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Regola 1 – Il terreno di gioco

La prima regola è dedicata agli aspetti tecnici che il rettangolo verde deve rispettare per consentire alle squadre di scendere in campo

Il gioco del calcio è lo sport più praticato e amato al mondo, talmente amato che ovunque esistono persone che rappresentano veri e propri “almanacchi viventi” di questo sport. Alcuni appassionati ricordano date, statistiche, nomi, aneddoti e curiosità legate all’universo  del pallone, ma la domanda che dovrebbero porsi in primis tutti coloro che seguono con passione il calcio è sempre la stessa: siamo certi di conoscere veramente il suo regolamento? Già, perché prima di commentare, giudicare e ovviamente praticare qualsiasi sport bisognerebbe conoscerne le regole, le basi del gioco prima ancora che i colori delle maglie o i nomi dei campioni.

Il Regolamento del Giuoco del Calcio rappresenta la fedele e attenta traduzione del testo originario, “Laws of the game”, inizialmente redatto dall’Ifab (International Football Association Board) e aggiornato annualmente dallo stesso organo che oggi è composto da quattro membri nominati dalla Fifa e quattro designati dalle federazioni calcistiche di Scozia, Galles, Inghilterra ed Irlanda del Nord.

Il Regolamento del Giuoco del Calcio, tradotto nella versione italiana dal settore tecnico dell’Aia (Associazione Italiana Arbitri) e approvato dall’Ifab, si compone di diciassette regole alle quali si aggiungono le domande di casistica stilate direttamente dall’Aia e le decisioni ufficiali della Figc sul territorio nazionale.

Proprio quest’anno il regolamento ha subito importanti modifiche che hanno riguardato quasi tutte le regole di cui è composto; cominciamo quindi ad addentrarci nel dettaglio, partendo dal principio, ovvero dalla struttura del rettangolo verde teatro dell’azione.

> LE 17 REGOLE

REGOLA 1: Il terreno di gioco

REGOLA 2: Il pallone

REGOLA 3: I calciatori

REGOLA 4: L’equipaggiamento dei calciatori

REGOLA 5: L’arbitro

REGOLA 6Gli altri ufficiali di gara

REGOLA 7La durata della gara

REGOLA 8: L’inizio e la ripresa del gioco

REGOLA 9: Il pallone in gioco e non in gioco

REGOLA 10: L’esito di una gara

REGOLA 11: Fuorigioco

REGOLA 12: 
Falli e scorrettezze

REGOLA 13: I calci di punizione

REGOLA 14: Il calcio di rigore

REGOLA 15: La rimessa dalla linea laterale

REGOLA 16: Il calcio di rinvio

REGOLA 17: Il calcio d’angolo

 

Regola 1: Il terreno di gioco

La prima regola è dedicata al terreno di gioco, definendone in dettaglio ogni singola componente, le misure, le particolarità e i casi di impraticabilità. Sembrerà banale, ma la superficie del terreno di gioco deve essere totalmente di erba naturale oppure, ove il regolamento della competizione lo consente, totalmente artificiale o una combinazione di materiali naturali e artificiali (sistema ibrido), ma sempre di colore verde.

La forma deve essere rettangolare e la segnatura deve essere effettuata mediante gesso con linee continue che devono avere la stessa larghezza compresa tra i 10 e i 12 cm. Solo in caso di neve è ammesso che il terreno di gioco sia segnato con polvere di carbone o altro materiale visibile mentre con pioggia, se necessario, con segatura. Le linee che delimitano i lati più lunghi del terreno sono denominate “linee laterali” mentre quelle che delimitano i lati più corti sono le “linee di porta”. La “linea mediana” suddivide il terreno di gioco in due metà congiungendo il punto medio delle due linee laterali ed al suo centro è segnato il punto centrale del terreno di gioco attorno al quale è segnata una circonferenza di 9,15 m di raggio.

Una particolarità regolamentare poco nota riguarda il caso in cui un calciatore tracci segni non autorizzati sul terreno di gioco; questi, infatti, deve essere ammonito per comportamento antisportivo e se ciò avviene durante la gara, l’ammonizione verrà comminata alla prima interruzione di gioco.

Quanto alle dimensioni, nel ricordare che le linee laterali devono essere più lunghe delle linee di porta, si precisa che la lunghezza delle linee laterali varia da un minimo di 90 m a un massimo di 120 m, mentre le linee di porta da un minimo di 45m a un massimo di 90 m. Per le gare internazionali le misure variano da un minimo di 100 m a un massimo di 110 m per le linee laterali e da un minimo di 64 m a un massimo di 75 m per quelle di porta.

Partendo dalle linee di porta sono tracciate due aree di gioco: la prima, più piccola e denominata “area di porta”, si compone di due linee di 5,50 m perpendicolari alla linea di porta, ciascuna posta a 5,50 m dall’interno di ciascun palo della porta e congiunte tra loro da una linea parallela alla linea di porta. La seconda, denominata “area di rigore”, comprende la prima ed è formata da due linee tra loro parallele e perpendicolari alla linea di porta di 16,50 m ciascuna. In posizione equidistante dai pali e a una distanza di 11m dalla linea di porta (cioè esattamente due volte la distanza tra la linea di porta e la linea dell’area di porta parallela alla linea di porta) è segnato il punto del calcio di rigore mentre dal centro di tale punto, con un raggio di 9,15 m deve essere segnato un arco di circonferenza all’esterno dell’area di rigore. Quest’arco di circonferenza ha la funzione di delimitare la distanza minima alla quale devono trovarsi tutti i giocatori in occasione di un calcio di rigore a esclusione di colui che si incarica dell’effettuazione.

Le bandierine, obbligatorie per l’inizio e il proseguo della gara, devono essere alte almeno 1,50 m, non devono essere appuntite in alto e da quest’anno possono contenere nei loro drappi la riproduzione dei loghi o emblemi delle Federazioni nazionali o degli organizzatori della competizione. La mancanza anche solo di una bandierina o l’impossibilità di una sua sostituzione a seguito di rottura, determina l’impossibilità di iniziare o proseguire la gara. L’area tecnica si riferisce a quella zona esterna al terreno di gioco e delimitata da idonea segnatura nella quale viene data la possibilità a un componente alla volta della panchina di potersi muovere per dare istruzioni tattiche. L’area deve estendersi lateralmente solo un metro oltre le panchine e in avanti fino a un metro dalla linea laterale.

Le porte consistono in due pali verticali fissi posti a uguale distanza dalle bandierine e a 7,32 m tra loro, congiunti alla sommità da una barra orizzontale (traversa) che nel suo bordo inferiore deve essere a 2,44 m dal suolo. I pali e la traversa, obbligatoriamente di colore bianco e del diametro massimo di 12 cm, possono essere di forma quadrata, rettangolare, circolare o ellittica, ma non devono costituire pericolo. Come per le bandierine, la rottura di una porta comporta la sospensione della partita fino a quando la stessa non sarà riparata ed in caso di impossibilità della riparazione, la sospensione definitiva. Nelle gare ufficiali, dietro alle porte, devono essere appese le reti, le quali possono essere di canapa, juta o nylon e devono essere appese ai sostegni in modo che siano distanti, nella parte superiore, almeno 50 cm dalla traversa e, nella parte inferiore, almeno 1,50 m dalla linea di porta.

Le riserve in merito alla regolarità del terreno di gioco o di qualsiasi altra sua particolarità possono essere presentate dal capitano di una squadra, anche se ritardataria. Pare opportuno distinguere le riserve presentate prima dell’inizio della gara da quelle presentate nel corso della partita. Quanto alle prime, infatti, il capitano può presentare riserve scritte che l’arbitro allegherà sul proprio referto di gara. A seguito di tali riserve, l’arbitro provvederà alle opportune verifiche e qualora le irregolarità non possano essere sanate entro un termine che ritiene idoneo per la possibilità di portare a termine la gara, questa non avrà inizio. Le riserve presentate nel corso della gara, invece, possono essere espresse sempre dal capitano solo verbalmente e l’arbitro, alla presenza dell’altro capitano, si comporterà come nel caso precedente. Qualora le riserve verbali riguardino irregolarità già esistenti prima dell’inizio della gara, l’arbitro ne farà menzione sul referto di gara senza provvedere ad alcuna verifica.

 

Focus Su > LA TECNOLOGIA SCENDE IN CAMPO

Da quest’anno la regola 1 definisce anche la tecnologia sulla linea di porta (GLT), attualmente utilizzata in Italia solo per il campionato di Serie A. Si precisa solamente che i sistemi di Goal Line Technology possono essere utilizzati esclusivamente per determinare la segnatura o meno di una rete a supporto della decisione dell’arbitro. L’indicazione della segnatura di una rete viene confermata automaticamente ed entro un secondo agli ufficiali di gara mediante un segnale visivo e una vibrazione all’orologio.

> IMPRATICABILITÀ DEL TERRENO
E MODALITÀ DI VERIFICA

Ferma restando l’esclusiva competenza dell’arbitro circa il giudizio sull’impraticabilità del terreno di gioco, le cause che la determinano si riassumono nei seguenti casi: a) neve o fango: quando l’entità è tale da non consentire il rimbalzo del pallone e ai calciatori di giocarlo regolarmente; b) ghiaccio: quando, in più zone del terreno di gioco, vi sono strati di ghiaccio o neve ghiacciata che costituiscono pericolo; c) pioggia o allagamenti: quando il pallone non rimbalza, galleggia in più zone o le diffuse pozzanghere non consentono un’idonea segnatura dello stesso; d) vento: quando la sua intensità non permette al pallone di rimanere fermo nelle riprese di gioco; e) insufficiente visibilità per nebbia o sopraggiunta oscurità: quando l’arbitro non è in grado di vedere, da una porta, la totalità del terreno compresa la porta opposta. L’accertamento dell’impraticabilità viene eseguito dall’arbitro all’orario previsto per l’inizio della gara e alla presenza dei due capitani, ma dopo aver identificato tutti i calciatori presenti nei prescritti elenchi. Qualora l’arbitro ritenga che l’impraticabilità sia di carattere temporaneo, inviterà le squadre a tenersi a disposizione per il tempo che riterrà opportuno, mentre in caso di impedimenti non rimediabili decreterà la sospensione definitiva dell’incontro e se l’impraticabilità fosse ritenuta irrimediabile entro l’ora fissata per l’inizio della gara, l’arbitro potrà anche prescindere dall’identificazione dei calciatori delle due squadre.

 

> Identikit dell’autore: Filippo Merchiori

Avvocato del Foro di Ferrara ed ex arbitro della CAN- B per cinque stagioni sportive fino al 30 giugno 2015, ad oggi ricopre il ruolo di Componente della Commissione Regionale Arbitri per l’Emilia Romagna al suo secondo incarico consecutivo

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