breaking news New
  • 9:28 am Erogazioni Liberali 2019 Vediamo nel dettaglio i nuovi termini degli adempimenti dichiaratii cui devono attenersi le società sportive dilettantistiche
  • 1:12 pm Differenti idee della fase di possesso Come destreggiarsi nella scelta della modalità di sviluppo di questa fase fondamentale del gioco
  • 10:53 am Ullet Road Church Rebels FC. Più che una squadra, una famiglia A Liverpool c’è una realtà che offre accoglienza e una nuova speranza a ragazzi dal passato difficile che credevano di aver perso tutto
  • 9:41 am Trasferimenti e cessioni: novità normative In vista della nuova stagione sportiva va posta l’attenzione sul comunicato ufficiale n. 377 del 28 giugno 2019 della Lnd, dove si parla delle variazioni intervenute, tra gli altri, agli articoli 101, 103 bis e 110 delle NOIF
  • 12:00 pm Luca e Simone: due gemelli uniti dal pallone Entrambi difensori, entrambi cresciuti tra Cinecittà Bettini e Nuova Tor Tre Teste, da anni calcano i campi della Serie D (Simone ha vinto il campionato col Como). Ad accompagnarli, immancabili, ci sono i loro genitori Massimo e Anna. Ecco a voi la famiglia Sbardella

Il metodo 2T: tenacia e talento

Questo mese si tratterà in modo sinergico la componente psicologia nell’atleta e quella fisiologica, perchè tenacia e talento vanno allenate insieme per uno sviluppo positivo del calciatore

Per definizione antropologica l’uomo è una scimmia bipede, nel senso che appoggia su due piedi. Non bisogna però confondere la stazione eretta, postura tipica dell’uomo, con l’andatura e la postura bipede, tipica per esempio di tutti gli uccelli non volatori, nel cui caso la colonna vertebrale non si trova perpendicolare al terreno ma in posizione orizzontale o semi-orizzontale.
Le due situazioni comportano differenze sostanziali in quanto i carichi posturali ed i conseguenti adattamenti risultano completamente diversi.
Risulta interessante notare quanto nessun primate riesca a fare, ad eccezione dell’uomo, è passeggiare lentamente o stare fermo su due gambe. In tale contesto posturale la bocca, nel suo concetto più globale di apparato stomatognatico, ovvero di quel distretto anatomico che relaziona i complessi rapporti tra mascella/mandibola e la struttura cranio/colonna, merita di venire realmente compresa nella sua essenza strategica, sia per la posizione “centrale” che occupa sia per l’aspetto atavico ed ancestrale che conserva, avvalendoci di conoscenze che ci chiariscano il significato del suo sviluppo sotto il profilo filo ed ontogenetico, di sviluppo cioè della specie e del singolo individuo.
In tale contesto la bocca si identifica quale crocevia di moltissime funzioni, vitali e non, consapevoli o inconsce. Nei primi anni di vita (da 0 a 3 anni secondo Freud) la bocca rappresenta l’unico interfaccia fra l’individuo e l’ambiente circostante ed ogni esperienza passa attraverso tale organo. L’importanza di tali intimi rapporti di carattere atavico rimangono presenti per tutta la durata della vita dell’individuo conferendo alla bocca, oltreché le conosciute funzioni di carattere masticatorio, fonetico e mimico, anche quelle più subliminari di carattere sessuale e sociale. Pascal diceva: l’insieme è sempre maggiore della somma delle singole parti…e aggiungeva che conoscere ogni singola parte non significa assolutamente conoscere l’insieme.

LA POSTURA NATURALE E LE POSTURE DISFUNZIONALI
Stabilire il limite fra ciò che si potrebbe definire postura fisiologica e postura disfunzionale risulta impresa difficile ed imprecisa. Tale affermazione è diretta conseguenza del concetto stesso di postura e della sua essenza. Poiché, come già affermato, la postura rappresenta l’atteggiamento che l’individuo assume in relazione all’ambiente, con i suoi limiti e le sue possibilità, va da sé che tali “posizioni” spaziali possano risultare molteplici.
Ecco che allora il concetto di normalità, inteso in senso statistico, non risulta identificabile con un valore assoluto o comunque definito ma con un range entro il quale possono convivere più valori. Conseguentemente, al di fuori di questo range, la situazione posturale dell’individuo può realmente trasformarsi in disfunzionale cioè critica per il sistema e manifestarsi con un corteo di segni e sintomi a volte fortemente perturbanti. Le caratteristiche principali con cui tale situazione si evidenzia sono il dolore e la limitazione funzionale. Per contro l’assenza di questi due sintomi caratterizzano una postura fisiologica.
Il sistema posturale è strutturato con numerosi “recettori” in grado di registrare, coordinare e modificare i vari segmenti o parti corporee con l’unico obiettivo di mantenere la posizione corporea eretta ricercando il minor dispendio energetico ed il massimo confort. Di fatto opporsi alla forza di gravità che tenderebbe a schiacciarci al suolo.
E questa rappresenta la prima grande battaglia che il “cucciolo d’uomo” è costretto ad affrontare nel suo percorso di vita come, successivamente da adulto, ripeterà ogni mattina al risveglio. Tali recettori si identificano con i piedi, la colonna, la bocca, il sistema vestibolare (deputato all’equilibrio) e la vista. Ogni alterazione disfunzionale o patologica anche di uno solo di tali apparati può risultare causa di uno squilibrio posturale e di fatto di una sintomatologia posturale.
L’approccio corretto a simili problematiche appare quello intercettivo, attuato cioè in età molto precoce, intorno ai 6-8 anni. In tale periodo è possibile identificare eventuali “predisposizioni” ed attuare terapie o semplici interventi correttivi a carattere conservativo. In mancanza di tali interventi di filtro la semplice e comune predisposizione potrà evolversi con il proseguo dell’età e trasformarsi in vera e propria disfunzione posturale.

IL METODO 2T (TENACIA E TALENTO)
Il Metodo 2T è un metodo di intervento psicologico applicato allo sport utilizzato nelle scuole calcio e nelle agonistiche dal sottoscritto e dal mio staff. Inoltre è stato inserito nel programma medico sanitario sotto la supervisione del Responsabile Dott. Mario Turani, per le Rappresentative Nazionali Lnd.
Questo metodo nasce dall’esperienza “Calcio 2000”, ricerca – intervento trimestrale condotta dalla cattedra di Psicologia della Personalità della facoltà di Medicina e Psicologia La Sapienza e convalidata nel giugno 2012 dal Dipartimento di Psicologia Università La Sapienza di Roma (box di approfondimento “Intervento Calcio 2000”). Oggi questo metodo, in continua forma di sperimentazione, è attivo anche in società sportive extracalcistiche, come calcio a 5, tiro a volo, tennis ed altre.
Le due T sono il Talento e la Tenacia e questo metodo ha come obiettivo il miglioramento della prestazione sportiva attraverso la crescita e lo sviluppo personale dell’atleta e del gruppo.
La tenacia o Mental Toughness, è al centro delle più importanti ricerche nell’ambito della psicologia dello sport degli ultimi dieci anni. La tenacia è composta da molti elementi come ad esempio l’abilità di persistere (la resilienza), l’abilità a rimanere determinati e focalizzati, l’abilità a controllare le pressioni esterne, abilità a rimanere attenti e concentrati per eseguire un obiettivo. Nella tenacia rientra anche l’abilità posturale, ovvero la modalità di appoggiarsi alla terra. In rapporto al punto di appoggio il soggetto organizza la scarica del peso del corpo coordinando le tensioni muscolari a funzione antigravitaria, gestisce il gioco delle tensioni-detensioni muscolari legate alla modulazione delle emozioni e alle variazioni dell’umore. Questo rientra nell’alternarsi della fasi tonico-clonico, dove si succedono, dapprima come irrigidimento muscolare (la cosiddetta “fase tonica”) poi interrotto da momenti di decontrazione, prima brevi, poi più prolungati (“fase clonica”). La postura fa parte della comunicazione non verbale, un altro motivo per tenere fortemente in considerazione l’unione mente – corpo (vedi box di approfondimento: “La comunicazione non verbale”).
Lo sviluppo del talento è un processo complesso che rientra all’interno delle teoria sul Temperamento (forma innata di pre-caratteriale). Esistono decine di teorie e studi scientifici che esplorano il significato di questa parola, e molti di essi lo considerano come una dote naturale su cui costruire abilità specifiche. Il talento è ricco di caratteristiche che la psicologia studia da decenni soffermandosi su alcuni aspetti tra cui la capacità decisionale, i processi emotivi, caratteristiche ambientali ed altri.

La comunicazione non verbale
Sono state tentate diverse classificazioni dei segnali usati nella comunicazione non verbale; sommariamente, possiamo riconoscerne 8 gruppi principali:
– segnali prosodici
Si trasmettono con la voce e comprendono tutti quegli elementi che creano una sorta di melodia e musicalità del parlato, come la forza vocale, il ritmo, l’intonazione, la velocità di eloquio, l’enfasi (cioè la sottolineatura di una parola o di parte di essa);
– segnali paralinguistici
Sono componenti vocali della comunicazione verbale non dotati di musicalità, come le pause, le esitazioni, i borbottii, i colpi di tosse, i sospiri;
– aspetto esteriore
È il complesso dei segnali che si legano alla nostra immagine, come l’abbigliamento, il trucco, gli ornamenti, le decorazioni del corpo (tatuaggi, piercing), le acconciature;
– segnali prossemici
Coincidono con l’uso (consapevole o meno) dello spazio nella comunicazione. Si pensi alla distanza interpersonale, all’orientazione dei corpi, alla disposizione e ai movimenti degli interlocutori nell’ambiente.;
– segnali posturali
Comprendono tutte le posizioni assunte dal corpo durante la comunicazione, ad esempio rigida, tesa, rilassata, con il busto proteso in avanti, con le braccia conserte, frontale, di tre quarti;
– espressioni del viso
Comprendono tutti i tratti della mimica facciale utilizzabili a fini comunicativi, dal riso al sorriso, alle smorfie di disgusto, al broncio, all’alzata di sopracciglia;
– segnali gestuali
Si ottengono con movimenti delle mani e del capo. Una qualche forma di gestualità accompagna sempre la comunicazione, ma con intensità e frequenza che tendenzialmente sono legate all’educazione ricevuta e alla cultura di appartenenza: ci sono infatti popolazioni che incoraggiano la comunicazione a gesti, mentre altre la reprimono, considerandola disdicevole;
– contatti
Sono tutti quei segnali che si avvalgono del canale motorio-tattile (aptica) come la stretta di mano, l’abbraccio, il bacio di saluto, il braccio intorno alla vita, il gesto di “dare il 5” (diffuso tra gli sportivi) o il, grooming (cioè la pulizia reciproca di pelle e capelli, che da noi non usa, ma che alcune popolazioni praticano per rilassarsi e rinsaldare i rapporti sociali).

Focus su > ricerche applicate
Il progetto “Calcio 2000”

La cattedra di “Psicologia della Personalità della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma La Sapienza avviò, a partire dal mese di Gennaio 2012 fino al mese di Marzo 2012, la Ricerca – Intervento “Calcio 2000”.
Lo scopo è quello di verificare se la promozione e il miglioramento dell’aspetto relazionale comunicativo e quello cognitivo all’interno di una squadra di calcio abbia effetti positivi sulle prestazioni, favorendo il benessere della squadra ed il raggiungimento dei risultati. Il responsabile operativo del progetto è stato il Dott. Aldo Grauso. L’equipe specialistica contava di otto psicologi clinici e sportivi.
La Ricerca – Intervento si è avvalsa della collaborazione di due società calcistiche di Promozione Laziale, Real Tor Bella Monaca e il Futbolclub. Il Real Tor Bella Monaca, mentre era in essere questo intervento psicomotorio totalizzò dalla  19’ giornata alla 27’giornata 12 punti.
La media punti è stata 1.33 a partita.Nelle prime 18 giornate, prima dell’intervento, i punti totalizzati erano 18 e la media punti era 1.00 a partita.
Il Futbolclub,mentre era in essere questo intervento psicomotorio, totalizzò dalla 19’ giornata alla 27a giornata 14 punti.
La media punti è stata 1.55 a partita.Nelle prime 18 giornate, prima dell’intervento i punti totalizzati erano 20 e la media punti era 1.11 a partita.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password