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Il football per ripartire

In Sardegna, e più precisamente a Sassari, c’è una squadra che scende in campo nel campionato di Terza Categoria non solo per vincere delle partite, ma soprattutto per infrangere i pregiudizi e regalare una nuova speranza di vita

bianchi autoreDuos Pedes, due piedi: uno bianco e uno nero. È la squadra dei migranti. “Nel nostro logo ci sono appunto due piedi: in tempi di respingimenti, gettiamo un seme” spiega con semplicità Marco Mura, l’allenatore di questa squadra speciale che gioca in Terza Categoria in Sardegna ed è l’esempio che quando si vuole si può. “I giocatori – ci spiega Mura – prima venivano da 12 nazionalità diverse, ora da otto: Gambia, Mali, le due Guinee, Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Sierra Leone. Scherzando, diciamo che abbiamo anche un italiano: sì, è un ragazzo senegalese che ha preso la nostra cittadinanza. I ragazzi che giocano con noi hanno tutti chiesto asilo e protezione internazionale, non ci sono minori. I nostri giocatori abitano quasi tutti a Sassari nei centri di accoglienza”.

Hanno alle spalle una vita di soprusi e umiliazioni, alcuni hanno conosciuto l’orrore dei campi libici. “Storie inenarrabili di sofferenze”. Sono arrivati coi barconi: difficile fare una squadra per un lungo periodo. Perchè quando magari scoprono che non arriva lo status di rifugiato spariscono: alcuni vanno all’estero, altri -da clandestini -a raccogliere pomodori sfruttati in giro per l’Italia. E così si ricomincia da capo. “Non è un problema – spiega Mura – questa iniziativa va avanti dal settembre 2018, c’è molta solidarietà dalle nostre parti. La nostra è un’esperienza unica in Italia, non ci sono altre squadre interamente composte da ragazzi africani, da migranti”. La Asd Duos Pedes gioca sul campo Carbonazzi di Sassari, in erba sintetica. Lo scorso anno ha vinto la Coppa Disciplina, “la cosa a cui la società teneva di più”, spiega con legittimo orgoglio mister Mura. “Voglio ringraziare i ragazzi che sono educati e pieni di entusiasmo, poi tutti gli amici, gli sponsor che ci hanno permesso di realizzare questo sogno. Lo sponsor tecnico che ha fornito le divise, il presidente della Dinamo Basket di Sassari, Stefano Sardara, poi la Real Group”.

Gianni Cadoni è il presidente del Comitato Regionale Sardegna: “La Regione – ci spiega – è sempre vicina alle nostre iniziative; sono molto felice del Duos Pedes, diamo un’opportunità in più a questi ragazzi, alcuni studiano, altri lavorano, altri si sono sposati in Italia. Il popolo sardo è molto accogliente. Per quanto riguarda il nostro Comitato Regionale è un momento felice, le iscrizioni sono in aumento, è ripartita anche la III categoria grazie gli stimoli della Lega, ai provvedimenti decisi da Sibilia. Siamo un po’ indietro sul calcio femminile, è vero, fatichiamo a trovare società che se ne occupino. Ma ci stiamo organizzando”.

La Lega Nazionale Dilettanti del presidente Cosimo Sibilia è sempre più attenta ai problemi sociali: basta pensare alla bellissima iniziativa di Daniele Ortolano, Presidente del CR Abruzzo, con la squadra dei carcerati di Lanciano di cui abbiamo parlato nel numero scorso di Calcio Illustrato. Il valore dello sport è questo e i dilettanti sono i più radicati sul territorio, li troviamo in ogni paese, in ogni cittadina. Avanti allora: si può, e si deve, fare di più.               

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