con l’ex capitano e bandiera rosanero.               

La squadra del Cantieri Navali Acquasanta promossa in Serie C nel 1947

LA SVOLTA PER UNA FATALE MONETINA        
La storia del campionato di Serie D (girone I) 1970-71 è semplice. Cantieri Navali e Siracusa lottarono fianco a fianco, fino a toccare appaiati il traguardo a quota 47. Altra beffa postuma per gli aziendali: se allora fossero state in vigore le vittorie da 3 punti, sarebbe finita 65 per il Cantieri Navali e 64 per il Siracusa! Si andò agli spareggi-fiume protrattisi per 240 minuti (non risolvendo nulla!).

Per strana legge del destino, fra le due contendenti in quella stagione fu il più classico festival dei pareggi; in campionato infatti non si risolse la diatriba né all’andata e né al ritorno: Siracusa-Cantieri si era chiusa sullo 0-0 il 13 dicembre ’70, così come accadde in Cantieri-Siracusa il 25 aprile ’71.

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