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L’autoarbitraggio “visto” da Pizzul

Il Settore giovanile e scolastico del Friuli Venezia Giulia ha ideato e prodotto un video che illustra principi, finalità e modalità esecutive dell’autoarbitraggio che, come ormai noto, è la modalità di gestione delle partite di calcio introdotta dalla Figc per i Pulcini (8-10 anni), dove è obbligatoria, e per gli Esordienti (10-12 anni), dove è invece facoltativa. L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione del vademecum “L’autoarbitraggio: istruzioni per l’uso” (fatto anche proprio dal Settore nazionale) e si pone come obiettivo di offrire un ulteriore contributo, stavolta attraverso un tutorial video, ad allenatori, dirigenti e genitori sulla corretta applicazione dell’autoarbitraggio, secondo gli intendimenti del Sgs della Figc

Già a partire dal 2012, allineandosi alle direttive federali, il Sgs del Friuli Venezia Giulia si è adoperato per divulgare l’introduzione dell’autoarbitraggio e lo ha fatto attraverso una serie di incontri informativi tenuti ognuna delle sei Delegazioni periferiche a cui hanno partecipato tecnici, dirigenti e genitori. Il tutto, per agevolare la diffusione e la comprensione di questa introduzione che permette ai bambini di rinforzare le conoscenze sul calcio e sulla regolamentazione del gioco, essendo quindi parte integrante di un contesto di apprendimento. Il video illustra le finalità dell’autoarbitraggio e sottolinea le mansioni e le peculiarità del dirigente arbitro, figura di riferimento per i Pulcini che deve garantire: 

a) la sicurezza per i giocatori;

b) le pari opportunità di gioco; 

c) la continuità del gioco;

d) il piacere di giocare. 

Quattro capisaldi da non tradire, oltre alle altre importanti numerose mansioni tutte richiamate nel corso del video.

L’autoarbitraggio si pone come principali finalità:

a) l’auto-organizzazione; 

b) la presa di coscienza del regolamento del gioco; 

c) la formazione di un clima positivo; 

d) l’educazione e l’insegnamento attraverso il gioco.

Autori e ideatori del video Giovanni Messina, Stefano Florit e Maurizio Zorba, mentre Bruno Pizzul, la più famosa voce del giornalismo sportivo italiano, con la solita squisita e incondizionata disponibilità si è offerto quale voce narrante del tutorial. Le riprese video e il montaggio sono state effettuate da Luca Zaro e Roberto Romani, coordinate da Stefano Florit e realizzate presso le strutture e con la partecipazione dei tesserati del’Asd SS. Sangiorgina di San Giorno di Nogaro (UD), centro pilota del Sgs Friuli Venezia Giulia

Lo scorso settembre, in occasione delle riunioni presso le Delegazioni provinciali e distrettuali del CR del Friuli Venezia Giulia, il dvd di questo video è stato consegnato gratuitamente a tutte le società di calcio che operano nell’Attività di Base.  

Il video del CR Friuli-Venezia Giulia

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L’autoarbitraggio secondo Gianni Rivera

“Osservando i bambini mentre giocano da soli si nota come difficilmente si creino problemi legati all’arbitraggio, che arrivano invece quando c’è di mezzo un adulto. Poi è una forma di autonomia che permette loro di crescere, di rispettare l’avversario e sviluppare punti di vista differenti. Infine, la necessità di prendere decisioni in prima persona può aiutare il bambino a comprendere la difficoltà del mestiere dell’arbitro […]”. (Torino, 3 ottobre 2011)

“Per avere un calcio dei ‘grandi’ più responsabile, più educato, con meno tensioni in campo, non ci sono alternative: bisogna cominciare a lavorare su quelli che saranno i giocatori, i tifosi e magari anche i giornalisti di domani. Responsabilizzarli, insegnare loro bene le regole, far capire quanto  sia difficile decidere in una frazione di secondo. Ecco, allora: i Pulcini si arbitrano da soli. Discutono e decidono. […] abituarli ad autogestirsi le partite. […] Avremo persone migliori. E un calcio più bello”. (La Stampa, 9 ottobre 2011)

“Noi speriamo che la gente si organizzi e lavori in un certo senso, parlo di tutti i tecnici e dei genitori, per far sì che i bambini si divertano: il primo scopo di questa norma. Speriamo si capisca che è un fatto di cultura e di etica. […] Se bambini e bambine si divertono di più, se si alleggerisce il clima delle loro partite, si fa qualcosa di positivo. E così i ragazzi imparano che le regole vanno conosciute e rispettate”. (Gazzetta dello Sport, 13 ottobre 2011)

           

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