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IL CAMPO DA CALCIO
A 3 DIMENSIONI

Magari è un’assurdità, magari non lo è. Il giovane artista Benedetto Bufalino è conosciuto per il suo uso di spazi pubblici dove creare installazioni comiche e surreali in grado di far ripensare allo spettatore il mondo intorno a lui. Sua abitudine è quella di riutilizzare, rimodellare e ricollocare oggetti abbandonati o caduti in disuso con uno spirito allo stesso tempo giocoso e serio, creare un effetto sorpresa e allo stesso tempo dare il senso della continuità tra i diversi modi di presentarsi e quindi le differenti possibilità di impiego di un oggetto. Tra le sue realizzazioni recenti ci sono la trasformazione di un’auto da rottamare in un tavolo da ping pong, quella di una tradizionale cabina telefonica inglese in un acquario, quella di una macchina della polizia in un pollaio, di un appartamento in un campo da tennis.

L’ultima sua installazione, presentata alla Biennale d’Arte Contemporanea di Anglet, in Francia, ha invece come protagonista il gioco del calcio.
Con l’interattività sempre al centro delle sue elaborazioni, qui il francese Bufalino ha voluto tessere un legame tra gioco e simbolo, tra divertimento e impegno. Così, su una delle spiagge della città è comparso un campo da calcio di 20 metri per 30, che ha la non indifferente particolarità di non essere piatto, bensì spesso. Dall’alto si vedono le tradizionali linee del campo in calce bianca, che partono in lunghezza e larghezza. Da vicino si scopre che il terreno di gioco è contenuto in muri di mattoni dipinti che fanno venire in mente le costruzioni Lego dell’infanzia.

Un impegno non da poco quello di prendere parte al match, scavalcando i muri ed entrando fisicamente in campo, ma anche mentalmente allora, accettando di affrontare le difficoltà che comporta il giocare in una squadra, la fatica, il rispetto delle regole, lo spendersi per gli altri e per il risultato. Questo vuole simboleggiare l’installazione, che dopotutto resta anche una divertente palestra per lanciarsi in una pseudo-partita di pallone. Facendo grande attenzione magari a non lasciare i calcagni su una delle sporgenze.

L’opera il suo successo lo ha avuto se è vero che sulla spiaggia della cittadina i ragazzi si sono lanciati a provare questa versione 3D di un campo da calcio. L’impegno e la fatica che voleva richiamare l’artista li avranno sperimentati ogni volta che avranno dovuto scavalcare la metà campo per andare a sfondare, qui il termine diventa di una concretezza assoluta, la porta avversaria. Non si saranno fatti domande forse, ma sicuramente saranno stati presi dallo svago, e così attraversato e riattraversato il semi-serio gioco del mondo.

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