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La concentrazione nell’attivitˆsportiva

Alcuni di voi ricorderanno lo storico episodio del Mondiale del ’50 che si verificò nel Maracanà nella finale tra Brasile e Uruguay e che fu causa di una tra le più grandi delusioni sportive di sempre. Il pensiero per una vittoria che poteva apparire certa è stato nocivo per la concentrazione degli atleti brasiliani al punto da influire inconsciamente sull’esito dell’incontro, favorendo il successo dell’Uruguay (squadra che, a differenza dei brasiliani, fino a quel punto non aveva certo goduto dei favori del pronostico).
In quella occasione il facile e incontrollato entusiasmo del “Abbiamo in pugno la vittoria…il Mondiale è ormai nostro” è costato davvero caro alla squadra brasiliana!

UNA CAPACITÀ DA AFFINARE
La concentrazione è la capacità di focalizzare l’attenzione (si veda in merito l’articolo dal titolo “L’attenzione nello sport” pubblicato sul precedente numero di Calcio Illustrato – Novembre 2014) su un compito per un determinato periodo di tempo, senza essere distorti da fattori distraenti esterni (ad esempio l’avversario, il rumore della folla o anche una particolare condizione meteorologica) ed interni (ad esempio pensieri negativi). Concentrazione significa anche saper fare pienamente contatto con il momento che si sta vivendo, nel presente.
Uno degli approcci della psicologia che ha sottolineato la centralità del “Qui e Ora” è senza dubbio la Psicologia della Gestalt, che privilegia la dimensione del presente rispetto al passato; l’attenzione è posta sul “qui e ora”, piuttosto che sul lì e sull’allora. A tal riguardo Fritz Perls (noto psicologo Gestalt) sottolinea l’importanza del presente: “se siete nel presente, l’eccitazione fluisce immediatamente nell’attività spontanea, senza soluzione di continuità.” Se siete nel presente, siete creativi, siete inventivi. “Se i vostri sensi sono all’erta, se tenete aperti gli occhi e le orecchie, come fanno tutti i bambini piccoli, una soluzione la trovate sempre”.
Così come i bambini piccoli, anche gli atleti dovrebbero concentrarsi sul presente, sul momento che stanno vivendo, sul “qui e ora” della loro prestazione sportiva. Atleti e tecnici sanno bene che l’errore di distrarsi al momento giusto è origine di molti insuccessi ed è per questo che si “predica” sempre: “Concentrazione!”. Tutto ciò significa saper mantenere l’attenzione sul qui e ora senza permettere alla nostra mente di vagare e distrarsi dall’obiettivo. Già, ma sappiamo come fare a concentrarci?
Questa abilità mentale può essere allenata utilizzando svariate tecniche o esercizi pratico-esperienziali che prendono il nome di “Focusing”: allenamento e consapevolezza consentono quindi di ottimizzare la gestione delle risorse attentive permettendo a qualsiasi atleta di imparare progressivamente a cosa dare attenzione, quando essere attenti e come mantenersi concentrati nei momenti topici dell’azione.
Nel protocollo 2T (Talento e Tenacia) in uso alle Rappresentative LND e in molti settori giovanili, la concentrazione di ogni calciatore è uno degli aspetti maggiormente valutati. Ma essendo il calcio uno sport di squadra, “concentrare” singoli atleti non ha senso se non si “concentra” il gruppo ( la squadra). La sincronizzazione dei movimenti reali (gesto tecnico effettuato) o immaginari (gesto tecnico immaginato) è senza dubbio l’obiettivo finale del protocollo per ciò che riguarda la parte cognitiva.

Per Tenacia (aspetto contenitivo della concentrazione) si intende la connessione tra mente e corpo, è la capacità di essere completamente presente a ciò che sto facendo nel momento in cui lo sto facendo, dimostrando massimo impegno e serietà nelle cose che faccio. “La mia mente è concentrata su ciò che il mio corpo fa”. “Sono qui e penso su cosa sto facendo qui”.
Spesso accade che siamo presenti fisicamente, ma mentalmente pensiamo ad eventi passati, anche di pochi minuti precedenti, o futuri, non siamo quindi concentrati sul compito. Contare individualmente il tempo, memorizzarlo visivamente e sincronizzarlo a tutta la squadra, è una tecnica che viene utilizzata dalla nostra Equipe nei rettangoli verdi di giuoco (si veda box “Esercizi sulla concentrazione in campo”). Imparare a concentrarsi è un abilità che deve essere acquisita, sviluppata e potenziata attraverso l’allenamento anche extracampo (vedi Box Esercizi sulla concentrazione a casa). La concentrazione può avere dei limiti di tempo, come un qualsiasi sforzo fisico. Se riusciamo a diventare consapevoli di quanto siamo in grado di concentrarci e per quanto tempo, potremmo essere in grado di gestire la memorizzazione e ovviamente lo studio in maniera ottimale.
Secondo alcuni studi la concentrazione, nella media, ha una durata di circa un’ora dopo di che diminuisce in modo naturale allo stesso modo, di quando dobbiamo sopportare delle fatiche fisiche, come ad esempio, il sollevare un determinato peso per un certo periodo di tempo. Quindi risulta controproduttivo spingersi oltre i propri limiti quando abbiamo raggiunto il massimo tempo di concentrazione. Dopo di che ciò che otterremmo sarà sicuramente inferiore alle nostre aspettative.
Se invece impariamo a gestire gli sforzi mentali e i riposi in maniera equilibrata, otterremmo grandissimi risultati e accresceremo in modo continuo le nostre capacità senza troppi sforzi. Per questo motivo è fondamentale che ogni tecnico abbia la consapevolezza del gruppo che ha in mano anche a livello emozionale e cognitivo. Se vuole una squadra concentrata dovrà sincronizzarla in base alla media limite della sua squadra, e dovrà quindi cercare di disporre calciatori in zone precise del campo (difesa, centrocampo, attacco) anche secondo la variabile concentrativa, oltre che ovviamente quella tecnica. Avere per esempio due centrali di difesa che chiamano a turno il fuorigioco, che hanno opposti livelli di concentrazione potrebbe essere improduttivo.

Focus Su > Esercizi sulla concentrazione

IN CAMPO
Esercitazione psicomotoria sulla sincronia del tempo (numerose varianti):

1. Disporre i bambini/ragazzi in riga dietro la linea del centro campo e metà palloni sulla riga dell’area di rigore. Si può calciare in porta dopo il trascorrere di un tot numero di secondi contati ad occhi chiusi, mentalmente, e da soli. Si deve contare massimo fino a 15 secondi per tre prove;

2. Una variante è quella di contare tutti insieme a voce alta (quarta e ultima ripetizione), così da evidenziare l’importanza della sincronia, il valore del gruppo e dell’ascolto;

3. Un’ulteriore variante è quella di far contare mentalmente i giocatori, ma a coppie e tenendosi per mano, così da valutare eventuali influenze nella decisione delle coppie
di ruolo;

È necessario ripetere queste prove più volte, avere un cronometro in mano e una lista dei giocatori, evidenziando i giocatori che partono in anticipo, ritardo e correttamente, cercando di far si che la squadra sia unita, attenta, concentrata e sincronizzata.


A CASA
1. Prendere un libro e contare le parole
. Contare nuovamente per essere sicuri di averlo fatto correttamente. Iniziare eventualmente con un paragrafo e soltanto quando diventa più semplice, contate le parole di un’intera pagina. Eseguire il conteggio mentalmente e solo con gli occhi senza puntare il dito su ogni parola.

2. Prendere un frutto (mela, arancia, pesca, ecc.), e tenerlo tra le mani. Esaminare ogni sua parte mantenendo tutta l’attenzione e concentrazione su di esso. Non lasciarsi trasportare dai pensieri irrilevanti che potrebbero sorgere: il negozio di generi alimentari dove avete comprato la frutta, come e dove è stata coltivata, il suo valore nutritivo, ecc. Mantenere la calma durante il tentativo di ignorare questi pensieri. Basta guardare la frutta focalizzando l’attenzione su di essa senza pensare ad altro. Esaminare forma, odore, sapore e sensazione al tatto e alla vista.

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