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L’allenamento ai tempi del Covid-19: parola agli esperti

sport-alimentazione-allenamento Nonostante la ritrovata possibilità di correre in spazi aperti grazie alla Fase 2, l’allenamento da casa resta la soluzione più semplice per tutti gli atleti. Soprattutto per i dilettanti. Abbiamo dato voce ad alcuni esperti per ascoltare i loro consigli e gestire al meglio questa situazione

Il ritorno alla normalità è ancora lontano. L’emergenza coronavirus ha bloccato tutto e tutti, calcio compreso. In attesa di capire cosa succederà, con i propri tesserati costretti tra le mura di casa, molte società si sono attrezzate per far fronte alla quarantena organizzando clinic e dando suggerimenti su come mantenersi in forma. Il periodo di “sosta forzata”, cominciato a inizio marzo, dal 4 maggio prevede la possibilità di allenarsi individualmente all’aria aperta: una corsetta e una pedalata in bicicletta, se fatte mantenendo le giuste distanze di sicurezza, sono nuovamente alla portata di tutti. Ma l’allenamento da casa o “home workout”, che impazza sul web (scarica il pdf per saperne di più), resta la soluzione più semplice per tutti gli atleti. Soprattutto per i dilettanti. A tal proposito abbiamo dato voce ad alcuni esperti per ascoltare i loro consigli e gestire al meglio questa situazione. 

“Allenarsi a casa e allenarsi al campo non sarà mai la stessa cosa – sottolinea Giuliano Giannichedda, 281 presenze in Serie A e oggi tecnico delle Rappresentative Under 19 e Under 18 Lnd -. Ma restare in movimento il più possibile è essenziale per ripartire bene quando tutto questo finirà. Dobbiamo tener presente che a livello tecnico si può fare ben poco stando in casa, a parte, chi ne ha la possibilità avendo più spazio a disposizione, qualche tocco con il pallone, qualche slalom tra birilli improvvisati o qualche palleggio”.

“Per allenare l’aspetto tecnico-tattico – prosegue Giannichedda – consiglierei quindi di inviare alcuni video da far guardare e analizzare ai ragazzi. Stando a casa credo sia uno dei modi migliori per lavorare su determinati aspetti del gioco, che poi andranno rivisti sul campo appena sarà possibile. Si può seguire un percorso, partendo dalle partite della propria squadra (se si hanno i video a disposizione, ndr) per poi passare alle azioni di gioco di altre squadre. Si analizzano gli errori fatti e le varie situazioni di gioco così da capire su cosa bisogna migliorare, sia a livello individuale che collettivo”. 

Il discorso è diverso per quanto concerne l’aspetto fisico-condizionale, sul quale si può lavorare molto di più anche se costretti tra quattro mura. E qui entra in gioco Vincenzo Pincolini, “guru” nel campo della preparazione atletica dall’alto delle sue esperienze con Milan e Nazionali azzurre. “Un atleta per mantenere il proprio stato di forma deve cercare di rispettare le sue abitudini – spiega – quindi se si allenava due volte a settimana dovrà cercare di fare altrettanto stando in casa o allenandosi da solo al parco. E dovrà avere un occhio sempre attento al peso che inevitabilmente tenderà a salire”.

“Agli allenamenti fatti in casa fra cyclette, tapis roulant, scalinate dei palazzi e circuiti di esercizi a terra – continua – gli adulti potranno aggiungere corse all’aperto di vario genere da alternare nelle diverse sedute: corsa a ritmo continuo tra i 20 e i 40 minuti, 800-1.000 metri con qualche minuto di recupero fra una e l’altra serie, 80-100 metri in progressione e scatti di 10, 20 e 30 metri per tenere allenata la capacità di accelerazione. Le intensità e i carichi, naturalmente, dovranno essere calcolati in rapporto alla propria abitudine e al proprio livello di condizione. Stretching, addominali, mobilità articolare ed esercizi quali skip, balzi o saltelli potranno completare le sedute di allenamento”.

Ai ragazzi, invece, consiglio di lavorare sulla tecnica – conclude Pincolini -. Dal palleggio a tutti gli esercizi di abilità con il pallone, anche quelli che normalmente si ritengono meno importanti per le partite. E cercate di utilizzare in modo più intenso il piede meno abile. Farsi trovare pronti quando potremo tornare in campo è la nostra missione”.

Sul fronte prevenzione infortuni, tema molto delicato quando si parla di allenamenti individuale senza supervisione, parola infine a Mattia Toffolutti, preparatore atletico delle Rappresentative giovanili Lnd che in passato ha lavorato anche con Cesena e Cagliari in Serie A. “Bisogna considerare tante variabili. A volte si guarda a un atleta come fosse qualcosa di meccanico: accendi la luce, spegni la luce. Non è così. Ci sono diversi studi che sostengono come ripartire in casi del genere possa portare a un incremento degli infortuni. Penso ad esempio a quanto accadde in NFL quando iniziarono la stagione dopo un lungo lockout con una preparazione di soli 17 giorni, e ci fu un incremento rilevante di infortuni al tendine d’Achille (il riferimento è a uno studio condotto sulla stagione 2011 e pubblicato sul Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy, ndr)”.

“Il ragazzo che ha avuto modo di tenersi attivo e sarà andato a correre durante la cosiddetta Fase 2 avrà un bel vantaggio, chi invece non avrà avuto modo di lavorare da questo punto di vista potrà risentirne – sottolinea Toffolutti -. Poi è chiaro che i giovani potranno rispondere più velocemente avendo un fisico meno logorato, mentre un trentenne avrà tempi più lunghi”.

 

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Come prevenire gli infortuni quando ci si allena a casa: scarica la scheda in formato pdf da tenere sempre a portata di mano

 

 

 

 

 

 

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