breaking news New
  • 9:28 am Erogazioni Liberali 2019 Vediamo nel dettaglio i nuovi termini degli adempimenti dichiaratii cui devono attenersi le società sportive dilettantistiche
  • 1:12 pm Differenti idee della fase di possesso Come destreggiarsi nella scelta della modalità di sviluppo di questa fase fondamentale del gioco
  • 10:53 am Ullet Road Church Rebels FC. Più che una squadra, una famiglia A Liverpool c’è una realtà che offre accoglienza e una nuova speranza a ragazzi dal passato difficile che credevano di aver perso tutto
  • 9:41 am Trasferimenti e cessioni: novità normative In vista della nuova stagione sportiva va posta l’attenzione sul comunicato ufficiale n. 377 del 28 giugno 2019 della Lnd, dove si parla delle variazioni intervenute, tra gli altri, agli articoli 101, 103 bis e 110 delle NOIF
  • 12:00 pm Luca e Simone: due gemelli uniti dal pallone Entrambi difensori, entrambi cresciuti tra Cinecittà Bettini e Nuova Tor Tre Teste, da anni calcano i campi della Serie D (Simone ha vinto il campionato col Como). Ad accompagnarli, immancabili, ci sono i loro genitori Massimo e Anna. Ecco a voi la famiglia Sbardella

Il calcio “leggero” di Marco Mazzocchi

Il giornalista sportivo della Rai è l'uomo che ha dato spazio ai Dilettanti sulla tv di Stato sul programma “B come Sabato”. “Raccontare il calcio di provincia, quello più legato al territorio, è stato divertente e bellissimo”

(E.Z.) Ho conosciuto Marco Mazzocchi almeno dieci anni fa. In questo arco di tempo ci siamo incrociati soprattutto per questioni legate alla Serie D (allora il campionato era presente con una diretta a settimana su Rai Sport) e per le attività di beach soccer. Il rapporto è sempre stato identico, sin dal primo momento: vivace e fluido, come ci frequentassimo da sempre. Mazzocchi è come lo vedi e lo senti, anche nella vita reale. Istrione, trasversale e multi-tasking. Riesce a sostenere qualsiasi conversazione (e spesso contemporaneamente) persino con diversi interlocutori. Parla, annota e propone, mentre getta uno sguardo allo smartphone per controllare la sua personale attività social. Che gestisce in proprio, senza manager, con trovate spesso geniali, da far impallidire pure chi prova a farne un mestiere.

Il profilo officialmazzock su Instagram è un vero spasso. Un racconto per immagini da autentico guascone. “Mi diverto lavorando per Rai 2” scrive nella bio. Ma, come accade spesso, l’apparenza inganna e quando lo incalzo sulla sua vocazione al divertimento si fa serio. “Leggerezza non significa superficialità – mi spiega mentre lo incontro nella sede Lnd di Piazzale Flaminio, a Roma -. Ho fatto esperienze professionali molto diverse che mi hanno insegnato a relativizzare. Girando dei documentari sul K2 ho visto le persone morire davanti a me. Ho capito quanto sia inutile estremizzare ogni aspetto della nostra vita. Tradotto per il calcio: un cartellino giallo o rosso non possono cambiare il senso della tua esistenza, così come non possono legittimare l’aggressione a un arbitro”.

In queste riflessioni sta racchiusa anche l’idea di Mazzocchi di portare in televisione un approccio diverso al calcio, compreso quello dilettantistico. Come ha fatto per “B come Sabato”, il format di Rai 2 nato per seguire gli anticipi della Serie B, dove Mazzocchi ha chiesto agli autori di inserire una finestra sullo sconfinato universo dei Dilettanti. Uno spazio per raccontare la provincia italiana, con i suoi tesori e le sue eccellenze, attraverso le partite delle categorie cosiddette “minori”. Un esperimento ritenuto positivo e concluso alla fine del 2018, con l’obiettivo dichiarato di smorzare i toni, favorendo il confronto tra i protagonisti del campo, coinvolgendoli nella narrazione dell’evento sportivo così come della realtà che lo circonda.

Una volta raccontasti che preferivi fare la telecronaca che giocare a calcio.

Non preferivo: io giocavo e facevo la telecronaca. Sono cresciuto nel quartiere Flaminio, allora più popolare rispetto ad oggi, nel condominio di Villa Riccio, dove era vietato giocare a pallone. Allora si andava per strada, in via Raffaele Stern, tra le macchine. Quando ne passava una si avvisavano i compagni e ci si fermava. Era il periodo dopo il 1978 e noi giocavamo sempre Olanda-Argentina. Ognuno di noi era più calciatori insieme e io scandivo ogni momento e azione del match facendo il commento. Con i compagni di allora abbiamo aperto un gruppo su FB dove spesso mi ricordano che ero già un rompiscatole.

Un grande amore per il pallone, ma non sei mai stato un calciatore di club.

È vero. Ho giocato solo nelle squadre del quartiere, della parrocchia o del circolo. Però me la cavavo abbastanza bene e mio padre, giornalista sportivo come me, riuscì a farmi fare un provino con la Roma. Dopo tre giorni passati con gente davvero brava come Giannini e Di Livio, capii che non faceva per me. Loro erano calciatori, io sapevo solo come si giocava a calcio. Mi dedicai così al rugby, che già praticavo da bambino. Ma ho smesso presto, a 21 anni, perché gli allenamenti e le partite non si conciliavano con il mestiere di giornalista.

Troppo spesso i media di occupano dei Dilettanti per raccontare gli episodi di violenza.

Il problema della violenza esiste e non possiamo negarlo. Ma se si comunicasse che oltre il problema della sicurezza per gli arbitri c’è un mondo che compie un sacco di belle azioni, sarebbe un segno di maturità. Purtroppo sesso, sangue e soldi fanno sempre più notizia. Succedono ogni giorno cose splendide che però non vengono trasformate in informazione.

Come nasce l’idea di aprire al calcio dei Dilettanti in Rai?

L’idea che ho portato a “B come Sabato” l’avevo in testa da tantissimo tempo. Legare il calcio al suo territorio, al Peppone e Don Camillo di turno, raccontare le sfide del piccolo paese, vedere i giocatori delle due squadre che sorridono, che si prendono in giro senza animosità, seguire anche pezzi di partita con il commento di persone qualunque senza astio, sempre con un tono leggero e mai canzonatorio: poter raccontare tutto questo su Rai 2 è stato bellissimo e molto divertente. Ma soprattutto è stato servizio pubblico.

Che consiglio ti senti di dare agli addetti stampa delle società dilettantistiche?

Di giocare sulle storie che ci sono all’interno dei propri club. Far scoprire al pubblico che ogni squadra ha una sua caratteristica, mettere in evidenza i lavori e le vicende particolari di ogni singolo giocatore. Ogni luogo, ogni cittadina d’Italia, per fortuna, ha una bella storia da raccontare. In questo modo puoi aumentare l’appeal delle tua squadra ed esaltare il valore sociale del calcio dilettantistico.                    

 

La Carriera

Marco Mazzocchi é nato a Roma. Classe 1966, ha seguito le orme del padre Giacomo, giornalista sportivo per TMC. Dal 1988 lavora in Rai. Volto tra i più popolari della tv di Stato, ha condotto o partecipato alle più importanti trasmissioni sportive come “Il processo del lunedì”, “Quelli che il Calcio”, “La domenica sportiva” e “90° minuto”. Ha seguito per due stagioni anche il Giro d’Italia di ciclismo ed é stato il volto Rai per i Campionati del Mondo del 2006 in Germania. Ha fatto esperienze trasversali, come l’inviato per l’Isola dei Famosi e per Wild West. Ha sempre amato sperimentare nuovi format legati allo sport, come “Zona 11”, un talk show sul calcio che si apriva spesso a citazioni musicali e cinematografiche, con ironia e partecipazioni extra-calcistiche. Nel 2018 ha condotto “B come Sabato” su Rai 2 insieme a Gabriele Corsi (Trio Medusa) e Andrea Delogu (Stracult).

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password