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Il calcio oltre il gioco

storie-fbb-1 Il programma lanciato in alcune scuole primarie e secondarie del Regno Unito ha scelto il pallone come strumento di inclusione sociale e crescita non solo sportiva

Che il calcio non sia solo uno sport ma molto di più, un paradigma della vita, lo abbiamo scritto più volte. Possiamo dire che cerchiamo di ricordarlo ogni volta che raccontiamo una storia, in particolare, una storia come questa. A Londra, nel 2009, Jasper Kain ha fondato un’associazione benefica, in inglese “charity”, dal nome impegnativo: Football Beyond Borders, FBB, tradotto letteralmente “Il calcio oltre i confini”. Potrebbe sembrare qualcosa legato alle migrazioni, allo status quo del mondo attuale, a quell’idea che lo sport leghi invece di separare, invece è molto di più, più incisivo innanzi tutto e più vicino alla realtà che ognuno di noi vive ogni giorno.

Football Beyond Borders affianca gli istituti scolastici per aiutarli con i ragazzi problematici, quelli che vanno poco a scuola, quelli che una volta dentro ne combinano di tutti i colori, creando danni materiali alla struttura e creando pure un danno d’immagine alla scuola, la quale fatica, con i metodi educativi classici, a rimettere in carreggiata questi ragazzi, e ragazze, a reinserirli nella routine quotidiana dello studio e della frequentazione scolastica. E per tutti questi motivi si affidano a FBB e al suo metodo che sta dando risultati entusiasmanti e che, secondo noi, dovrebbe essere importato nelle realtà più difficili del nostro Paese, com’è facile pensare che lo siano certe periferie londinesi.

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Il programma è rivolto, per ora, alle scuole primarie e secondarie di Londra, Essex e Greater Manchester, coincide con l’anno scolastico e si occupa di 18 studenti per volta. Per questi sono previste 38 ore in aula per apprendere i rudimenti di base del calcio, sei moduli settimanali, 38 ore di allenamenti focalizzati allo sviluppo delle competenze sociali ed emotive dei partecipanti (generalmente un’ora di didattica e un’ora di campo consecutive), 6 progetti da sviluppare con i partner esterni, che supportano economicamente Football Beyond Borders, 6 visite premio per incontrare i calciatori della Premier League e vedere dal vivo le partite di campionato e coppa, ma solo per gli studenti più meritevoli, quelli che si sono applicati e hanno migliorato il comportamento e l’impegno scolastico, 3 serate d’incontro con i genitori per coinvolgerli direttamente nel programma. Attualmente FBB lavora con oltre 600 studenti, che in comune hanno bassi livelli d’istruzione, scarsa frequenza scolastica e comportamenti borderline. Nel 2016-17 sono stati organizzati 18 programmi ai quali hanno partecipato 250 ragazzi con risultati incredibili: gli episodi di comportamenti scorretti sono diminuiti del 31% e il 48% dei partecipanti non solo ha migliorato il suo atteggiamento verso la scuola e gli insegnanti ma pure i voti. Inoltre, le scuole dove FBB lavora hanno risparmiato, in media, 11.150 sterline grazie alla riduzione di tutte quelle sanzioni che generalmente vengono utilizzate per punire gli studenti che non riescono a contenere.

La charity ha creato anche una Web Tv, la FFB TV, interamente gestita dai giovani, e dalle giovani, che partecipano al progetto e che nel tempo hanno intervistato calciatori come Santi Cazorla, Gary Neville, Yaya Touré e Yannick Bolasie, oltre a Lianne Sanderson, Guillem Balague, Kate Abdo e Jim White. Tutte le attività sono finanziate da Sporteducate e dalla Deutsche Bank, con lo scopo di aiutare i giovani svantaggiati attraverso lo sport. Che non significa solo soldi, visto che molte organizzazioni di base come FBB contano solamente sul volontariato, ma anche formazione per gli staff. “FBB è la cosa migliore che mi sia mai capitata, sono su un canale YouTube e sono andato in tournée in Spagna” sottolinea Mehrshad Zibaej, dodici anni, mentre Rashad Jasir, tredici, racconta: “Quando prima perdevamo le partite litigavamo, le nostre energie finivano tutte lì. Grazie a FBB non solo è cambiato questo ma ho capito chi voglio essere fuori dalla scuola; ho già intervistato alcuni giocatori famosi e vorrei che diventasse il mio lavoro”.

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Le statistiche dicono che solo lo 0,012% dei ragazzi che gioca a calcio riuscirà ad arrivare in Premier League. E tutti gli altri? Chi non diventa professionista a tempo pieno troppo spesso pensa di avere fallito, mentre FBB ribalta il concetto e ha cercato di capire come sfruttare la passione per questo sport perché i giovani possano raggiungere altri importanti obiettivi nella vita.

Le scuole che hanno accettato FBB e adottato i suoi programmi sono entusiaste, non solo dei risultati, ma delle modalità, perché la maggior parte di questi si concentra solo sul supporto, sul fatto di distrarre i ragazzi dal disagio dal quale provengono, ma non incidono, quelli di Football Beyond Borders, invece, cercano di sviluppare la persona e la personalità in ogni suo aspetto. Ci credono veramente, non fanno finta, e come in campo solo chi dà tutto sé stesso alla fine, e anche al di là del risultato, vince.

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