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Regola 4 – L’equipaggiamento dei calciatori

Non solo maglia e pantaloncini: tutti gli aspetti ai quali società e calciatori devono prestare massima attenzione 

L’equipaggiamento dei calciatori può sostanzialmente essere suddiviso in tre categorie: equipaggiamento obbligatorio, equipaggiamento opzionale/consentito e un equipaggiamento non autorizzato/vietato. L’equipaggiamento obbligatorio prevede espressamente che i calciatori debbano indossare una maglia con maniche, dei calzoncini, dei calzettoni, dei parastinchi (di materiale idoneo a garantire la protezione e sempre coperti dai calzettoni) e delle scarpe, mentre solo ai portieri è consentito l’utilizzo di pantaloni di una tuta. Una precisazione importante del regolamento in merito all’equipaggiamento obbligatorio riguarda i calzettoni: la circolare n. 1 del 2016, infatti, vista la “moda” o necessità di alcuni calciatori di indossare ulteriori calzini alla caviglia, ha chiarito che non solo il nastro adesivo, ma qualsiasi altro “materiale” debba essere dello stesso colore del calzettone che copre.

Le due squadre devono indossare colori che le distinguano una dall’altra e dagli ufficiali di gara, e i portieri devono distinguersi sia dagli altri calciatori che dagli ufficiali di gara. Nel caso eccezionale in cui i due portieri abbiano la maglia dello stesso colore e non possano sostituirla, è consentito che si dia ugualmente inizio alla gara. Per le società appartenenti alle Leghe Nazionali Professionisti di Serie A, Serie B e della Lega Italiana Calcio Professionistico, il regolamento prevede che i calciatori debbano indossare, per tutta la durata della stagione sportiva, una maglia recante sempre lo stesso numero e la maglia deve essere personalizzata con il cognome del calciatore che la indossa.

Per le società appartenenti alla Lnd e al Sgs i calciatori devono indossare maglie recanti sul dorso una numerazione progressiva da 1 a 11, dove il numero 1 è sempre il portiere. Dal numero 12 in poi saranno invece indossate le maglie dei calciatori di riserva, ma è doveroso precisare che, l’eventuale mancanza dei numeri sulle maglie dei calciatori (titolari o di riserva), non può provocare l’inibizione a partecipare alla gara. L’unico calciatore al quale è richiesto di indossare un segno distintivo è il capitano, al quale è imposto di portare una fascia sul braccio di colore diverso da quello della maglia e sulla quale potranno essere apposti loghi, scritte o disegni riconducibili alla società o al campionato, purché autorizzati dalla Lega competente. Nel caso in cui le divise dei calciatori delle due squadre siano tra loro confondibili, l’arbitro dovrà farle cambiare rispettando le disposizioni dell’organizzatore della competizione: per le gare organizzate dalle Leghe Professionisti, di norma è obbligo della squadra ospitata (squadra “in trasferta”) provvedere alla sostituzione delle maglie, mentre per le gare della Lnd o del Sgs l’incombenza grava sulla squadra ospitante (squadra “di casa”).

Per equipaggiamento opzionale, il regolamento si riferisce a quello invernale, a quello protettivo, alla possibilità di indossare un copricapo e ai sistemi elettronici di monitoraggio e rilevamento della performance.

Soprattutto nelle stagioni più fredde, capita di sovente che i calciatori indossino delle sottomaglie o degli scaldamuscoli/calzamaglie. L’utilizzo di tali indumenti è consentito solo nel caso in cui il colore delle sottomaglie sia uguale al colore principale delle maniche della maglia e il colore degli scaldamuscoli sia corrispondente a quello principale dei calzoncini o alla parte inferiore di questi.

L’equipaggiamento dei calciatori
(Clicca sull’immagine per ingrandire)

L’equipaggiamento protettivo dei calciatori, rappresentato prevalentemente da caschi, maschere facciali, ginocchiere, protettori del braccio, cappellini per il portiere e occhiali per lo sport, è consentito purché siano costruiti in materiale soffice, leggero, imbottito e non costituiscano in alcun modo pericolo.

Per risolvere la problematica insorta in particolare nel calcio femminile, laddove per motivi di appartenenza a un credo religioso le giocatrici non possono lasciare scoperte parti del corpo, compreso il capo, la regola 4 affronta anche l’esigenza dell’utilizzo di un copricapo. Tale indumento, conforme all’aspetto professionale dell’equipaggiamento del calciatore, è ora ammesso con alcune restrizioni; si stabilisce, infatti, che questo debba essere di colore nero o dello stesso colore predominante della maglia (a condizione che tutti i calciatori della stessa squadra li indossino del medesimo colore), non debba essere unito alla maglia, non debba costituire in alcun modo pericolo per chi lo indossa o per qualsiasi altro calciatore e non deve avere alcuna parte che protenda fuori dalla superficie.

Previo consenso della Federazione o dell’organizzatore della competizione, in alcuni casi, per ora del tutto eccezionali, sono ammessi come equipaggiamento opzionale, dei sistemi elettronici di monitoraggio e rilevamento delle performance dei calciatori durante la gara (EPTS). Tali sistemi, laddove autorizzati, non devono costituire in alcun modo pericolo e, per il loro utilizzo, i dati e le informazioni trasmesse dalle apparecchiature non possono essere ricevuti o consultati nell’area tecnica durante la gara.

Ogni indumento o accessorio indossato dai calciatori che possa in un qualche modo arrecare pericolo all’incolumità degli stessi, viene invece qualificato dal regolamento come equipaggiamento non autorizzato; tra questi rientrano, ovviamente, tutti i tipi di accessori di gioielleria o bigiotteria (collane, anelli, braccialetti, orecchini, strisce di cuoio ecc.) e non è ammesso coprirli con nastro adesivo o cerotti. Rientrano nella stessa categoria, tutti gli slogan, scritte o immagini di natura politica, religiosa o personale apposti sulla divisa o esibiti dai calciatori su indumenti indossati sotto l’equipaggiamento obbligatorio.

L’equipaggiamento dei calciatori titolari deve essere controllato dall’arbitro prima dell’inizio della gara, mentre quello dei calciatori di riserva deve essere controllato prima del loro ingresso. Tuttavia il regolamento ha precisato le sanzioni alle quali i calciatori sono soggetti in caso di infrazioni alle predette disposizioni. In particolare si stabilisce che, nel caso in cui un calciatore stia indossando o usando un equipaggiamento non autorizzato e/o pericoloso, l’arbitro, senza interrompere il gioco, deve ordinare al calciatore di toglierlo o uscire dal terreno di gioco per regolarizzare il suo equipaggiamento. Al calciatore è concesso uscire dal terreno di gioco per regolarizzare il proprio equipaggiamento anche alla prima interruzione nel caso non abbia già precedentemente provveduto. Il calciatore uscito dal terreno di gioco per regolarizzare o cambiare il suo equipaggiamento, prima di rientrare, anche a gioco in svolgimento, deve farsi controllare da uno degli ufficiali di gara e attendere l’autorizzazione dell’arbitro. è prevista la sanzione disciplinare dell’ammonizione sia nel caso in cui il calciatore si rifiuti di uscire dal terreno di gioco per regolarizzare l’equipaggiamento, sia nel caso in cui rientri sul terreno stesso, dopo aver regolarizzato l’equipaggiamento, ma senza l’autorizzazione dell’arbitro. Unica deroga a quanto appena stabilito, è prevista nel caso in cui un calciatore perda una scarpa o un parastinchi; in tale caso è ammesso, infatti, che il calciatore continui a partecipare al gioco (potendo segnare anche una rete) ma dovrà rimpiazzarli appena possibile o, al massimo, alla prima interruzione di gioco.

Curiosità > NUMERI DA FANTASISTI

IVAN ZAMORANO
L’attaccante cileno fu uno dei più grandi attaccanti degli anni ’90. Quando arrivò a Milano nel 1996 i numeri 9 e 10 erano occupati da due “mostri” quali Ronaldo e Baggio, quindi dovette ricorrere a un piccolo trucco… matematico per permettergli di indossare il numero 9 che tanto desiderava. Ecco spiegato quel 18 che in realtà era 1 + 8 = 9.  

DAVID BECKHAM
Da sempre con il 7 sulle spalle, nel 2003 David Beckham passò al Real Madrid dove questo numero era già opzionato da Raul, vera e propria istituzione sportiva cittadina. Il campione inglese scelse allora di indossare la maglia numero 23. Il motivo? Beckham era da sempre un ammiratore di Michael Jordan.

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