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L’ansia nella pratica sportiva

Come prevenire, come gestire, come superare e come trasformare tensione e stress in una riserva importante di energia psico-fisica a disposizione dei nostri calciatori

L’importanza del risultato, l’impegno profuso (mesi e mesi di allenamento), la frustrazione derivante da una sconfitta, una prestazione al di sotto degli standard, il timore di un avversario, la valutazione dell’allenatore, la presenza del pubblico (ad es. genitori o amici), il desiderio di vincere, la paura di perdere (Nikefobia, si veda in n.148 di “Calcio Illustrato”, gennaio 2014) o di infortunarsi, sono alcuni dei fattori che possono innalzare il livello di stress negli atleti. La prevenzione ed il trattamento dell’ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport.
L’ansia pre-agonistica è legata all’imminenza di una prestazione particolarmente impegnativa e temuta, ma a volte lo stato ansioso può estendersi anche ad altre situazioni, sportive ed extra-sportive, apparendo talvolta obiettivamente immotivata.
Esistono delle tecniche di gestione dell’ansia pre-agonistica come ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi in maniera autonoma.
Lo stato di stress si verifica quando gli atleti intuiscono che c’è uno squilibrio tra quello che è chiesto loro di fare (sfida) e quello che invece essi sentono di essere capaci di fare (livello di abilità). Anche l’allenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo – attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare anche il livello di attivazione dell’allenatore per permettergli una conduzione accurata ed equilibrata durante la gara. Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica e la ristrutturazione cognitiva.
Lo sport è emozione e spesso l’atleta è chiamato a gestire in maniera ottimale le proprie emozioni per raggiungere la propria prestazione ideale. E’ importantissimo poter controllare prontamente le proprie tensioni fisiche e mentali. E’ fondamentale saper gestire le proprie paure e l’ansia (si pensi soprattutto a quella del pre-gara). E’ spesso cruciale riuscire a canalizzare la grande tensione emotiva durante una competizione o nel momento di una bruciante sconfitta. Il fattore determinante è come si percepiscono le manifestazioni di stress e di ansia e come si indirizza questo tipo di attivazione ed energia.
Lo stress, infatti, quando ben gestito, può essere un’ottima fonte di energia psico-fisica e di stimolo per un miglioramento continuo.
Varie procedure o approcci possono essere utilizzati per gestire le situazioni d’ansia, di stress o di dolore: molte di esse, soprattutto nello sport, si basano ampliamente sulle cosiddette tecniche di rilassamento che consentono all’atleta di prendere consapevolezza anche delle tensioni di tipo muscolare (a riposo o in attività). Nel protocollo del Metodo 2 T infatti una delle tecniche più usate per questo tipo di abilità è quella dell’Imagey che dovrebbe condurre nell’organismo allo stato omeostatico di benessere psico-fisico (vedi Box “L’omeostasi”).

GESTIRE LO STRESS
Le metodologie utilizzabili sono diverse. Si può passare dai metodi fisiologici di rilasciamento muscolare (ad esempio la tecnica di rilassamento muscolare progressivo di Jacobson), ai metodi psicoterapeutici (come quelli del Training Autogeno di Schultz) fino a quelli di respirazione creativa (colori, luci, odori). Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa.
Alle volte capita che un atleta si percepisca senza forze, scarico o fiacco. Questo stato psico-fisico può essere particolarmente svantaggioso per un atleta che si appresta a compiere la sua performance o partecipare ad una gara. L’Arousal o stato di Attivazione (vedi Box “L’Arousal”) viene considerato come una funzione che permette l’accesso alle risorse energetiche dell’organismo per predisporlo in maniera ottimale all’azione. L’attivazione psico-fisiologica dell’organismo, ossia questa capacità di essere pronti all’azione, è una questione di energia fisica e mentale assieme: si tratta di vigore, forza, vitalità e prontezza. L’energia fisica influenza quella psichica e viceversa; attivandosi, corpo e mente si allineano, entrano in sintonia.
Tenuto conto della soggettività di ogni atleta, per affrontare adeguatamente una prestazione sportiva è solitamente necessario incrementare il livello di attivazione dell’organismo; solo così è possibile ottenere la carica indispensabile per rendere al massimo.
Le diverse tecniche di attivazione e regolazione dell’Arousal consentono, in primo luogo, di definire i fattori situazionali e personali che influenzano l’attivazione, in secondo luogo, di identificare la propria “combinazione” ideale fisiologico-cognitiva-emotiva. Ogni atleta può quindi imparare ad autoregolare e modulare in maniera adeguata il livello di attivazione necessario per eseguire con il massimo profitto la propria performance motoria e sportiva.  Le abilità mentali degli atleti possono dunque essere allenate e migliorate attraverso il Mental Training, utilizzando delle tecniche molto concrete che mirano a sostenere l’atleta con il fine di migliorarne la prestazione.
Con questo non si intende affermare che le tecniche rappresentano una sorta di rito, una bacchetta magica che consente ad un atleta di diventare automaticamente un campione. Tutt’altro. Pensando ad esse pare opportuno ed interessante sottolinearne l’aspetto funzionale (un insieme di strumenti utili nel processo di crescita dell’atleta-uomo) e pragmatico (un insieme di validi aiuti per ottimizzare le proprie prestazioni sportive).
L’obiettivo non è quello di trasformare l’uomo in un campione-robot, ma di guardare ai bisogni dell’atleta, alle sue aspettative, alle motivazioni, alle sue necessità specifiche. L’uomo, in quanto atleta, è al centro. E’ al centro con le sue unicità, peculiarità, risorse creative e il suo bisogno di essere messo nelle condizioni di esprimerle. Un’aumentata conoscenza di se stessi, un più marcato senso di autostima e la piena espressione delle proprie capacità sono cose che si susseguono.  Anche il fatto di praticare il proprio sport può alla fine portare alla realizzazione delle proprie potenzialità in tutti i campi della vita.
Una massima della tradizione dei samurai dice che “un uomo che ha raggiunto la padronanza di una qualsiasi arte, la manifesta in ogni suo gesto”. Il fatto che qualcuno sia competente significa proprio che sa fare qualcosa e noi, ci accorgiamo di questo, osservando i suoi gesti, i suoi comportamenti. Ogni comportamento, in quanto tale, è fatto di azioni concrete che possiamo migliorare, sperimentare ed allenare.

FOCUS SU > L’omeostasi
L’omeostasi (dal greco ομï_ο-στïÎσις, stessa fissità), è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale stato di equilibrio deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori.
Secondo lo psicologo svizzero J. Piaget, l’adattamento è un equilibrio tra individuo-ambiente che si ottiene mediante meccanismi omeostatici, attraverso i processi dell’assimilazione (incorporazione nei propri schemi mentali degli apporti ambientali) e dell’accomodamento (modificazione del comportamento sulla base delle richieste dell’ambiente).

FOCUS SU > L’arousal
In psicologia fisiologica l’Arousal (dall’inglese eccitazione, risveglio) è una condizione temporanea del sistema nervoso, in risposta ad uno stimolo significativo e di intensità variabile, di un generale stato di eccitazione, caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione agli stimoli esterni.
L’Arousal è presente negli animali e nell’uomo, ad esempio durante i momenti dove vengono richieste maggiori prestazioni psicofisiche di abilità come, ad esempio, una verifica, un esame, una competizione agonistica, l’attacco a una preda o durante una sfida, ma anche durante l’attività sessuale.
Durante l’Arousal viene coinvolto sia il sistema nervoso centrale che il periferico e vegetativo, con conseguente aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, al fine di generare in tutto il corpo una condizione generale di maggiore allerta sensoriale, mobilità e prontezza di riflessi.

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