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Le collaborazioni sportive in ambito dilettantistico

A far tempo dall’1 gennaio 2016 è stato previsto legislativamente1 che la disciplina del rapporto di lavoro subordinato venga applicata anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi ed al luogo di lavoro, eccezion fatta2 per le collaborazioni rese ai fini istituzionali in favore delle:  Associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate ed agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, come individuati e disciplinati dal combinato disposto dell’art. 90 L. 27.12.2002, n. 289 con le disposizioni del Libro I, Titolo II, Capo II e III codice civile (ASD-SSD);

 Società sportive dilettantistiche lucrative (SSDL) ex comma 353 L. 27.12.2017 n. 205 (Legge di bilancio 2018).

E’ stato precisato3 che le prestazioni di cui ai richiamati (1) rapporti di collaborazione esclusivamente personali ed organizzati dal committente, una volta individuate dal Coni4 costituiscono dall’1 gennaio 2018 contratti di collaborazione coordinata e continuativa: vale a dire, quindi, che trattasi di attività collaborativa esclusivamente personale caratterizzata dal suo coordinamento da parte del committente, inserita in modo funzionale nell’organizzazione di quest’ultimo, a carattere continuativo e completamente priva di autonomia da parte del suo esecutore e, perciò, quest’ultimo assimilabile alla figura del prestatore di lavoro subordinato che, così come enunciato nelle disposizioni codicistiche5, va inteso come il soggetto che si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’attività del committente prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze di costui e sotto la sua direzione.

E’ appena il caso di ricordare l’ulteriore norma, sempre contenuta nello stesso codice civile6, che distingue i prestatori di lavoro subordinato in dirigenti, quadri, impiegati ed operai e che leggi speciali possono determinare quali debbano essere i requisiti di appartenenza ad una di dette categorie in relazione alla particolare struttura produttiva del committente.

Di converso, si definisce per Legge o per consolidate fonti di prassi amministrativa genericamente quali collaborazioni continuative quei rapporti non regolati da un contratto di lavoro subordinato e che, comunque, si caratterizzano in quanto rapporti:

  • unitari e continuativi nel tempo, cioè non limitati ad uno o più affari definiti, per l’esercizio di attività sia intellettuali che operative con esclusione di quelle meramente esecutive o ripetitive;

  • svolti senza l’impiego di mezzi organizzati dal collaboratore ma con il suo inserimento funzionale nell’organizzazione del committente;

  • svolti in assenza di vincolo di subordinazione nei confronti del committente al quale, comunque, è possibile riconoscere la facoltà di conferire regole di massima per le modalità di esecuzione della prestazione;

  • periodicamente remunerati anche con cadenza prestabilita.

COLLABORAZIONI SPORTIVE

Le collaborazioni vengono qualificate sportivo-dilettantistiche qualora l’attività7:

  • oggettivamente, è diretta alla formazione, alla didattica, alla preparazione ed alla assistenza dell’attività sportiva dilettantistica ma non necessariamente collegata direttamente ad un evento sportivo8;

  • soggettivamente, è svolta da operatori che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva. Trattasi degli atleti dilettanti, degli allenatori, dei giudici di gara e dei commissari di gara, i quali ultimi devono visionare e giudicare l’operato degli arbitri, dei dirigenti delle Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche: tutti soggetti che normalmente presenziano direttamente a ciascuna manifestazione consentendone il regolare svolgimento.

Così come più sopra qualificate, in ogni caso, le collaborazioni ad Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche, costituite in una delle forme giuridiche conosciute dal nostro ordinamento fino al 31 dicembre 2017, non vengono mai ascritte tra i rapporti di lavoro subordinato o ad esso assimilabile, né ai fini civilistico-giuslavoristici né a quelli fiscali.

DISCIPLINA

Fino al 31 dicembre 2017, ma dopo le profonde modifiche apportate alla disciplina allora vigente dall’art. 37 L. 342/2000, e successivamente per il combinato disposto comma 3 art. 90 L. 289/2002 e comma 6 art. 35 D.L. 207/2008 convertito in L. 14/2009, i rapporti di collaborazione in ambito sportivo-dilettantistico vengono regolati nei modi qui di seguito illustrati, relativamente ai diversi settori in materia tributaria, assistenziale previdenziale ed infortunistica.

Ai fini fiscali

• Per quanto disposto dall’art. 67, art. 1, comma 1, lett. m), T.U.I.R. 917/1986 sono qualificati quali redditi diversi, se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o d’impresa commerciale, le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati (….) nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal Coni, dalle Federazioni sportive nazionali (…) dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto.

Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.

In prima lettura, l’Amministrazione finanziaria aveva circoscritto il perimetro di applicazione della richiamata norma esclusivamente ai soggetti che fisicamente svolgono l’attività sportiva intesa quale unica attività diretta allo svolgimento della manifestazione sportiva ma, successivamente, anche su sollecitazione del Coni, ne estese l’area. Infatti con proprio documento di prassi ebbe ad affermare che la disposizione è riferita, cioè, a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione, ivi compresi coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell’associazione di norma presenziano all’evento sportivo.9

Ciò affermato, l’Amministrazione finanziaria fa rientrare tra i redditi diversi, di cui all’art. 67, lett. m) T.U.I.R., tutti i compensi corrisposti a quei soggetti che consentono il regolare svolgimento dell’evento sportivo a titolo di indennità di trasferta e rimborsi spesa, in linea con le vigenti disposizioni del T.U.I.R. e della suestesa caratterizzazione delle collaborazioni sportive.

• Per quanto previsto dal comma 2, dell’art. 69 T.U.I.R., citato, le richiamate erogazioni, di cui alla lett. m) comma 1 del precedente art. 67, non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo di imposta ad Euro 7.500,00 (ora Euro 10.000,00)10. Non concorrono, altresì, a formare il reddito i rimborsi spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

Se detti proventi superano in un anno solare (periodo di imposta con criterio di cassa) il limite di cui sopra in capo al singolo percettore11, le Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche devono operare al momento della relativa erogazione:

  • una ritenuta a titolo di imposta (23%) sull’importo superiore a detto limite ma fino ad Euro 28.158,28;

  • una ritenuta a titolo di acconto (20%) sull’importo superiore ad Euro 28.158,28.

Ai fini previdenziali

Si è evidenziato che i rapporti di collaborazione non professionale in ambito sportivo dilettantistico non costituiscono rapporto di lavoro subordinato, né ad esso assimilabile e che le relative erogazioni di denaro di prestatori d’opera funzionale all’esercizio dell’attività sportiva dilettantistica costituiscono redditi diversi se di importo annuo superiore ad un determinato limite, dal 2018 Euro 10.000,00.

Ne consegue che:

  • se di importo inferiore a detto limite non producono reddito imponibile;

  • comunque, anche per importi superiori non costituiscono condizione per il loro assoggettamento ad un qualsiasi obbligo contributivo ai fini previdenziali12, tanto meno, per loro natura non professionale, sono soggetti ad una qualsiasi cassa previdenziale ordinistica ovvero alla gestione separata INPS.

Ai fini infortunistici

I collaboratori di Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche non rientrano oggettivamente, né tantomeno soggettivamente, tra i soggetti da sottoporre all’obbligo contributivo Inail di cui all’art. 5 D.Lvo 38/2000, come illustrato dallo stesso istituto con propri documenti di prassi.13 14

LA NOVELLA

Con la legge di bilancio 2018 si ha un nuovo impianto normativo per quanto riguarda le Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche, delle quali abbiamo trattato nella precedente edizione, in particolare della nuova forma giuridica di Società Sportiva Dilettantistica Lucrativa (SSDL).

Per questa nuova tipologia di società, lo stesso legislatore ha voluto regolamentare i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a carattere non professionale, prevedendo che i relativi compensi se erogati da dette New Co. costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ai sensi e per gli effetti dell’art.50 T.U.I.R..

Ulteriore conseguenza è che a partire dall’1 gennaio 2018 i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera in favore delle richiamate Società Sportive Dilettantistiche (SSDL), riconosciute dal CONI, devono essere iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello spettacolo, istituito presso l’Inps, ai fini della assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Si evidenzia che in fase di prima applicazione della norma ed in via transitoria, il legislatore ha disposto che la contribuzione al predetto Fondo Pensioni è dovuta per i primo cinque anni, a partire dall’1.1.2018, nei limiti del 50% del compenso spettante al collaboratore contestualmente alla riduzione in misura equivalente dell’imponibile pensionistico.

Infine, viene esclusa ogni altra forma di assicurazione, diversa da quella per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti per i collaboratori coordinati e continuativi di Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche Lucrative (SSDL).

Per quanto sopra, con le nuove disposizioni, (ripetiamo entrate in vigore dall’1 gennaio 2018), il legislatore ha esclusivamente voluto:

  1. Introdurre, nel diritto positivo, al di fuori del codice civile, e altre norme speciali, una nuova forma giuridica di Società Sportiva Dilettantistica c

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