breaking news New
  • 9:28 am Erogazioni Liberali 2019 Vediamo nel dettaglio i nuovi termini degli adempimenti dichiaratii cui devono attenersi le società sportive dilettantistiche
  • 1:12 pm Differenti idee della fase di possesso Come destreggiarsi nella scelta della modalità di sviluppo di questa fase fondamentale del gioco
  • 10:53 am Ullet Road Church Rebels FC. Più che una squadra, una famiglia A Liverpool c’è una realtà che offre accoglienza e una nuova speranza a ragazzi dal passato difficile che credevano di aver perso tutto
  • 9:41 am Trasferimenti e cessioni: novità normative In vista della nuova stagione sportiva va posta l’attenzione sul comunicato ufficiale n. 377 del 28 giugno 2019 della Lnd, dove si parla delle variazioni intervenute, tra gli altri, agli articoli 101, 103 bis e 110 delle NOIF
  • 12:00 pm Luca e Simone: due gemelli uniti dal pallone Entrambi difensori, entrambi cresciuti tra Cinecittà Bettini e Nuova Tor Tre Teste, da anni calcano i campi della Serie D (Simone ha vinto il campionato col Como). Ad accompagnarli, immancabili, ci sono i loro genitori Massimo e Anna. Ecco a voi la famiglia Sbardella

Il tuffo e i meccanismi energetici

tecnica-portieri-tuffo-meccanismi-energetici L’aspetto tecnico-tattico non può essere scollegato da quello condizionale, soprattutto se si vogliono migliorare le performance in gara dei portieri che si allenano

Il sistema energetico o meccanismo esoergonico non è altro che la modalità in cui il nostro organismo produce l’energia durante uno sforzo. Ogni sport impegna a livello fisico in modo diverso l’organismo; questo in funzione della specificità della performance e del modello prestativo. Un’attività di breve durata (pochi secondi 2-5) utilizza prevalentemente il sistema esoergonico ATP-CP, pertanto se si è impegnati in prove di forza e scatto è necessario allenare principalmente il sistema dei fosfati altamente energetici. Se la durata del lavoro va oltre, la potenza espressa diminuisce e l’energia proviene principalmente da meccanismi anaerobici impegnando la via glicolitica che comporta la produzione di ione lattato. Se la durata dello sforzo aumenta ancora la potenza espressa diminuisce ulteriormente, la via anaerobica perde d’importanza e subentra l’impegno del sistema aerobico con consumo di ossigeno. Da ciò si evince che per allenare il portiere è indispensabile sapere quale tipo di meccanismo energetico viene utilizzato in performance ed è indispensabile cercare di allenare direttamente il meccanismo esoergonico coinvolto.

Il meccanismo energetico prevalentemente utilizzato dal portiere per effettuare una parata durante una performance è quello anaerobico alattacido. Per spiegarci meglio, dentro una cellula muscolare è presente una bassa quantità di ATP quindi, quando questa viene consumata tramite l’attività fisica, deve essere generata rapidamente. All’interno del muscolo esistono tre sistemi energetici in grado di resintetizzare l’ATP. Ognuno di questi sistemi ha caratteristiche proprie in termini di efficienza e durata. Analizziamoli nel dettaglio.

I SISTEMI ENERGETICI
Durante ogni allenamento effettuato, a seconda della durata, dell’intensità e del carico praticati uno di questi meccanismi prevale sull’altro, ma possono agire anche tutti insieme. Ad esempio:

  • la corsa di fondo utilizza chiaramente il meccanismo aerobico;
  • un allenamento per la forza utilizza per lo più il sistema anaerobico;
  • l’allenamento con attrezzi funzionali per gli sport da combattimento (kettlebell, sacca bulgara, manubri, ecc…) è in grado di agire su tutti e tre i sistemi energetici.

Il sistema anaerobico-alattacido (o della fosfocreatina)

Il sistema anaerobico-alattacido permette di risintetizzare ATP attraverso le scorte di creatinfosfato presente nel muscolo. È un processo rapido perché richiede solo una reazione enzimatica ed è in grado di fornire energia per periodi di lavoro fino a 6/7 secondi. Si dice anaerobico perché non utilizza ossigeno e alattacido perché non produce ione lattato. Sollevamento pesi e lancio del peso sono esempi di sport che utilizzano questo sistema energetico.

Il sistema anaerobico-lattacido (o della glicolisi anaerobica)

Questo meccanismo interviene dopo 6-10 secondi dall’inizio dell’attività, quando cioè si esauriscono le scorte di ATP e fosfocreatina, e lo sforzo si può protrarre per un massimo di 3 o 4 minuti. In questo lasso di tempo il corpo produce una buona quantità di energia utilizzando il glucosio dei muscoli come fonte energetica di produzione di ATP; il prodotto di scarto di questo processo è lo ione lattato che si accumula nei muscoli e impedisce di continuare lo sforzo (quando i muscoli bruciano).

Il sistema aerobico (o del ciclo di Krebs)

Il sistema aerobico è il più efficiente in caso di sport di endurance perché è l’unico in grado produrre energia per tempi prolungati. Tale meccanismo si attiva quando l’impegno energetico richiesto è basso e la durata è alta, e viene quindi impegnato negli sport di fondo come ciclismo, sci di fondo e maratone. L’utilizzo dei substrati energetici può avvenire solo all’interno dei mitocondri, unici organi cellulari in grado di utilizzare l’ossigeno per produrre ATP. Questo sistema può utilizzare come fonte energetica grassi, carboidrati e proteine e il processo di estrazione dell’energia avviene tramite il ciclo di Krebs.

FOCUS SU > METODOLOGIA DI ALLENAMENTO

tecnica-portieri-tuffo-meccanismi-energetici-2

TECNOLOGIA E SCIENZA, È TEMPO DI AGGIORNARSI
Tenendo conto di quanto detto sui meccanismi energetici, possiamo stabilire che sia tendenzialmente controproducente cercare di sviluppare sedute di allenamento per portieri senza conoscerne il modello prestativo e le caratteristiche specifiche. Troppo spesso si pensa che per diventare allenatore dei portieri sia sufficiente seguire determinati schemi e pratiche del passato, ma in realtà le conoscenze negli anni sono cambiate grazie all’evoluzione della tecnologia e degli studi scientifici. È dunque tempo di cambiare il modo di allenare. Tenendo in considerazione questo aspetto analizziamo quale potrebbe essere il meccanismo energetico utilizzato da un portiere durante una parata in tuffo.

Il tuffo può essere definito come “una tecnica difensiva che prevede una perdita volontaria dell’equilibrio con caduta volta all’intercettamento del pallone”. Nel tuffo l’uscita del baricentro avviene sia per lo spostamento del tronco fuori dall’asse verticale sia per la spinta che parte dai piedi. Il tuffo si divide in 5 tipologie:

  • levagamba in avanti o indietro
  • per caduta
  • con passo spinta
  • con passo incrociato
  • con passo accostato a uno o due tempi

Il tuffo è da sempre per il portiere una delle tecniche più spettacolari. È compito dell’allenatore dei portieri creare le condizioni ideali per favorire l’acquisizione di tutte le abilità e le competenze per permettere ai suoi portieri di farne un buon uso e nessun abuso. Nel progettare un programma di lavoro che abbia come obbiettivo il tuffo, bisogna tenere in considerazione un numero elevato di aspetti, non ultimo il meccanismo energetico utilizzato durante questo gesto. Nella mia esperienza ho sempre utilizzato il confronto/consulto con i preparatori atletici con cui ho lavorato per stabilire il corretto carico di lavoro, proprio tenendo conto del modello prestativo del portiere. L’aspetto tecnico-tattico in allenamento non può essere scollegato dall’aspetto condizionale, soprattutto se si vuole proporre un allenamento che possa migliorare le performance in gara dei portieri che si allenano.

FOCUS SU > ESERCITAZIONI

tecnica-portieri-tuffo-meccanismi-energetici-eseercizio-1
ESERCIZIO 1 Il portiere segue mobilità articolare per 5 metri, poi effettua un tuffo per intercettare il pallone calciato dall’allenatore (A)
tecnica-portieri-tuffo-meccanismi-energetici-eseercizio-2
ESERCIZIO 2 Il portiere si posiziona sul pallone posto lateralmente, si riposiziona ed effettua un tuffo per intercettare il pallone calciato dall’allenatore (A)
tecnica-portieri-tuffo-meccanismi-energetici-eseercizio-3
ESERCIZIO 3 Il portiere (P) esegue una presa a pollici convergenti sul pallone calciato dall’altro portiere (P1), poi esegue un tuffo per intercettare il pallone calciato dall’allenatore (A)

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password