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Il restyling del Terzo Settore

È ormai pacificatamente assodato che il Terzo Settore rappresenti una importante realtà nel nostro Paese e non solo per le particolari attività di volontariato ad efficace supporto, spesso in sostituzione, degli interventi per servizi sociali della pubblica amministrazione, ma nondimeno per la relativa efficienza e il numero delle risorse umane impiegate, tanto da essere negli ultimi anni tra i settori più dinamici del sistema produttivo italiano con una crescita esponenziale negli ultimi dieci anni pari al 30 % del numero degli Enti e pari al 40 % degli addetti del comparto1.

Di tale rilevanza nel contesto economico del Paese, particolarmente nella erogazione di servizi sociali2, ne ha preso atto la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) che, con delibera n.32 del 20 gennaio 2016, ha pubblicato le Linee Guida per l’affidamento di servizi a Enti nel terzo settore ed alle cooperative sociali, allo scopo di fornire indicazioni operative alle amministrazioni aggiudicatrici ed agli operatori del settore in conformità alla normativa comunitaria e nazionale in materia di contratti pubblici e di prevenzione della corruzione nel rispetto dei principi di libertà di circolazione dei beni e delle prestazioni di servizi.

In tale direzione di sostanziale revisione del settore, devono intendersi le annunciate riforme in materia di trasparenza nella gestione degli Enti no profit, con obbligo di rendicontazione e di informazione ai soci ed a terzi, oltre alla previsione di finalità non lucrative e solidaristiche, l’istituzione di un registro unico nazionale, così come previsto nel disegno di legge delega per la revisione del Terzo Settore: provvedimento approvato in prima lettura alla Camera dei Deputati il 9 aprile 2015.

Dopo una sospensione dei lavori durata oltre 9 mesi, sembra che l’iter legislativo delle richiamate riforme abbia ripreso il suo cammino lo scorso mese di gennaio con l’inizio dell’esame del disegno di legge delega in Commissione Affari Costituzionali del Senato.

D’altro canto, con l’approvazione della Legge di stabilità 2016, è entrata nella fase operativa la promozione della diffusione di società che, nell’esercizio di un’attività economica, perseguono una o più finalità di beneficio comune operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente.

Tale tipologia societaria può essere costituita in una delle forme giuridiche di cui al Libro V, Titoli V e VI del codice civile.

Dette Società vengono denominate dallo stesso Legislatore “Società Benefit”.

Restringendo la nostra attenzione alle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche è utile sottolineare, comunque esse siano costituite, l’importanza del loro riconoscimento, ai fini dell’ottenimento di benefici fiscali che ne qualifichino la specificità di organizzazione non lucrativa a rilevanza sociale.

È noto a tutti quali siano i benefici che vanno:

– dai regimi fiscali agevolati;

– alla presunzione legale della deducibilità dei costi per sponsorizzazione, quali spese di pubblicità, per l’impresa sponsorizzatrice, fino alla concorrenza di Euro 250.000,00;

– all’accesso all’istituto del cinque per mille.

Una volta ottenuto il riconoscimento di Ente non lucrativo a rilevanza sociale, congiuntamente al riconoscimento sportivo, la Società/Associazione sportivo dilettantistica deve dare esecuzione ad ulteriori adempimenti previsti per poter soddisfare le condizioni necessarie per poter accedere ai diversi benefici fiscali destinati al particolare settore delle attività sportive dilettantistiche.

Riteniamo utile in questa sede ricordare nuovamente l’obbligo di presentazione del MOD. EAS entro 60 giorni dalla data di costituzione ovvero entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui siano intervenute delle variazioni nei dati rilevanti, già comunicati. In questo caso è necessario presentare nuovamente il modello completando tutti i dati richiesti, anche quelli rimasti invariati.

Si ricorda che le istruzioni relative alla compilazione del modello, riportano un elenco di informazioni non rilevanti per la sua ripresentazione, in quanto riferibili a dati oggettivamente variabili quali:

– il numero degli associati;

– le erogazioni liberali ricevute ed i contributi pubblici ricevuti;

– i proventi derivanti dall’attività di sponsorizzazione e pubblicità;

– la media delle entrate degli ultimi tre periodi di imposta;

– i costi sostenuti per la diffusione dei propri messaggi pubblicitari

A queste  ipotesi debbono aggiungersi quelle indicate nella Risoluzione n. 125 del 6 dicembre 2010, con cui l’Agenzia delle Entrate, richiamandosi alla Circolare n. 45 del 29 ottobre 2008,  ha esentato l’Ente dalla presentazione del modello nel caso di variazioni inerenti dati del legale rappresentante ovvero dell’Ente che, essendo già comunicati attraverso altri modelli, rappresenterebbero un inutile duplicazione di dati già in suo possesso.

È però doveroso sottolineare che il possesso di tutti i requisiti è necessariamente monitorato per periodo d’imposta, con riferimento alle singole specifiche norme, rinvenibili in distinte disposizioni legislative.

Si evidenzia che per effetto del combinato disposto degli articoli 19 e 32 del D.Lgs. 158/2015, così come modificato dalla L. 208/2015,  non è più causa di perdita dei benefici la violazione degli obblighi di tracciabilità dei movimenti per importi pari o superiori ad Euro 1.000,00 a partire dal 1o gennaio 2016. Il limite di Euro 999,99 previsto per la libera circolazione del denaro contante con specifico riferimento alle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche, non va confuso con il limite di Euro 2.999,99 introdotto, sempre  a partire dal 1o gennaio 2016,  per tutti gli altri soggetti.

LA PROPOSTA

Poiché è oggettivamente rilevabile che la disfunzione dei meccanismi legislativi  favorisce comportamenti distorsivi, la formazione di accordi collusivi finalizzati a comportamenti elusivi ed evasivi dell’ordinamento tributario,  la creazione di rendite di posizione, mentre la trasparenza dell’azione legislativa rappresenta uno strumento che può prevenire le inefficienze del sistema ed aumentare la competitività e la correttezza nei comportamenti dei singoli, considerata la grande platea legislativa e nel timore che le norme de jure condendo vadano a sommarsi alle vigenti, creando così maggiori dispersioni a danno della loro efficacia, è auspicabile che il Legislatore provveda al raggruppamento delle disposizioni legislative in essere in un codice che regolamenti il Terzo Settore.

Focus Su > 5 X MILLE

Posto che la L. 190/2014 ha stabilito che le scadenze del 5 per mille debbano essere le stesse stabilite nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2010 (n. 131), si riporta qui di seguito un utile scadenziario, invitando comunque i lettori ad effettuarne la verifica direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate posto che, per effetto di una diversa calendarizzazione, i termini già noti per l’anno 2015, potrebbero subire alcune modifiche:

Inoltre si ricorda che le  Società/Associazioni che vogliono accedere al beneficio del cinque per mille per l’anno 2016 devono:

• presentare domanda di iscrizione anche se la stessa è stata presentata negli anni precedenti;

• essere in possesso preliminarmente dei requisiti per accedere all’istituto. Tale condizione è soddisfatta con l’assolvimento dell’obbligo della presentazione del mod. EAS.

Infine, non è da sottovalutare da parte delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche che intendano usufruire dell’istituto del 5 per mille, che possono partecipare al riparto anche grazie alla scelta dei loro sostenitori ancorché non obbligati né alla presentazione del Modello 730, né del Modello Unico – Dichiarazione dei redditi, ai fini IRPEF.

Infatti, già con riferimento all’anno d’imposta 2014 (Modello 730/2015; Modello UNICO2015), i soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione delle richiamate dichiarazioni, possono effettuare la scelta del 5 per mille (oltre che dell’8 per mille – confessioni religiose- e 2 per mille – partiti politici), presentando apposita scheda (scaricabile dal nostro sito) entro il termine ultimo utile (30 settembre) per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tale scheda deve essere integralmente presentata, anche se non contenente tutte le scelte suindicate,  e deve essere inserita in una busta chiusa recante:

• l’indicazione “Scheda per le scelte di destinazione dell’8, del 5, e del 2 per mille dell’IRPEF”;

• cognome, nome e codice fiscale del sostenitore.

La busta, così come indentificata e contenente la scheda di cui sopra, può essere presentata in uno dei seguenti modi:

• allo sportello di un ufficio postale che provvederà a rilasciare, gratuitamente, un’apposita ricevuta;

• tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF, etc.) che dovrà rilasciare, anche qualora non sia richiesto, la ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta. è facoltà dell’intermediario  richiedere un corrispettivo per il servizio prestato.

In alternativa a tali procedure, il soggetto che intenda manifestare la propria scelta, potrà trasmettere la scheda direttamente attraverso il servizio telematico, qualora abilitato.

Va da sé che ciascun Ente che ci legge è invitato a promuovere anche tale nuova opportunità tra i propri sostenitori.

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