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Giannichedda: “Parola d’ordine: reinventarsi”

Reinventarsi, riorganizzarsi, cambiare e perché no, provare a migliorare. Il lockdown ti obbliga inevitabilmente a rivedere la tua vita, a riorganizzare il tuo lavoro e persino a risincronizzare i rapporti famigliari. Per il mondo dello sport e del calcio, questa “sosta forzata” è stata senza dubbio l’occasione per programmare un nuovo modo di allenarsi e di praticare sport anche in spazi ristretti come può essere la stanza del nostro appartamento.

Sui vari social network spopolano i video tutorial dei grandi atleti italiani e internazionali che insegnano ad allenarci “comodamente” da casa. Questa nuova concezione porterà in futuro a rivedere anche la disposizione delle nostre case, dove per molti diventerà quasi essenziale avere una stanza degli allenamenti.

Ma per il calcio cosa cambia? Un calciatore dilettante che non ha a disposizione una palestra in casa o un piccolo giardino dove toccare il pallone, come può restare in forma dopo sessanta giorni di stop? Ci viene in aiuto un ex professionista della nostra Serie A come Giuliano Giannichedda, tecnico della Rappresentativa Serie D Under 19 e dell’Under 18.

“Da quando siamo in casa avrò visto almeno 150 partite registrate in tv. Alcune le ho guardate anche quattro volte per la disperazione di mio fi glio che praticamente ormai le conosce a memoria”, ci confida Giannichedda. “Avendo più tempo da dedicare a queste attività ho cercato di impiegare il mio tempo per una continua formazione personale e professionale. Guardo le partite cercando di seguire i movimenti in campo dei calciatori, di imparare da allenatori e squadre importanti. Mi segno ogni dettaglio e ne faccio tesoro. Il resto poi si chiama nostalgia del calcio e non posso farci niente”.

Da infaticabile lavoratore, Giannichedda ha creato una tabella di smartworking: “Quasi ogni giorno ci sentiamo con lo staff della Lega per restare sempre aggiornati. È un dialogo continuo che rafforza i nostri legami. Durante ogni chiamata portiamo i nostri casi di studio, ci confrontiamo su tecniche di lavoro e su impostazioni tattiche. Impieghiamo questo tempo per crescere”.

Il problema allenamenti è senza dubbio di primaria importanza e Giannichedda ha fatto in modo di creare un percorso formativo insieme al preparatore atletico (ognuno per il suo campo) rivolto a tutti i ragazzi del mondo dilettantistico che in questo momento sono costretti ai box.

“Allenarsi a casa e allenarsi al campo non sarà mai la stessa cosa. Ma restare in movimento il più possibile è essenziale per ripartire bene quando tutto questo finirà. Dobbiamo tener presente che a livello puramente tecnico a casa si può fare ben poco, a parte, chi ne ha la possibilità per lo spazio, qualche tocco con il pallone, qualche slalom tra i birilli o qualche palleggio. La maggior parte degli esercizi sono quindi a livello fisico e sono quelli che ogni preparatore dà ai suoi allievi come corsa ability e esercizi di isometria per la forza. Per la parte tecnica invece consiglierei di far vedere ai ragazzi dei video in cui siano evidenziate delle situazioni di gioco e dei movimenti: prima li guardano, poi li studiano come facciamo noi allenatori”.

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