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Le fasi di preparazione alla partita

allenamento di giovani portieri su campo È importante mettere il portiere nelle migliori condizioni psicofisiche migliori affinché possa esprimere tutte le sue potenzialità. Per questo è necessario curare molto la fase dell’attivazione

Ogni volta che si progetta una seduta di allenamento, parte integrante della più complessa e articolata progettazione complessiva di un programma di lavoro, bisogna tenere presente una vera e propria struttura. Una normale seduta di allenamento viene divisa in:

  • 1a Parte (attivazione)
  • 2a Parte (fase centrale)
  • 3a Parte (defaticamento psicofisico/posture/prevenzione)

Ogni seduta di allenamento deve essere costruita intorno all’obiettivo che si vuole raggiungere nella fase centrale, ma in questo articolo procedendo in ordine cronologico ci concentreremo in particolare sulla prima fase.

La fase dell’attivazione

Cosa s’intende per attivazione? L’attivazione è quella parte di lavoro (I Parte) con la palla o senza, inserita all’interno della seduta d’allenamento e che introduce l’inizio di qualsiasi lavoro tecnico e fisico.

Lo scopo è quello di mettere il portiere nelle migliori condizioni psicofisiche per potersi esprimere al massimo delle le sue potenzialità, preparandolo sia fisicamente che mentalmente, allo sforzo e all’impegno che dovrà affrontare durante la seduta.

Quanto dura di solito un’attivazione? I primi 20 minuti circa della seduta di allenamento, o almeno così strutturo la I parte nelle mie sedute di allenamento.

L’attivazione permette ai portieri di passare dalla condizione di riposo alla condizione di attività psicofisica intensa. L’attivazione può essere svolta sia in esercitazione (assenza di avversario) sia in situazione (presenza di avversario).

Ci sono aspetti che devono essere tenuti in considerazione quanto programma l’attivazione: tutto ciò che viene svolto dai portieri per attivarsi deve avere delle caratteristiche ben precise.

Ogni attivazione deve prevedere:

  1. esercizi/situazioni per l’aumento della frequenza cardiaca
  2. esercizi/situazioni per la prevenzione degli infortuni
  3. esercizi/situazioni per il richiamo motorio dei gesti specifici.

Nella progettazione è necessario porre attenzione sulla gradualità e la  progressività. “All’inizio bisogna prevedere esercizi/situazioni a impegno blando indirizzati a un numero limitato di unità motorie per giungere poco a poco a esercizi più completi e d’impegno pari o comunque assai vicino a quello della prestazione agonistica. Questa necessità deriva dal fatto che gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio hanno bisogno di un certo tempo fisiologico per rendere al massimo delle loro possibilità”.

Se si proponessero a “freddo” esercitazioni a grandi intensità, queste non potrebbero mai essere svolte in modo ottimale in quanto mancherebbe l’adattamento fisico degli apparati che abbiamo detto. Inoltre, si potrebbe creare la grande possibilità di incorrere in infortuni che pregiudicherebbero la possibilità di svolgere la programmazione del lavoro, creare un danno al portiere e alla società di appartenenza, motivo per cui ritengo la parte dell’attivazione una parte molto importante e delicata, la sua importanza impone attenzione nella sua programmazione e nel suo svolgimento.

L’attivazione viene divisa in:

  1. Attivazione generale
  2. Attivazione specifica.

Il portiere deve avere le condizioni ottimali per poter svolgere la seconda fase, obbligatoriamente più intensa e impegnativa dal punto di vista fisico e mentale. L’attivazione deve avere effetto sull’apparato cognitivo e neuromuscolare, proprio in preparazione degli sforzi successivi.

Nella fase “generale” si ricerca l’aumento della temperatura muscolare e corporea tramite attività di corsa, mobilità articolare, (con o senza palla).  Nelle mie sedute di allenamento cerco per quanto più mi è possibile svolgere l’attivazione con il pallone.

Nella fase “specifica” si incrementa esponenzialmente l’intensità tramite l’inserimento costante della palla e di esercitazioni che riproducano situazioni di partita.

L’attivazione viene eseguita con dei movimenti che si avvicinano quanto più possibile al gesto gara sia dal punto di vista dinamico che cinematico.

(www.Trainlab-italia.com)

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