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Le attività di controllo fiscale

Ci si è avvalsi di fiumi di inchiostro per illustrare gli adempimenti in materia tributaria a cui soggiacciono le Società ed Associazioni sportive dilettantistiche ed altri ancora dovranno essere utilizzati per poter comprendere, al fine, correttamente la volontà del legislatore, in quel groviglio di norme fiscali che regolamentano tributariamente l’attività sportiva dilettantistica, onde consentire ai soggetti passivi delle varie imposte la loro precisa applicazione.

Considerata la complessità del regime tributario vigente, con l’emanazione della Legge 27.7.2000 n.212 (cosiddetto “Statuto del contribuente”) il legislatore ha dettato le disposizioni a tutela del cittadino nei confronti dell’amministrazione finanziaria dello Stato nell’esecuzione della propria attività accertativa della corretta esecuzione degli adempimenti fiscali da parte dello stesso contribuente e, perciò, diretta alla individuazione dell’imponibile ed alla liquidazione delle imposte.

Oltre alla necessità di semplificazione della normativa, le disposizioni contenute nello Statuto del contribuente prevedono che l’amministrazione finanziaria deve attivarsi a mezzo di circolari, risoluzioni e quant’altro utile e necessario per consentire al cittadino una completa ed agevole conoscenza delle leggi tributarie.

Nella richiamata Legge 212/2000 viene, tra l’altro, avvalorato che tutti i provvedimenti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati, cioè che in ciascun atto devono essere indicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno deliberato.

In particolare, in tutti  i provvedimenti amministrativi devono inderogabilmente essere indicati:

– l’ufficio che ha emanato l’atto nonché il responsabile del provvedimento;
– l’organo o l’autorità amministrativa a cui può essere presentata istanza per rendere annullabile/nullo in autotutela l’atto notificato;
– il termine e le modalità di impugnazione nonché l’istituzione presso la quale può essere presentato ricorso.

Oltre a ciò, è stato stabilito, ancorchè gli atti impugnabili abbiano natura tributaria, che il contribuente può ricorrere ai tribunali amministrativi regionali (T.A.R.), qualora sussistano violazioni delle regole di condotta da parte dell’amministrazione finanziaria.

La richiamata attività di controllo e verifica dell’amministrazione finanziaria dello Stato, è di competenza degli uffici a ciò preposti di:

– Agenzia delle Entrate;
– Guardia di finanza;
– Agenzia delle Dogane;
– Società Italiana Autori ed Editori (S.I.A.E.).

Nello svolgimento della propria attività istruttoria, l’amministrazione finanziaria generalmente ha poteri di tipo inquisitorio, che rendono possibile l’ingerenza anche nella sfera privata del cittadino al fine di ottenere informazioni ed elementi dimostrativi del credito erariale. Se non in casi particolari, specificatamente previsti dalla Legge, in tale fase gli uffici non sono obbligati a comunicare al contribuente che sono in corso delle indagini fiscali nei suoi confronti, anche se le norme vigenti a loro ascrivono il potere di invitare a comparire l’indagato.

Al fine di un preciso svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, i richiamati preposti uffici, oltre al citato invito di comparizione, possono:

– chiedere al contribuente l’esibizione di atti e documenti;
– inviare questionari per ottenere dati e notizie specifiche ai fini della propria attività accertatrice;
ottenere dagli enti istituzionali (escluso l’Istat) dati e notizie sui singoli contribuenti o per categoria di contribuenti;
chiedere sia agli istituti di credito sia allo stesso contribuente i rapporti tra loro intrattenuti;
chiedere ai contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili:
– relativamente all’attività d’impresa in un determinato periodo d’imposta, informazioni e documenti con specifico riferimento ai rapporti commerciali intrattenuti con i singoli clienti, fornitori e professionisti;
l’esibizione di scritture contabili, bilanci e rendiconti;
invitare qualsiasi altro soggetto, persona fisica o giuridica o ente, a trasmettere atti e documenti, anche in fotocopia, riguardanti determinati rapporti intercorsi con il soggetto indagato, producendo le relative spiegazioni;
effettuare accessi e verifiche. Con l’accesso è consentito agli uffici istituzionali preposti effettuare ispezioni documentali, in particolare su libri e registri contabili, anche con la ricerca e la verifica di ogni altro atto e documento nonché ogni altro tipo di indagine utile all’attività accertatrice.

Gli accessi possono avvenire presso:

– i locali dove viene svolta l’attività oggetto di indagine. In presenza di gravi indizi, l’accesso può avvenire anche presso il domicilio del titolare dell’attività, ovvero dei soci e degli amministratori, così come per le perquisizioni personali, previa autorizzazione della Procura della Repubblica. Tale autorizzazione si rende necessaria anche per l’apertura coattiva di borse, plichi sigillati, casseforti, mobili, ripostigli nonché per l’esame di documenti e la richiesta di notizie per le quali può essere eccepito il segreto professionale;
– enti pubblici, istituti di credito ed uffici postali, per la raccolta di informazioni allorquando si ritiene opportuno un intervento diretto perché le risposte ricevute appaiono incomplete ovvero all’ufficio non è pervenuto quanto richiesto.

Di tutte le operazioni di accesso va redatto un processo verbale di constatazione (P.V.C.).

Evidentemente le attività ed i poteri dell’amministrazione finanziaria dello Stato fin qui illustrati sono tesi a reprimere e contrastare l’eventuale comportamento del contribuente non conforme alle vigenti disposizioni in materia di imposte e tasse, il quale può essere allocato in una delle seguenti fattispecie comportamentali di:

– evasione, quando trattasi di occultamento di materia imponibile atta a determinare, anche in buona fede, una minore imposta, tassa o tributo in genere;
– elusione, quando in modo manifesto vengono posti in essere atti, o anche specifici comportamenti, con i quali viene esercitato un abuso delle norme cogenti.

Considerato quanto fin qui illustrato, cosa succede se arriva un controllo?

Innanzitutto, per quanto sopra visto, i controlli iniziano con quell’insieme di attività interne (richieste questionari, indagini finanziarie, questionari diretti al contribuente e/o a soggetti pubblici e privati), per poi, se del caso, proseguire con attività esterne, cioè con accessi e verifiche presso lo stesso contribuente od altri soggetti ad esso in qualche modo collegati per effetto dei rapporti intrattenuti a rilevanza fiscale, e concludersi o con l’archiviazione dell’indagine o con la notifica dell’avviso di accertamento che dovrà contenere, a pena  di nullità, oltre al nominativo del responsabile del procedimento e dell’ufficio a cui è preposto:

– i motivi che hanno indotto l’ufficio ad emettere l’avviso;
– i maggiori imponibili accertati, le relative aliquote percentuali applicate per ogni tipo di imposta e le relative sanzioni;
– le modalità e i termini di pagamento;
– l’organo giurisdizionale presso il quale è possibile ricorrere, posto che il contribuente non scelga di accettare quanto proposto dall’ufficio, ovvero, in alternativa, presentare istanza di accertamento con adesione o istanza di autotutela, con la quale ultima viene richiesto il riesame dell’atto che sia inficiato da errori sostanziali per cui si rende possibile la sua correzione ovvero la sua annullabilità da parte della stessa amministrazione finanziaria.

Nel caso di inattività da parte del soggetto accertato, l’ufficio provvederà all’iscrizione a ruolo delle maggiori imposte accertate, delle sanzioni e degli interessi.

Onde consentire agli uffici di eseguire compiutamente le proprie mansioni è necessario che il contribuente presti una fattiva collaborazione sia nella fase istruttoria (se richiesto) sia durante gli accessi. Ciò consentirà, tra l’altro, a ridurre sia i tempi di verifica sia i margini di errore da parte dei funzionari che eseguono l’ispezione.
Si ricorda che di eventuali comportamenti dolosi o colposi, le associazioni non riconosciute rispondono con il proprio fondo comune, solidalmente con chi ha agito in suo nome o per suo conto.

Focus Su > DIRITTI E DOVERI DEL CONTRIBUENTE

DIRITTI

– Conoscere le ragioni che hanno giustificato l’accesso, nonché l’oggetto della verifica e il periodo interessato al controllo
– Richiedere di essere assistito da un professionista abilitato alla difesa dinanzi alle commissioni tributarie
– Chiedere che l’attività di verifica venga effettuata durante il normale orario di lavoro
– Richiedere che l’esame della documentazione contabile e amministrativa prosegua presso l’ufficio dei verificatori o presso quello del professionista
– Richiedere che l’attività dei verificatori non interferisca con la propria attività economica, arrecando la minor turbativa possibile
– Far inserire le proprie osservazioni, rilievi, precisazioni nel processo verbale redatto dai verificatori
– Richiedere, consultare ed esaminare copia dei documenti acquisiti alla verifica (salvo l’adozione di idonee misure cautelative), oltre ad ottenere una ricevuta dettagliata di tutti i documenti eventualmente “prelevati”
– Rispetto da parte dei verificatori del segreto d’ufficio su tutti i dati, le notizie e gli elementi acquisiti durante le operazioni di verifica
– Durata massima della verifica di 30 giorni lavorativi prorogabile al massimo di altri 30
– Leggere, sottoscrivere e ricevere copia dei diversi processi verbali redatti durante le operazioni di verifica
– Ottenere notizia dalle banche della richiesta di estratti conto o notizie sui movimenti, effettuata dai verificatori
– Rivolgersi al Garante del contribuente se ritiene non sia stato rispettato l’art. 12 dello Statuto del Contribuente
– Comunicare all’ufficio impositore, entro 60 giorni dalla notifica del P.V.C., osservazioni e richieste e pretendere che l’avviso di accertamento non sia emesso prima di tale scadenza

DOVERI
– Consentire l’accesso dei verificatori in tutti i locali per i quali è autorizzato l’accesso
– Mettere a disposizione dei verificatori tutti i registri e le scritture contabili oltre alla documentazione
– Rispondere in modo chiaro e completo alle domande dei verificatori e non creare ostacoli alle operazioni di verifica
– Custodire senza modifiche o alterazioni la documentazione esaminata dai verificatori e relativa ai periodi interessati dal controllo
– Tenere durante le operazioni di verifica un comportamento caratterizzato dal principio di collaborazione e cooperazione con gli organi dell’amministrazione finanziaria

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