breaking news New

GS Montespaccato: la salute e il quartiere prima di tutto

i calciatori del GS Montespaccato negli spogliatoi La società di Massimiliano Monnanni, da sempre attenta alle tematiche sociali, si è dotata di una macchina per il test sierologico del Covid e, gratuitamente, l’ha messa a disposizione dei propri tesserati e degli avversari di turno

Quando non sei solo una società di calcio, ma anche un punto di riferimento per un intero quartiere, il tuo ruolo non può limitarsi solamente allo sport in senso stretto. Spesso si parla dell’enorme valore sociale che rivestono un pallone che rotola e il mondo dei dilettanti in generale. Ebbene, la realtà del Montespaccato è un esempio concreto di tutto questo.

La società, che opera in un quartiere periferico a nord di Roma – anche se poi, tecnicamente, non dista neppure troppo da San Pietro -, in questa fase così delicata ha deciso di investire nella salute: dei propri atleti, ma anche degli avversari.

Si è dotata, infatti, di una macchina per la rilevazione del test sierologico del Covid e, gratuitamente, l’ha messa a disposizione dei tesserati, ma anche di coloro che affrontavano il Montespaccato. Un aiuto concreto, tangibile, in un momento difficile.

SCELTA OBBLIGATA

Un aiuto dettato dal grande senso civico e di responsabilità che il presi dente Massimiliano Monnanni rac- conta così: “Salvaguardare la salute, per noi, è sempre stato importante, ovviamente in questo momento ancora di più. La nostra iniziativa nasce con questo scopo, per quanto possibile abbiamo cercato così di prevenire i rischi”.

Il macchinario per i test sierologici, racconta il presidente del Montespaccato, “È a disposizione dalla scuola calcio alla prima squadra. In alcuni casi, quando abbiamo fatto le amichevoli ad esempio, li abbiamo offerti gratuitamente anche ai ragazzi che non lo avevano fatto. Poi abbiamo fatto fare l’esame a tutti i bambini della scuola calcio prima di iniziare l’anno e per le nostre squadre dai Giovanissimi in su l’abbiamo fatto prima dell’inizio dei campionati. Per Juniores e prima squadra lo ripetevamo ogni settimana prima dello stop dei campionati, e per i più grandi abbiamo sottoscritto una convenzione per i tamponi. Insomma, abbiamo cercato e stiamo cercando di fare del nostro meglio, anche perché non potevamo fare diversamente”.

il campo del gs montespaccato

CERCASI CONTRIBUTO

Monnanni rivela anche come non sempre sia semplice coniugare conti, bilanci e prevenzione della salute, ma il Montespaccato ha deciso che si poteva fare anche grazie a un aiuto: “La società che fa i test sierologici in passato ci aveva ci aveva sponsorizzato anche per la ‘Palestra della legalità’ e altre iniziative. Il macchinario ci è stato dato gratuitamente, i test costano 12.99 ciascuno, per i tamponi saliamo a 22, come da prezzo calmierato, e ovviamente è un costo che incide, ma possiamo permettercelo”.

Certo, un aiuto da parte delle istituzioni “non ci dispiacerebbe, a dir la verità. In fondo stiamo dando un contributo alla collettività, perché occupandoci noi di questi test poi il nostro atleta non deve farli altrove”.

UNA NUOVA VITA

In ogni caso, a Montespaccato, così come in tutta Italia, è inevitabile fare i conti con una nuova vita data dall’emergenza Covid. “La nostra scuola calcio, attualmente, conta circa 130 iscritti, mentre lo scorso anno abbiamo superato i 200. C’è ovviamente un po’ di timore da parte dei genitori, ed è comprensibile, così come è comprensibile che ci siano difficoltà economiche per le famiglie in questo momento”.

Il Montespaccato chiede 450 euro ai nuovi iscritti per tutto l’anno, 400 a chi rinnova o è nel quartiere, ma sa quanto la situazione sia difficile. Il presidente racconta anche come i tesserati siano ora 400, un centinaio in meno rispetto allo scorso anno.

La prima squadra partecipa al campionato di Serie D, fino a fine ottobre era riuscita a scendere in campo quattro volte ma, in questo momento, il lato sociale sembra prevalere su quello sportivo.

TALENTO E TENACIA

Ecco perché una nota a parte la merita il progetto di inclusione “Talento e Tenacia” che tanto successo ha avuto all’interno della periferia romana. Grazie ad esso, il 3 dicembre di un anno fa è stato infatti sottoscritto un accordo con il Ministero dell’Istruzione per l’individuazione dell’impianto di via Stefano Vaj come centro sportivo studentesco.

La successiva convenzione sottoscritta con l’Istituto Comprensivo di Via Cornelia 71, consentirà di mettere a disposizione gratuitamente il centro sportivo in orario scolastico per le attività di istituto, prevedendo inoltre la definizione di un programma di attività comuni comprendenti anche tornei calcistici studenteschi di quartiere e nuovi spazi aperti per attività educative, aggregative e culturali.

Per fare fronte a questo importante nuovo ruolo attribuito al “Don Pino Puglisi”, si è quindi dato il via a una serie di significativi interventi di manutenzione e adeguamento volti da un lato a consentire l’espletamento del campionato di Serie D e dall’altro ad aumentare gli spazi destinati al quartiere per attività sportive e non.

“Adesso – il rammarico del presidente e di tutta la società – molte di queste attività sono ferme perché la situazione ce lo impone. Ma noi speriamo quanto prima di poter mettere a disposizione tutti i nostri spazi e la voglia di fare belle cose, per salvaguardare la salute ma anche il tessuto sociale di una realtà dove non è sempre facile tirare avanti”.

👉 Leggi il nuovo numero di Calcio Illustrato 👈

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password