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Giovani calciatrici crescono

Insieme al Delegato per il Calcio Femminile Lnd e alla Presidentessa della Divisione Calcio Femminile Figc facciamo il punto sul movimento in “rosa” a partire dal settore giovanile

LItalia è tornata al Mondiale dopo 20 anni e lo ha chiuso tra le prime otto. Il campionato di Serie A continua a riscuotere consensi ed è sempre più avvincente. Le Nazionali giovanili sfornano talenti che nei prossimi anni potranno fare comodo alla squadra maggiore. E poi la base del movimento che si sta strutturando: aumentano le tesserate, ma soprattutto sembra finalmente essere cambiata la mentalità. Quel pregiudizio che negli anni passati aveva frenato la crescita del calcio femminile in Italia. Da settembre, Ludovica Mantovani è a capo della Divisione Calcio Femminile della Figc: “Un’opportunità incredibile, in un momento straordinario per il calcio femminile. Abbiamo tutti gli occhi addosso: è il momento di costruire, di organizzare, di rimanere focalizzati sugli obiettivi. Mi ha colpito la passione di chi lavora per il calcio femminile: i protagonisti nel tempo possono cambiare e un domani ci potrebbe essere qualcun altro al nostro posto, ma stiamo portando avanti un lavoro di gruppo, con il noi che viene messo sempre davanti all’io. Ringrazio il presidente della Lnd Cosimo Sibilia per avermi proposta a capo della Divisione. Sono orgogliosa di ricoprire questo incarico”.

La passione oltre l’ostacolo
Ludovica Mantovani è cresciuta con il calcio dentro casa: il papà, Paolo, fu il presidente della Sampdoria, e a lui è intitolato il Torneo Ravano, che ogni anno porta migliaia di bambini e bambine a cimentarsi con diversi sport, tra cui il calcio. “Il calcio è il gioco più semplice del mondo – dice -. L’entusiasmo delle bambine c’è sempre stato: madri e padri, storicamente, sono stati sempre un po’ titubanti, ma si stanno accorgendo di quanto le bambine siano felici nel calciare un pallone. In questo senso, è importante il ruolo delle ragazze della Nazionale, che stanno dando messaggi incredibili di rispetto, di forza, di bellezza. Ora le bambine hanno degli idoli da imitare anche nel calcio”. Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: riempire gli stadi, aumentare le tesserate, entrare nelle scuole e avvicinare sempre più bambine alla pratica. “Con il Settore Giovanile e Scolastico della Figc stiamo lavorando proprio su quello – spiega – è un punto focale dello sviluppo del calcio femminile. Così come mancano gli stadi di proprietà, vale lo stesso discorso per le palestre. Però andare intanto a parlare nelle scuole è importante: per tanto tempo i presidi non vedevano il calcio come uno sport formativo. Compito delle Federazioni è quello di far capire che non vogliamo formare il campione, ma far capire le regole del gioco e trasmettere valori”.

La base, dicevamo. Dallo scorso anno, la Lega Nazionale Dilettanti si occupa di quella, organizzando direttamente il campionato di Serie C e, con l’ausilio dei comitati regionali, quelli di Eccellenza. “Le tesserate di calcio femminile stanno avendo un incremento significativo, e le cose andranno ancora meglio nel medio e lungo termine – sottolinea Sandro Morgana, responsabile del Dipartimento Calcio Femminile della Lega Nazionale Dilettanti -. Molto importante, decisivo direi, è stato l’avvento dei club professionistici, che ha portato organizzazione, entusiasmo e visibilità. Ma proprio in questo momento tralasciare l’importanza del lavoro del calcio di base sarebbe un grave errore”.

Di Morgana la paternità della riforma dei campionati, con un girone unico di Serie B e quattro di Serie C: “Una filiera simile a quella del maschile. Poi in Eccellenza e Promozione abbiamo circa 150 squadre regionali: c’è una forte crescita al Nord, meno al Sud. È un problema culturale, dobbiamo avere la capacità di rinnovarci e qualcosa va anche cambiato a livello territoriale”. Negli occhi di tutti, però, ci sono le splendide immagini della Nazionale, e di milioni di tifosi che hanno seguito la squadra di Milena Bertolini: “Una cosa bellissima. Ci ha dato grande visibilità. È davvero un’occasione storica: ci sarà una forte emulazione”. Le big della Nazionale non hanno dimenticato le origini: capita di vederle spesso dove tutto è iniziato. “La Lega Nazionale Dilettanti ha fatto tanto e continua a fare tanto per lo sviluppo del calcio femminile. Abbiamo investito soldi, energie e risorse. Il presidente Sibilia ha sempre difeso il calcio femminile, anche in periodi non facili. Il livello tecnico è cresciuto anche nelle categorie inferiori, non si gioca più alla “viva il parroco”. La priorità, però, è l’aumento del numero di praticanti, per garantire il ricambio generazionale. E per raggiungere questo obiettivo, bisogna lavorare tutti nella stessa direzione. Tanto il vertice, quanto la base”.

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