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I corrispettivi telematici

Commento all’adempimento di memorizzazione e loro trasmissione telematica

E’ chiaro che l’inquadramento come commerciali delle attività accessorie svolte dalle Società Sportive ed Associazioni Sportive Dilettantistiche al di fuori di quelle istituzionali produce effetti ai fini dell’assoggettamento all’IVA ed alle Imposte Dirette ed al conseguente obbligo a specifici assolvimenti.

L’incessante evolversi dell’ordinamento tributario e dei nuovi adempimenti in forma digitale ai quali si sta assistendo e che inevitabilmente i contribuenti devono recepire e darne corretta esecuzione, non ha risparmiato il mondo sportivo dilettantistico, al di là delle nuove disposizioni sul Terzo Settore al quale possono considerarsi estranee le Associazioni Sportive Dilettantistiche purché non se ne voglia farne parte per opzione.

Infatti gli Enti Sportivi Dilettantistici che svolgono attività fiscalmente qualificabili quali attività commerciali, sono stati coinvolti nelle nuove procedure:

in prima battuta di redazione elettronica delle fatture1 e della loro trasmissione allo SDI – Sistema di Interscambio – dell’Agenzia delle Entrate per i soggetti obbligati alla trasmissione di tale documento per la cessione di beni e le prestazioni di servizi (leggi sponsorizzazioni) con il noto mutamento in positivo per effetto dell’abolizione della inversione della fatturazione elettronica della relativa specifica normativa riservata agli Enti Sportivi Dilettantistici, viste le originarie disposizioni non confacenti con la pratica quotidiana e potenziale causa di conflitti negoziali: problematiche non del tutto risolte quali quelle relative alla conservazione di detta documentazione;

successivamente, di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi per gli Enti Sportivi Dilettantistici che svolgono attività commerciali, quali quelle di:

somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, bar, chioschi, etc.);

vendita gadgets e abbigliamento sportivo;

gestione in proprio distributori automatici.

È su quest’ultima procedura che s’intende soffermarsi in questa sede dal punto di vista operativo.

Adempimenti telematici
Pertanto, qui di seguito si riassumono i principali passi da seguire per poter arrivare senza pensieri alla scadenza dell’1 gennaio 2020. Per ciascun contribuente (persona fisica, giuridica, ente non commerciale, etc.) è sempre più importante essere in possesso delle  proprie credenziali  per poter accedere autonomamente al portale dell’Agenzia delle Entrate, fosse anche solo per visionare il proprio cassetto fiscale, ovvero delle fatture elettroniche più leggibili rispetto al formato xml ricevuto via pec. Per questo si consiglia, innanzitutto, ancor prima (e diremo quasi  a prescindere), dell’acquisto del Registratore Telematico, di munirsi delle apposite credenziali.

Solitamente per l’accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate le credenziali più richieste sono le Credenziali Entratel o Fisconline:

Tali credenziali si ottengono:

1) attraverso una registrazione online, cliccando su “Area Riservata” nella home page del sito internet dell’Agenzia selezionando quindi la voce “Non sei ancora registrato”.  E’  necessario fornire alcuni dati relativi all’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Verranno fornite le prime 4 cifre del codice PIN (codice strettamente personale, composto da 10 cifre indispensabile, assieme alla password, per accedere all’area riservata del sito dei Servizi Telematici) e il numero identificativo della domanda di abilitazione, da stampare e conservare. L’ottenimento delle credenziali, dunque,  è diviso in due tempi: 

immediatamente viene fornita una prima parte del PIN,

nei successivi 15 giorni il richiedente riceverà, al domicilio conosciuto dall’Agenzia delle Entrate, una lettera contenente gli elementi necessari a completare il codice PIN (ultime 6 cifre) e la password per il primo accesso (password iniziale).

Attenzione perché nel caso in cui, decorsi i 15 giorni dalla data di richiesta di registrazione, non sia pervenuta alcuna comunicazione relativamente alla parte del PIN e la password,  ci si dovrà recare, per la richiesta della ristampa della comunicazione, in uno degli Uffici Territoriali personalmente, (vale a dire o  la persona fisica ovvero il rappresentante legale o negoziale per gli enti, associazioni e società in quanto per questo adempimento non è previsto alcun tipo di delega).

2) tramite l’App dell’Agenzia scaricabile dal sito internet dell’Agenzia o dai principali store;

3) recandosi personalmente all’Ufficio, o tramite delega con procura speciale, muniti di documento di riconoscimento e compilando il modulo di richiesta di registrazione. In questo caso verrà consegnata:

subito la prima parte del PIN e la password iniziale di accesso;

la seconda parte attraverso l’accesso al sito www.agenziaentrate.gov.it nell’Area Riservata. Anche in questo caso click su “Non sei ancora registrato”, quindi “Registrazione a Fisconline” ed infine click su link “Per coloro che hanno richiesto il PIN a un Ufficio”.

Vi sono poi altre possibilità per accedere all’area riservata dell’AE, quale ad esempio la CNS (Carta Nazionale Servizi): in questo caso, qualora si sia già in possesso della CNS e del relativo lettore, la procedura è molto più semplice, in quanto permette un accesso immediato: è sufficiente entrare nell’Area riservata sul sito www.agenziaentrate.gov.it, “Accedi a Entratel / Fisconline” e, dopo aver  inserito la CNS nell’apposito lettore, fare click su “Accesso con smart card”. Come di consueto verrà richiesto PIN di accesso proprio della CNS e, dunque, si dovrà  scegliere una password personale.

agenzia delle entrateUltima possibilità lo SPID: il nuovo “Sistema Pubblico dell’Identità Digitale” che permette ai cittadini di accedere a tutti i servizi online delle P.A. e dei soggetti privati con un’unica Identità Digitale. Lo SPID o, più precisamente, l’identità SPID è rilasciata dai Gestori di Identità Digitale (Identity Provider), soggetti privati accreditati da AgID(vedi Camere di Commercio) che, nel rispetto delle regole emesse dall’Agenzia, forniscono le identità digitali,  gestiscono l’autenticazione degli utenti e, dopo aver verificato i dati, emettono l’identità digitale, rilasciando le credenziali.

Dopo aver necessariamente condiviso quanto più sopra illustrato, è possibile entrare con maggiore cognizione nello specifico del Registratore Telematico (RT) avendo cura di tener presente che  non è il Registratore di Cassa.

Rivolgendosi ad un tecnico abilitato, però,  in molti casi, è possibile adattare/aggiornare il vecchio apparecchio. In ogni caso sia che si decida di acquistare un nuovo Registratore Telematico, ovvero che si provveda all’adattamento del vecchio registratore di cassa, è previsto un credito di imposta pari al 50% della spesa sostenuta:

fino ad un massimo di € 250 per l’acquisto

fino ad un massimo di € 50 per l’adattamento

Una volta acquistato il RT (o adattato il vecchio registratore di cassa) sarà necessario provvedere all’accreditamento, al censimento ed alla gestione del dispositivo. Si badi bene che mentre l’operazione di accreditamento può essere fatta direttamente dall’esercente, per quanto riguarda il censimento e l’attivazione, la stessa Agenzia delle Entrate sottolinea l’importanza che l’operazione venga fatta direttamente dai rivenditori o dai tecnici abilitati.

Ciò posto si ritiene utile commentare le tre citate fasi/procedure:

”Accreditamento”. Partendo sempre dalla home page dell’Agenzia delle Entrate “Fatture & Corrispettivi”, sotto la voce “Corrispettivi”, si seleziona “Vai a corrispettivi” e si accede alla pagina “Accreditamento”. Selezionando “Esercente” è possibile compilare i riquadri relativi a domicilio fiscale e contatti. Salvati i dati inseriti, l’accreditamento è concluso.

Nel caso in cui l’esercente possieda un distributore automatico e svolga anche l’attività di distributore automatico, dovrà apporre il flag anche su “Gestore”.

“Censimento”. Tale operazione, che permette il collegamento con il sistema dell’AE, consente di ricevere in automatico il certificato elettronico (conservato nella memoria fiscale del RT) e di sigillare automaticamente i file Xml, al momento della chiusura della cassa.

“Attivazione”. A partire da questa operazione il RT è collegato all’AE per la trasmissione ed il sistema abbina la matricola dell’apparecchio alla P.I.V.A dell’esercente: in tal modo l’Agenzia saprà che i dati inviati dal registratore sono riconducibili all’esercente che lo possiede.

A questo punto l’AE rilascia al titolare un QRCode (al pari di quanto accaduto per le fatture elettroniche al momento della comunicazione del codice destinatario) che dovrà essere applicato direttamente sul RT in modo che sia visibile ai clienti.

Il QRCode contiene oltre ai dati identificativi dell’esercente, anche i dati identificativi del RT (marchio fabbricante depositato c/o l’AE all’atto di approvazione del modello, la denominazione commerciale del modello, il numero matricola, gli estremi del provvedimento di approvazione e la data ed esito dell’ultima verifica periodica).

Per poter stampare il QRCode  è sempre necessario collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, entrare nell’area “Fatture&Corrispettivi” accreditandosi con le apposite credenziali (FiscOnline, CNS o SPID) selezionare la voce “Gestione-Esercente” ed infine “Ricerca Dispositivi”

Per quanto fin qui detto, ci appare evidente che dotarsi quanto prima di un Registratore Telematico (RT) sia di fondamentale importanza, anche perché è possibile installare l’apparecchio programmandone in automatico l’attivazione in un secondo momento.

In ogni caso si ricorda che nel caso in cui ci si trovasse nell’impossibilità di avere un RT per la data dell’1 gennaio 2020, per la   mancata disponibilità materiale degli apparecchi dovuta all’insufficienza delle forniture da parte delle Società di settore – circostanza purtroppo  già sperimentata  da molti di coloro per cui l’obbligo di trasmissione telematica partiva l’1 luglio 2019- si potrà sempre optare, provvisoriamente, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri mediante  procedura web messa gratuitamente a disposizione dei contribuenti in area riservata.

Anche per questa procedura, valgono le indicazioni già sopra indicate relativamente alle credenziali di accesso al sito dell’AE attraverso le quali sarà possibile entrare nell’area. “Corrispettivi per esercenti non in possesso di RT (soluzione transitoria)” e generare il “File corrispettivi giornalieri”. Per abilitare il campo Natura/Ventilazione IVA sarà  necessario impostare a zero il campo Aliquota IVA; ogni ripetizione di blocco conterrà i corrispettivi complessivi – al netto dei resi e degli annulli – di una singola giornata per ciascun valore dell’aliquota IVA applicata. Le righe vuote verranno soppresse in fase di verifica dati al termine della quale sarà possibile sigillare il file e procedere alla trasmissione.

In ogni caso, qualunque sia stata la modalità di invio (con RT ovvero con il software dell’AE), sarà possibile visionare i corrispettivi trasmessi, accedendo sempre nell’area dedicata  nel sito internet dell’AE all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it alla voce “FATTURE & CORRISPETTIVI”, con codice fiscale, password e PIN e nell’area “Consultazione”, su fatturazione elettroniche e altri dati IVA, a metà pagina, a destra  “Corrispettivi” “Invii aggregati giornalieri” con un click sul quadrato blu contente un numero.

Mutuando quanto affermato dal Presidente L.N.D. Cosimo Sibilla nel suo editoriale in questa rivista di agosto-settembre, in cui ebbe ad affermare che “L’avvio di una nuova stagione è per tutti una sfida  da vivere e vincere sul campo…”, sia questa della digitalizzazione degli adempimenti fiscali una ulteriore opportunità per Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche di dimostrare come si può essere professionali ancorché Dilettanti!


Note
1) Della fatturazione elettronica ci siamo già intrattenuti in questa rubrica nelle dizioni n. 201 – giugno 2018, n. 208 – gennaio 2019 e n. 209 febbraio 2019.

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