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I termini del Procedimento Sportivo alla luce delle decisioni degli organi di Giustizia Sportiva

A distanza di poco più di un anno dall’entrata in vigore del nuovo codice di giustizia sportiva, la Corte Federale è stata chiamata ad intervenire più volte al fine di valutare le eccezioni di improcedibilità dei deferimenti proposte in seguito all’introduzione di termini specifici afferenti le varie fasi del procedimento sportivo.

L’art. 44 CGS, norma a carattere generale che introduce i principi del processo sportivo, al comma 6 ha confermato la generalizzata attribuzione della natura perentoria dei termini, conformemente a quanto sancito dall’art. 38 del codice previgente, introducendo, tuttavia, una clausola di salvezza nei casi indicati dal codice medesimo.

L’art. 93 CGS ha introdotto l’onere a carico del Tribunale Federale Territoriale di fissare udienza entro dieci giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento, udienza deve tenersi nei trenta giorni successivi alla ricezione dell’atto di deferimento.

La Corte Federale di Appello a Sezioni Unite, con decisione n. 23 CFA del 28 settembre 2020 è stata dunque chiamata a valutare la perentorietà ai sensi dell’art. 44 CGS, dei termini di cui all’art. 93 CGS. Preliminarmente la Corte fa una analisi degli artt. 93 comma 1 e 103 comma 1 CGS osservando come i termini per il deposito delle memorie non sono posti a beneficio della sola parte resistente ma di tutte le parti del giudizio e, tra esse, va sicuramente inclusa la Procura Federale.

Entrando nello specifico della contestazione il giudicante richiama l’art. 54 CGS che dispone che fatto salvo quanto previsto dall’art. 110 per i giudizi disciplinari, tutte le controversie sono decise dagli organi di giustizia sportiva entro novanta giorni dalla proposizione del ricorso di primo grado ed entro sessanta giorni dalla proposizione dell’eventuale reclamo in secondo grado, al fine di riconoscere un carattere meramente strumentale all’art. 93 poiché quest’ultimo, secondo l’interpretazione dell’Ecc.ma Corte, svolge una funzione acceleratoria al servizio di un ulteriore termine, questo si perentorio poiché consistente nella durata massima del giudizio stesso oltre che sancito già dal Codice di Giustizia Sportiva del Coni.

La lettura combinata degli articoli 44 e 54 CGS porta dunque ad escludere che possano derivare conseguenze estintive dell’intero giudizio in caso di mancato rispetto del termine di fissazione udienza e del suo svolgimento, quando non abbia in alcun modo inciso sullo svolgimento dell’intero giudizio.

I termini cosiddetti “endoprocessuali” intendono scandire una tempistica che è meramente strumentale all’interesse superiore ed individuabile nella celere durata del giudizio. Diverso per i termini a difesa, quali quelli previsti per il deposito delle memorie, che sono a consumazione immediata dell’interesse presidiato.

Anche il termine per la proposizione del reclamo viene individuato come perentorio in considerazione della funzione tesa a disciplinare le scansioni dell’attività processuale rispetto alle quali l’equilibrato contemperamento tra l’esigenza della stabilità della decisione assunta e la ricorribilità della medesima, si traduce ineluttabilmente nella necessità che l’impugnabilità sia assoggettata ad un regime univocamente definito.

Altra questione ha riguardato i termini previsti dagli artt. 119 e seguenti inerenti gli obblighi della Procura Federale nell’esercizio dell’azione disciplinare. In particolare il riferimento concerne l’obbligo di iscrizione della notizia di illecito, nell’apposito registro, entro trenta giorni dalla ricezione della stessa ovvero dall’acquisizione. La durata dell’indagine non può superare sessanta giorni dall’iscrizione, fatte salve eventuali proroghe concesse dalla Procura Generale dello Sport su istanza motivata del Procuratore Federale.

L’art. 123 CGS prevede al primo comma che entro venti giorni dalla scadenza del termine per le indagini, quando non debba essere formulata richiesta di archiviazione, il Procuratore Federale debba notificare all’interessato la comunicazione di conclusione indagini assegnando un termine non superiore ai quindici giorni per richiedere di essere sentito o per presentare memorie.

Qualora il Procuratore Federale ritenga di procedere, deve adottare il deferimento entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all’art. 123 comma 1 e, in caso di pluralità di incolpati il deferimento deve essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall’ultimo termine assegnato. La Corte, correttamente, ritiene la comunicazione del deferimento un adempimento necessario per ritenere rispettato il termine di cui all’art. 125 comma 2 evidenziando, comunque, che è sufficiente la prova del tempestivo invio dell’atto da parte della Procura, a nulla rilevando il tempo di consegna al destinatario della missiva.

Il problema, superato quando intervenga comunicazione per posta elettronica certificata, sussiste in caso di notifica a mezzo posta. In tali circostanze, infatti, opera il principio della scissione soggettiva del momento di perfezionamento della notificazione degli atti processuali, in conformità con quanto stabilito dal codice di procedura civile all’art. 149 comma 3.

Su tali presupposti emerge come i termini, in caso di comunicazioni a mezzo posta, debbano tener conto anche della data di perfezionamento della notifica poiché, per esempio, il termine decadenziale per richiedere di essere sentiti o per depositare memorie, non può che decorrere dal momento in cui la parte abbia ricevuto l’atto che lo dispone e solo dal quel momento decorrono, per la Procura Federale, i termini per disporre il deferimento, come si evince chiaramente dalla Decisione n. 73 CFA Sez. Un. del 17 giugno 2020.

 

Riferimenti Normativi

Codice Di Giustizia Sportiva F.I.G.C. Art. 44 Art. 54 Art. 93 Art. 103 Art. 119 Art. 123 Art. 125 Decisioni: Cfa Sez. Un. N. 23 Del 28 Settembre 2020 E N. 73 Del 17 Giugno 2020

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