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Il bite per la postura

Come anticipato nel numero precedente parleremo di Bite cioè quel dispositivo di competenza odontostomatologica che viene utilizzato nelle problematiche occlusali, articolari ATM (articolazione temporo-mandibolare) e posturali.
Ci aiuterà il dott. Luigi Zuccon, altro stretto collaboratore del dott. Turani. Ricordiamo che il dott. Turani, oltreché medico chirurgo, è anche specialista in Odontoiatria e Stomatologia nonché perfezionato in Ortognatodonzia. Si comprende pertanto quanto l’argomento Bite, inserito nel contesto della Riprogrammazione Posturale, risulti “di casa” nelle Rappresentative Nazionali LND.

Introduzione

Diciamo subito che del Bite si parla troppo e spesso fuori luogo e aggiungiamo che per poter seriamente comprendere gli intimi meccanismi che coinvolgono l’utilizzo del Bite nelle problematiche descritte occorre un’esperienza estremamente consistente, fatta sul campo della clinica e non solo sui libri.
Innumerevoli appaiono i meccanismi ed i percorsi bio-dinamici d’azione del Bite che, partendo dalla bocca, estendono la loro influenza sull’organismo. Evidentemente ne consegue che le teorie e le ipotesi scientifiche risultino molteplici, multifattoriali e complesse. Ciò pone la comunità scientifica e gli Operatori a confrontarsi, a volte in antitesi, su tale argomento. Di fatto la ricerca scientifica attuale, le infinite pubblicazioni realizzate e l’interesse delle varie discipline (odontoiatria, osteopatia, chiropratica, ortopedia, fisiatria, neurologia) convergenti nella pratica della posturologia hanno prodotto una quantità tale di materiale scientifico a riguardo che negare oggi l’importanza della bocca in relazione con il resto del corpo e l’utilità del Bite in tale contesto risulta semplicemente anacronistico.
Già abbiamo scritto ne gli articoli precedenti pubblicati su questa rivista dell’importanza nei rapporti bocca e postura, sia in chiave anatomo-fisiologica che antropologico-ancestrale, pertanto considereremo tali concetti espressi come punto di partenza, invitando il lettore a recuperare suddetti articoli a miglior comprensione e complemento di quanto qui esposto.

Che cos’è un “Bite”
Il Bite (dall’inglese “morso”) è un apparecchio rimovibile realizzato in resina dura (se non è in materiale duro non è un Bite!) che, ricoprendo parzialmente o totalmente le superfici occlusali dei denti, elimina tutti i contatti diretti fra le due arcate.
è in sostanza una placca, a forma di ferro di cavallo che si posiziona in bocca e si rimuove con un semplice gesto, senza alcun tipo di fissaggio se non ad “incastro”.
L’Atleta può liberamente aprire e chiudere la bocca, in quanto il Bite viene posizionato su una sola arcata.

Come funziona un “Bite”
II bite è il mezzo di preminente importanza nella cura di ogni forma di patologia o disfunzione dell’ATM in cui l’occlusione giochi il principale ruolo o che ne sia anche soltanto marginalmente interessata perchè, tramite il Bite, l’Odontoiatra è in grado di modificare radicalmente ed in maniera rapida e reversibile l’intera occlusione del paziente, in questo caso sportivo.
Eliminare un’occlusione disfunzionale, interferente o comunque instabile, significa facilitare tutto il sistema da una noxa patogena che ha effetti deleteri sia sulla articolazione che sul sistema muscolo-scheletrico ed in ultima analisi posturale.

Molteplici sono i tipi di Bite utilizzati a seconda delle necessità cliniche e molteplici sono i meccanismi d’azione invocati, ma per quanto occorra alla comprensione del nostro lettore accontentiamoci di questi pochi ma semplici concetti onde risultare comprensibili e costruttivi.
Per gli “specialisti” o per chiunque volesse approfondire l’argomento, invitiamo a consultare l’universo di testi ed articoli presenti in letteratura.
Aggiungiamo solo quanto segue.
Il Bite in ambito gnatologico (la gnatologia è una disciplina Odontoiatrica che si interessa delle disfunzioni masticatorie e delle patologie ad esse correlate) si classifica fra i Presidi Terapeutici Occlusali di carattere Fondamentale e Reversibile.
Vogliamo qui ricordare che tali trattamenti terapeutici fondamentali (sia reversibili che irreversibili) e quindi la progettazione e gestione di tutti i vari tipi di Bite sono di esclusiva pertinenza odontoiatrica.
Gli obiettivi di una terapia con Bite risultano:
– deprogrammazione dei muscoli masticatori
– eliminazione della propriocettività
– rilassamento muscolare
– posizionamento funzionale
della mandibola

Tali obiettivi determinano una posizione mandibolare ed un rapporto con la mascella antagonista “migliori”; ne consegue un’ottimizzazione di tutto il sistema stomatognatico (bocca intesa in senso esteso nei suoi rapporti con il cranio e la colonna vertebrale) che di riflesso interagisce con il sistema posturale (colonna, bacino ed arti inferiori) riequilibrandolo.
Da sottolineare inoltre, proprio in funzione della eziologia multifattoriale delle problematiche gestibili con il Bite, quanto l’aspetto psicologico possa in alcuni individui scaricare e scatenare sulla bocca pericolose para-funzioni (bruxismo, serramento, digrignamento).
A conferma dell’interesse per tali aspetti è iniziata una collaborazione fra il nostro Staff Medico ed il Dott. Aldo Grauso, psicologo dello sport dell’Università di Roma La Sapienza, che vede come substrato di lavoro le nostre Rappresentative Under 18 e Serie D.

Conclusioni

Non ci stancheremo mai di ribadire, come del resto emerge regolarmente dai nostri articoli e dalle nostre pubblicazioni, quanto l’aspetto posturale in generale in ambito calcistico sia fortemente trascurato.
Non ci riferiamo evidentemente a Società blasonate e famose nè ad eccezioni che sicuramente esistono anche a livelli più modesti.
Di fatto però questa è la realtà che noi conosciamo.
In tale contesto l’aspetto stomatognatico ed in particolare del Bite risulta ancor più selettivo ed elitario.
Si badi bene che tale approccio si presenta in modo diverso in altri sport quali il ciclismo, l’auto e motociclismo (vediamo tutti che Valentino Rossi a fine gara lo rimuove dalla bocca), lo sci, l’atletica leggera tanto per citarne i principali, ove risulta un maggior interesse ed una maggior presenza di tali dispositivi terapeutici. La nostra esperienza a riguardo di quasi 30 anni e la nostra collaborazione con atleti di ogni livello e sport ci porta ad affermare quanto invece tale parte del corpo sia fonte di ottimizzazioni e miglioramenti delle performance sportive difficilmente immaginabili.
Ovviamente il rigore e la serietà nel condurre tali terapie, unitamente all’imperativo di non creare inutili aspettative “miracolose” ed alla consapevolezza dei nostri limiti, creano la differenza fra il professionista ed il “ciarlatano”. E questo forse è il vero ostacolo da superare.

Vantaggi dell’utilizzo del Bite
in ambito calcistico

Un corretto inserimento dell’utilizzo del Bite, in funzione delle caratteristiche esposte e delle informazioni sul sistema posturale riportate negli articoli precedenti riferiti al Progetto Postura, porta ai seguenti risultati:

1 Eliminazione di tutte
le interferenze di carattere occlusale

2 Ottimizzazione della funzionalità stomatognatica in relazione alle strutture osseo/dentarie, muscolari
ed articolari

3 Ottimizzazione dell’assetto posturale
e pertanto, a cascata,
di tutte quelle strutture squisitamente coinvolte
nella attività sportiva
del calciatore
4 Miglioramento delle performances sportive
in senso quantitativo
e qualitativo

5 Riduzione dell’affaticamento muscolare
6 Prolungamento
della prestazione atletica

Focus su > il bite posturale sportivo lnd
Semplicità e facilità d’uso
per gli atleti

Il Bite ideale deve risultare un dispositivo semplice nella sua progettazione e realizzazione, pratico e facile da utilizzare, igienico. Questo per l’atleta che lo utilizza. In realtà un Bite “funzionale” deve inserire alcune informazioni, che poi si traducono in input di carattere posturale ed eliminarne
altre, dannose o indesiderate. E questa è la vera differenza fra tanti “pezzi di plastica” ed un vero Bite funzionale.
Il Bite può essere realizzato per l’arcata superiore o per quella inferiore; noi preferiamo la prima soluzione perché ci permette un controllo ed una varietà di indicazioni cliniche maggiore. Deve permettere la convivenza con le quotidiane funzioni individuai e sociali, ad eccezione della fonetica e della masticazione nei cui casi il Bite non viene utilizzato.
A riguardo il Centro Gemini ha realizzato, appositamente per la LND, un particolare tipo di Bite chiamato “Bite Posturale Sportivo LND”, forte della lunga e consolidata esperienza consolidata sul campo adattata ed ottimizzata per la pratica del Calcio.

Glossario

Bite (placca occlusale)
Apparecchio mobile che ricopre un’arcata dentale modificando in modo reversibile la chiusura
dei denti. Il vantaggio di della reversibilità sta
nel fatto che qualora occorresse cambiare
tipo di bite o correggere quello presente lo si potrà fare senza alcun danno per la dentatura.
I bite possono quindi avere forme diverse in base alla funzione che devono svolgere.

ATM – Articolazioni Temporo Mandibolari
L’articolazione
temporo-mandibolare (ATM) è posizionata bilateralmente e medialmente al meato acustico esterno e
articola l’osso mandibolare con l’osso temporale. Le disfunzioni cranio-mandibolari sono un gruppo di condizioni,
di segni e sintomi, spesso dolorosi che colpiscono uno o più componenti dell’apparato masticatorio che sono l’articolazione temporo-mandibolare (ATM),
i muscoli della masticazione, i denti
e le loro strutture
di sostegno.
Odontoiatria
Branca della medicina
che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia medica e chirurgica
delle patologie che colpiscono denti, gengive, ossa mascellari (mascellare superiore e inferiore o mandibola), articolazioni temporo-mandibolari (ATM), ghiandole
salivari, tessuti neuro-muscolari e mucose
orali. Tutte le parti appena descritte vengono spesso sinteticamente nominate come “apparato stomatognatico”
( dal greco “stomatos”=”bocca” e “gnatos”=”mascella”).

Focus Su > il Progetto Postura LND
Nell’articolato e complesso Progetto Postura che la Lega Nazionale Dilettanti ha da anni progressivamente inserito nel proprio tessuto sportivo, attraverso la figura del suo Referente e Responsabile Sanitario dott. Mario Turani, verranno proposti in questa Rivista in uno spazio dedicato interventi monotematici delle diverse figure professionali esperte in quelle discipline che con il Progetto Postura presentano una relazione fondamentale e diretta. Tali specialisti sono parte integrante del Poliambulatorio Gemini, il Centro di Clinica e Ricerca delle Problematiche Posturali che il dott. Turani dirige a Bergamo. Essi pertanto, indirettamente, fanno parte dello Staff Sanitario Rappresentative Lnd in quanto vi dedicano buona parte della loro attività clinica e di ricerca.

turani zucconIdentikit
Mario Turani
Il dott. Mario Turani (a sinistra nella foto) dirige a Bergamo un Centro di Clinica e Ricerca nell’ambito delle problematiche posturali. Ricopre inoltre, da alcuni anni, l’incarico di Medico Responsabile delle Rappresentative Nazionali LND seguendone i giocatori nei raduni a Coverciano e nelle manifestazioni ufficiali.
Luigi Zuccon
Terapista Manuale
Diplomato ISEF ed Osteopata DO, e laureato in Scienze Motorie. Esperto TMT-Therapy e Responsabile del Gemini Point di Milano

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