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Italia-Galles solo andata

bangor city Dai campi della Lnd alle sfide sotto il cielo di Liverpool, i “ragazzi italiani” del Bangor City sognano in grande

C’è la Liverpool dei campioni d’Europa, di Klopp e dei suoi ragazzi che, tutt’uno con il loro stadio, hanno stregato il mondo non più tardi di due mesi fa. E poi c’è una piccola Liverpool italiana, che si è trasferita adesso da un bed and breakfast in appartamenti a due passi dal centro e che racconta la storia di alcuni ragazzi, la maggior parte dei quali ex Dilettanti, che ha scelto la Serie B gallese per tentare il grande salto: “E devo dire che ci sono ottime possibilità, perché i calciatori che arrivano dai nostri dilettanti sono tutti di un livello molto buono”. 

ESPERIENZA

A parlare è Max Leghissa, direttore sportivo e anima da quest’anno del Bangor City, seconda serie del Galles, che rappresenta la terza tappa della sua avventura straniera dopo quelle in Svezia e a Malta. Tra i ragazzi che lo hanno seguito Galles ci sono Nicolas Delvecchio, figlio dell’ex attaccante della Roma, Marco, e Francesco Serafino, 22 anni, un passato con poca fortuna nelle giovanili del Boca. Con loro, e con altri italiani, Leghissa ha come obiettivo la promozione e per iniziare bene la stagione la squadra ha già iniziato a lavorare. Una seduta al giorno, a volte anche due, non si allenano a Bangor, meta preferita sul mare degli abitanti di Manchester, ma a Liverpool, perché il presidente e lo staff sono di lì. Una storia curiosa, che parte proprio dai dilettanti italiani: “E’ vero – conferma Leghissa -, perché a me piace, nelle mie esperienze all’estero, cercare di lavorare con i nostri giovani che in molti casi credo siano tra i più forti d’Europa. Qui studiano inglese e giocano, poi possono emergere o tornare a casa più forti, o quantomeno completi, di prima”.

Bangor city

MAI ARRENDERSI

La storia del Bangor, qualche settimana fa, è finita sui giornali per la presenza di Nicolas Delvecchio, figlio d’arte, arrivato dall’Igea Virtus: “Il ragazzo è un centrocampista di talento che riesce a scardinare le difese con la sua visione di gioco e la qualità che ha nel toccare il pallone. Come tutti – ha aggiunto – avrà bisogno di adattarsi, ma siamo fortunati ad averlo. Ho conosciuto suo padre ai tempi dell’Udinese e questo mi ha aiutato nel portare a casa questa firma”. Il ragazzo, dal canto suo, nel comunicato ufficiale si è limitato a dire: “Non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza, la prima per me lontano dall’Italia”, mentre su Instagram ha detto: “Le persone matte sono quelle che vivono tra una lacrima e un sorriso. Loro lo sanno che fermarsi è come arrendersi e allora vivono da folli per non morire dentro”. La sua, però, non è stata una scelta folle, perché il club gallese ha intenzione di fare le cose per bene e diventare di nuovo uno dei club di punta del Regno Unito. A Bangor, oltre a Delvecchio jr, anche Francesco Serafino, 22 anni, e un passato (con poca fortuna) nel Boca Juniors. è stato lui l’ultimo italiano ad indossare la maglia del club di Buenos Aires prima che si iniziasse anche solo a parlare dell’arrivo a Buenos Aires di Daniele De Rossi.

RICORDI

calciatori bangor provenienti dalla lnd

Dall’Argentina al Galles, la personalità di Leghissa è quella che può servire a questi ragazzi per trovare una nuova dimensione? Il direttore sportivo del Bangor crede di sì: “Per quanto riguarda me questa nuova esperienza è nata da una conoscenza avvenuta a Malta con il Presidente del Bangor City, con il quale ho avuto un rapporto di reciproca stima. Ero stato già contattato già in precedenza, ma volevo continuare la mia esperienza con il Mosta e adesso c’è stata questa opportunità. Con il Mosta abbiamo vinto lo Scudetto Primavera, la Coppa under 19 e conquistato due salvezze, che poi era l’obiettivo del club. Due anni importanti che ora si sono conclusi per fare una nuova esperienza, il presidente del Mosta è dispiaciuto ma resto in rapporti di amicizia con questa società con cui continueranno i rapporti. Il rinnovo sarebbe scattato automaticamente, ma ho scelto di fare questa nuova esperienza perché vedo che ultimamente i ragazzi cercano molto un’esperienza all’estero. In Italia a volte non c’è molto spazio per valorizzare i giovani, spesso non c’è il tempo di aspettare, ci vorrebbe un po’ più di pazienza. Bisogna motivare i ragazzi e saperli prendere in maniera positiva, è questa la caratteristica di molti manager moderni, saper dare l’importanza a questi ragazzi”.

LA FORZA DELLA LEGA

Adesso all’estero, ma poi l’obiettivo è costruire qualcosa di importante e duraturo anche in Italia. Perché la forza dei dilettanti italiani sta nel fatto di essere ben radicati e strutturati nel territorio, raggiungendo praticamente ogni realtà del Paese. Leghissa racconta come abbia collaborato e collabori tutt’ora con i tip club di Serie A e Serie B, ma che poi, in fondo, è l’enorme serbatoio della Lega Dilettanti quello che forma la maggior parte dei calciatori. E che prepara calciatori in grado poi di poter dire la loro anche lontano da casa. Non solo: la competenza e la qualità dei tecnici e degli educatori della Lnd fa sì che i talenti siano formati non solo dal punto di vista calcistico, ma anche morale. E questa, per la Lega del Campionato d’Italia, è forse la soddisfazione più grande.

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