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La fatturazione elettronica

Si è avuto modo di commentare le importanti disposizioni contenute nella legge di bilancio 20181 direttamente incidenti sul Terzo Settore ed in particolare sull’ associazionismo sportivo dilettantistico.

Anche è stato sottolineato che altre indirette norme, di cui alla citata Legge, possono segnare profondamente l’organizzazione amministrativa degli Enti sportivi, quali le nuove regole sulla tracciabilità degli stipendi e salari liquidati ai dipendenti e dei compensi erogati ai collaboratori, lasciando poi ai lettori maggiormente interessati ad esaminarne in proprio altre più o meno incisive ma non per questo meno importanti.

Tuttavia non è possibile tralasciare di commentare le disposizioni contenute nella richiamata Legge di Bilancio che prevedono rilevanti novità in materia di fatturazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi: norme che si accompagnano a quelle emanate in altri campi amministrativo-fiscali al fine di prevenire e contrastare l’evasione fiscale attraverso l’introduzione dell’obbligo in capo a tutti gli operatori economici in possesso di partita IVA di emettere, anche in ambito privato, quindi non più esclusivamente nei confronti della Pubblica Amministrazione, le fatture in forma computerizzata catapultandoli tout court nell’era della fattura immateriale.

Da subito, è importante evidenziare che dall’obbligo della fatturazione in forma digitale sono esclusi solo i soggetti passivi dell’Imposta sul valore aggiunto rientranti, per legge o per opzione, nei regimi speciali che seguono:

  • regime forfettario (art. 1 commi da 54 a 89 L. 190/2014);
  • regime di vantaggio o dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 D. L. 98/2011);

  • regime agricolo, per i produttori esonerati dagli adempimenti IVA.

Ne consegue che anche le Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche, qualora svolgano attività commerciale soggetta alla emissione, anche occasionale, di fattura sono obbligate al rispetto di tale obbligo, provvedendo di attrezzarsi per la sua generazione in forma elettronica adottando una delle distinte soluzioni tecniche disponibili per fronteggiare questa importante trasmigrazione che riguarda anche la sua emissione, gestione, trasmissione e ricezione.

È palese che l’insieme di tali azioni richiedono l’adozione di specifiche procedure avendo cura di tener presente che la fattura elettronica è generata in un formato strutturato il cui acronimo è Xml (eXtensible Markup Language), così come particolari sono le modalità da seguire per la sua emissione, trasmissione e conservazione.

Infatti, per poter procedere alla emissione di una fattura elettronica è necessario:

  • avere un dispositivo di firma digitale (rilasciato dalla Camera di Commercio: digital key o smart card: in questo ultimo caso per poter firmare la fattura è necessario essere in possesso anche di un lettore smart card);

  • disporre di un software in grado di produrre la fattura in formato Xml;

  • possedere una pec: posta elettronica certificata;

  • essere dotati di un sistema di archiviazione informatico, conforme alle norme di legge, tale da consentire la verifica della integrità del documento e la sua conservazione per almeno dieci anni, posto che l’archiviazione cartacea non soddisfa gli obblighi di legge.

Una volta generata la fattura elettronica, la sua emissione si attua con la trasmissione del file al Sistema di Interscambio (SdI) avvalendosi di una delle seguenti modalità:

  • utilizzo del sistema di posta elettronica certificata (Pec): in questo caso il file da trasmettere costituisce l’allegato del messaggio di posta;

  • invio tramite web utilizzando il sito della Agenzia delle Entrate;

  • utilizzo di altre modalità rappresentate da servizi quali servizio SdICoop, servizio SPCoop, servizio SDIFTP.

Nella trasmissione del documento digitale, oltre al mittente ed il destinatario, interviene in posizione centrale funzionale il Sistema di Interscambio (SdI), istituito per legge, il quale riceve la fattura elettronica dal fornitore, ne effettua i controlli necessari a riprova della correttezza della sua compilazione e la inoltra al destinatario.

Tale sistema, che non ha alcun ruolo amministrativo e non assolve compiti né di archiviazione né di conservazione delle fatture elettroniche, per poter eseguire correttamente la sua funzione deve ricevere fatture previste di specifiche caratteristiche cioè:

  • il loro contenuto deve essere rappresentato in un file Xml;

  • l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto deve essere garantita tramite l’apposizione della firma digitale da parte dell’emittente.

E’ indispensabile che vengano soddisfatti i requisiti atti alla identificazione del soggetto che trasmette.

Per quanto sopra, i soggetti emittenti le fatture elettroniche devono accreditarsi presso il Sistema di Interscambio, aderendo e sottoscrivendo un accordo di servizio.

Qualora il destinatario sia un operatore economico privato non accreditato al SdI, l’unica modalità di invio possibile è a mezzo della sua PEC.

CRITICITA’

A ben vedere e considerare, gli ulteriori obiettivi del Legislatore di semplificazione della procedura di fatturazione sembrano realizzabili con molte difficoltà, pur dovendo ammettere che sugli obiettivi e sui risparmi futuri tutti possono essere d’accordo, ma è altrettanto doveroso considerare e tener presente le difficoltà operative ed i maggiori costi, rispettivamente da superare e da sostenere, nella immediatezza dell’applicazione della nuova procedura digitale, in particolare con riferimento:

  • al software da adeguare o sostituire, in alcuni casi, non tanto sporadici, da acquistare contestualmente al computer o quant’altro atto alla funzione qui richiesta;

  • agli oneri, non solo in termini di costi diretti, per l’apprendimento delle nuove applicazioni amministrative, tecniche e procedurali.

IL PROVVEDIMENTO

Sembra voler dare una risposta alle più sopra richiamate criticità, soprattutto in termini di costi, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 89757/2018, emesso il 30 aprile 2018 recante “Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere e per l’attuazione delle ulteriori disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 6bis e 6ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.”

Tale provvedimento, suddiviso in 12 punti in cui vengono fornite esatte definizioni ed istruzioni relative al contenuto ed alle modalità di predisposizione, trasmissione, recapito e controllo della fattura elettronica, riporta in allegato, oltre alle specifiche tecniche, interessanti motivazioni esplicative a supporto delle regole tecniche indicate.

Si ricorda al lettore che tanto il cedente/prestatore, quanto il cessionario/committente, possono trasmettere ovvero ricevere le fatture elettroniche al/dal SdI attraverso un intermediario che può essere anche un soggetto diverso da quelli individuati dall’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. A tal proposito si sottolinea che il provvedimento distingue fra intermediari ammessi alla trasmissione/ricezione delle fatture (punto 5.1), dagli intermediari delegabili, telematicamente od in via cartacea presso gli uffici dell’AE, per la consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati che, invece, devono rientrare tra quelli individuati dal D.P.R. 322/1998 , art. 3, comma 3.

Balza agli occhi del lettore il punto 8 del provvedimento citato, in cui è contenuta un’elencazione dei servizi che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli operatori passivi IVA e che, a parere di chi scrive, potrebbero risultare utili alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, non solo per “rendere il processo di fatturazione elettronica più semplice ed automatico” ma anche per arginare i costi di cui si diceva al paragrafo precedente.

Si tratta di servizi web accessibili mediante SPID, credenziali Fisconline/Entratel, ovvero tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS)e, più precisamente:

  • un software installabile su PC per la predisposizione della fattura elettronica;

‹ una procedura web e un’app (accessibile mediante credenziali Fisconline/Entratel) per la predisposizione e trasmissione al SdI della fattura elettronica direttamente o tramite intermediario;

‹ un servizio web di generazione di un codice a barre bidimensionale (QRCode), finalizzato all’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche IVA del cessionario/committente e del relativo “indirizzo telematico”;

‹ un servizio di registrazione mediante il quale il cessionario/committente, o per suo conto l’intermediario (di cui all’art. 3, comma 3, D.P.R. 322/1998) può indicare al SdI il canale e “l’indirizzo telematico” preferito per la ricezione dei file;

‹ un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso il SdI all’interno di un’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, file che resteranno disponibili per l’utente, ovvero suo intermediario (di cui all’art. 3, comma 3, D.P.R. 322/1998), sino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI;

‹ servizi web informativi, di assistenza, di sperimentazione del processo di fatturazione elettronica.

Sotto il profilo del trattamento dei dati acquisiti ed archiviati dall’Agenzia delle Entrate, nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, il provvedimento 89757/2018 precisa che “l’Agenzia delle Entrate non potrà consultare o elaborare i dai contenuti nei file della fattura elettronica trasmessa tramite SdI, se non limitatamente allo svolgimento delle funzioni istituzionali” e, di conseguenza, la consultazione ed acquisizione delle fatture sarà consentita unicamente al titolare dei dati, ovvero all’intermediario appositamente delegato. In caso di controlli, la Guardia di Finanza ovvero la stessa Agenzia, pur essendo già in possesso della documentazione, potrà consultare e trattare le fatture elettroniche e le note di variazione solo per il tramite degli operatori incaricati dei controlli, in base alle normative vigenti, e limitatamente allo svolgimento delle propri funzioni, nel rispetto non solo dei principi di liceità, trasparenza e correttezza, ma anche e, forse, soprattutto, dei principi di necessità, pertinenza e non eccedenza “solo dopo aver preventivamente formalizzato apposita comunicazione al contribuente … al fine – prosegue il provvedimento – di arrecare la minor turbativa possibile allo svolgimento delle attività, alle relazioni commerciali o professionali del contribuente”.

1 Legge, 27/12/2017 n° 205, pubblicata in G.U. il 29/12/2017

scarica la tabella riepilogativa in pdf

 

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