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Le sostituzioni nel settore giovanile

In ambito di Settore Giovanile Scolastico, i primi Comunicati Ufficiali della stagione sono tradizionalmente forieri di innovazioni regolamentari, principalmente volte a favorire l’aspetto ludico della manifestazione e la partecipazione di tutti i giovani atleti alle gare.

Non si può però prescindere dalla necessaria valutazione in forza della quale, per determinate categorie, in particolare di livello nazionale e professionistico, ancorché l’organizzazione del campionato sia delegata al Settore Giovanile Scolastico, debbano contemperarsi i principi sopra enunciati con le innegabili esigenze di natura tecnico-agonistica che cominciano a manifestarsi. Il riferimento, ovviamente, è ai campionati Giovanissimi e Allievi nazionali, quest’anno denominati Under 17 e Under 15, tornei ai quali partecipano società professionistiche con giovani atleti che, per la prima volta, si affacciano al calcio competitivo.

Ebbene, per la prima volta, nella corrente stagione sportiva, è stata introdotta una speciale disciplina delle sostituzioni la cui ratio è quella di evitare che l’effettuazione di numerosi “cambi”, dovuta alla finalità di far disputare la gara a più giovani calciatori possibili, finisca per frammentare eccessivamente il gioco e diventare, da un lato, strumentale a perdite di tempo dall’altro nuocere al regolare svolgimento della partita.

Procederemo, quindi, ad un’analisi più approfondita della fattispecie in ragione del fatto che, come vedremo, siffatta riforma ha trovato piuttosto impreparati gran parte degli addetti ai lavori, ed ha impegnato notevolmente il Giudice Sportivo costituito presso la F.I.G.C. – Settore Giovanile e Scolastico fino a giungere, in alcuni casi, all’attenzione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale.

LA NORMA

L’art. 11 del Regolamento del campionato nazionale Under 17 (Allievi) stabilisce che “la durata delle gare è fissata in due tempi di 40 minuti ciascuno. Nel corso delle gare sono consentite le sostituzioni di sette calciatori, indipendentemente dal ruolo ricoperto. Ogni squadra potrà effettuare le sette sostituzioni in tre momenti qualsiasi di gara, oltre all’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Nelle gare in cui sono previsti i tempi supplementari, sarà possibile effettuare le sostituzioni, oltre che nei tre momenti qualsiasi di gara e nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, anche negli intervalli tra il termine dei tempi regolamentari e l’inizio dei tempi supplementari, nonché nell’intervallo tra il primo tempo supplementare e il secondo tempo supplementare. L’inosservanza di tale norma, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’Art. 17 del C.G.S.”. Conseguentemente, le società, autorizzate ad effettuare sette sostituzioni durante l’intero arco della gara, devono, però, individuare non più di quattro momenti, compreso l’intervallo, nei quali dar luogo agli avvicendamenti. Stessa disposizione è prevista dal regolamento del campionato nazionale Under 15 (Giovanissimi), all’art. 9.

LA SANZIONE

Aspetto fondamentale della norma sopra descritta è la disciplina sanzionatoria, in forza della quale “l’inosservanza di tale norma, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’Art. 17 del C.G.S.”. L’art. 17 del Codice di Giustizia Sportiva è una norma talmente ampia che il richiamo ad essa, così come operato, certamente non aiuta, ai fini di comprendere quale sia la punizione che gli organi di giustizia sportiva infliggono ai club contravventori della nuova disciplina delle sostituzioni.

È vero, infatti, che al primo comma, detta disposizione prevede che “la società ritenuta responsabile, anche oggettivamente, di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3, ovvero 0-6 per le gare di calcio a cinque, o con il punteggio eventualmente conseguito sul campo dalla squadra avversaria, se a questa più favorevole, fatta salva l’applicazione di ulteriori e diverse sanzioni per la violazione dell’art. 1 bis, comma 1. Non si applica la punizione sportiva della perdita della gara qualora si verifichino fatti o situazioni, imputabili ad accompagnatori ammessi nel recinto di giuoco o sostenitori della società, che abbiano comportato unicamente alterazioni al potenziale atletico di una o di entrambe le società. La società ritenuta responsabile è punita con la sanzione minima della penalizzazione di punti in classifica in misura almeno pari a quelli conquistati al termine della gara. Se il fatto o la situazione è di particolare tenuità, può essere irrogata, in luogo di tale sanzione, una delle sanzioni di cui alle lettere b), c), d), e), f) dell’art. 18, comma 1.”

È pur vero, però, che i commi successivi prevedono una serie di variabili che vanno dalla tassativa irrogazione della sanzione della perdita della gara per tre a zero in caso di ipotesi predeterminate (posizione irregolare di tesserati o violazione degli obblighi di impiego di calciatori a determinare gare, come ad esempio quella degli “under” nei campionati dilettantistici di prima squadra) fino alla rimessione, all’organo giudicante, della valutazione in ordine all’incidenza dell’episodio sul regolare svolgimento della gara, con conseguente conferma del risultato conseguito sul campo, ripetizione della partita o irrogazione del “tre a zero a tavolino” (comma 4).

Prevedere, conseguentemente, “l’applicazione delle sanzioni di cui all’Art. 17 del C.G.S.”, nel testo della norma, appare eccessivamente generico e discrezionale, atteso che, come detto, la norma non ricomprende una sola sanzione, bensì diverse punizioni, peraltro rimesse alla maggiore o minore sensibilità del giudicante, ragione per cui assume particolare rilievo la valutazione dei casi concreti – peraltro già numerosi – ad oggi sottoposti all’attenzione degli organi di giustizia sportiva.

LA POSIZIONE DEL GIUDICE SPORTIVO – PRIME PRASSI APPLICATIVE

Da un’analisi delle decisioni del Giudice Sportivo intervenute fino ad oggi, nel primo mese e mezzo di vigenza della nuova disciplina, emerge che, in ben quindici occasioni, l’omologazione della gara è stata messa in discussione dalla violazione del limite massimo di “momenti” per effettuare le sostituzioni. Addirittura, sul Comunicato Ufficiale n. 20 del 16 settembre 2015, riferito alla prima giornata dei campionati Under 17 ed Under 15, furono ben cinque le gare che videro la comminazione, ad una delle due partecipanti, della sanzione della perdita della gara per 3-0 a causa del superamento dei momenti rispetto ai quattro (tre più l’intervallo) consentiti per l’effettuazione delle sostituzioni.

L’orientamento del Giudice Sportivo, nelle prime settimane di applicazione della nuova norma, si è, quindi, consolidato nella direzione, chiara e ben delineata, appena descritta. Dei quindici casi deliberati, molti dei quali oggetto di intervento d’ufficio del Giudice Sportivo, ben undici hanno visto l’irrogazione della sanzione della perdita della gara, mentre in quattro casi (due dei quali si registrano nel Comunicato Ufficiale n. 32 del 06 ottobre 2015), è stato confermato il risultato conseguito sul campo ed irrogata una ammenda a carico della società responsabile della violazione.

L’analisi delle decisioni di primo grado rivela, pertanto, un atteggiamento piuttosto standardizzato del Giudice Sportivo che, nelle ipotesi in cui si sia verificata la violazione della norma sulle sostituzioni, tende ad irrogare la sanzione della perdita della gara, “rilevato che la Società X, al XX del secondo tempo, ha effettuato una sostituzione; – rilevato che tale sostituzione è stata eseguita dopo che erano già state effettuate sostituzioni in tre momenti di gara; – visto l’Art. 09 del Regolamento del Campionato (Comunicato Ufficiale n° 12 del 07/09/2015) che stabilisce che ogni squadra può effettuare le sostituzioni in tre momenti qualsiasi di gara oltre all’intervallo tra il primo ed il secondo tempo e che la violazione di tale norma comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’Art. 17 del C.G.S.; – ritenuto che detta sostituzione abbia influito sul regolare svolgimento della gara ai sensi dell’Art. 17, comma 4 del C.G.S. e debba essere comminata la punizione sportiva della perdita della gara con il risultato di 0 – 3; – visto l’art. 29, comma 3 del C.G.S.”.

In due casi – dei quattro – in cui il Giudice Sportivo ha confermato il risultato conseguito sul campo, la decisione è dipesa principalmente dal fatto che la società “colta in fallo” aveva comunque perso la partita con almeno tre reti di scarto. Sulla base di tale considerazione, il Giudice Sportivo, d’ufficio, si è limitato ad irrogare, a carico del club contravventore, l’ammenda di € 300,00 (ad esempio, nella decisione relativa alla gara Sassuolo – Maceratese – campionato Under 17 -di cui al C.U. n. 32 del 06 ottobre 2015 si legge: “ritenuto che, essendo l’incontro terminato con il risultato di 4 – 0 a favore del Sassuolo, debba essere dichiarata la regolarità della gara con il risultato conseguito sul campo e comminata un’ammenda alla Maceratese, ai sensi dell’Art. 17, comma 4).”

CONCLUSIONI: PRASSI APPLICATIVA “IN DIVENIRE” E PROBLEMATICHE PRATICHE

Conclusivamente, si può affermare che, dopo un primo approccio connotato da particolare rigidità applicativa, l’interpretazione della norma de qua sta muovendo verso una maggiore elasticità, che contempla l’approfondimento, nelle singole fattispecie, dell’incidenza della violazione sul regolare svolgimento della gara. Trattandosi, tuttavia, di esercizio piuttosto complesso (eccettuati casi molto evidenti, come quello descritto per Latina – L’Aquila), la propensione sembra essere quella di considerare come “influente” sulla regolarità della partita il mancato rispetto della normativa in commento che, tuttavia – ed il dato sembra ormai acclarato – non postula la sanzione automatica dello 0-3 a tavolino, consentendo, piuttosto, l’esercizio del potere di discrezionalità in capo al giudicante.

Quanto sopra appare certamente condivisibile, in quanto, ancorché apprezzabile nella finalità (contemperare l’esigenza di impiegare il maggior numero di atleti possibile con la componente agonistica della manifestazione, la nuova norma, siccome formulata, pone problematiche applicative non di poco conto, quali, ad esempio, la gestione delle sostituzioni cd. “di necessità” (es. in caso di infortunio di calciatori che non possano proseguire la partita, o di espulsione del portiere). 

Poiché non sono codificate eccezioni alla norma, la tassatività della disposizione, unitamente all’impostazione degli organi giudicanti, ha determinato, nella realtà dei fatti, una drastica diminuzione dell’impiego dei giovani calciatori, in particolare nel minutaggio, atteso che gli allenatori, comprensibilmente, limitano al massimo le sostituzioni per disporre della possibilità di effettuarle nel caso in cui intervengano imprevisti anche a pochi minuti dal termine della gara, come infortuni o espulsioni, frustrando, così, la ratio della meritoria innovazione appena introdotta dal legislatore sportivo.

Focus Su > IL CASO LATINA – L’AQUILA
L’intervento della corte sportiva d’appello nazionale: maggiore elasticità e meno rigore?

Nel mese di ottobre, dopo un’iniziale applicazione della normativa piuttosto rigida e automatica, si sono susseguite alcune pronunce, tanto del giudice sportivo c/o settore giovanile scolastico, quanto della Corte Sportiva d’appello nazionale, che sembrano muovere verso una maggiore elasticità e valutazione dei comportamenti da compiere caso per caso.

Il primo esempio in cui l’impostazione originaria, siccome descritta in precedenza, ha incontrato un’eccezione è quello relativo alla gara Latina – L’Aquila del campionato Under 15, deciso con Comunicato Ufficiale n. 34 del 13 ottobre 2015 (Giudice Sportivo c/o Settore Giovanile Scolastico).

In questa ipotesi, nonostante il club abruzzese avesse effettuato le sostituzioni in quattro momenti diversi della gara (oltre all’intervallo), l’organo giudicante si è limitato ad irrogare la sanzione dell’ammenda di € 300, e non della perdita della gara, “ritenuto che detta sostituzione non abbia influito sul regolare svolgimento della gara, ai sensi dell’Art. 17, comma 4 del C.G.S., in quanto è stata effettuata a soli due minuti dalla conclusione dell’incontro e nel periodo di recupero concesso dall’Arbitro, quando il risultato era già di 0 – 4 a favore de L’Aquila”.

Per la prima volta, quantomeno dalla lettura delle motivazioni delle decisioni, sono state approfondite le circostanze in cui la violazione è avvenuta, in applicazione del comma 4 dell’art. 17 del C.G.S., secondo cui “quando si siano verificati, nel corso di una gara, fatti che per la loro natura non sono valutabili con criteri esclusivamente tecnici, spetta agli Organi della giustizia sportiva stabilire se e in quale misura essi abbiano avuto influenza sulla regolarità di svolgimento della gara. Nell’esercizio di tali poteri gli Organi di giustizia sportiva possono: a) dichiarare la regolarità della gara con il risultato conseguito sul campo, salva ogni altra sanzione disciplinare; b) adottare il provvedimento della punizione sportiva della perdita della gara; c) ordinare la ripetizione della gara dichiarata irregolare”. In particolare, è stata apprezzata la circostanza – cui è stata attribuita rilevanza decisiva – dell’effettuazione delle sostituzioni in periodo non consentito allorquando il risultato era ormai acquisito e la gara volgeva al termine, con conseguente conferma del risultato maturato sul campo in ragione della mancata influenza della violazione sulla regolarità dello svolgimento della partita.

Interessante, sotto tale profilo, risulta anche l’arresto della Corte Sportiva d’Appello Nazionale che, investita, in tre casi, di reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo, in ben due occasioni ha annullato il provvedimento di prime cure, ripristinando il risultato acquisito sul campo.

In particolare, con Comunicato Ufficiale n. 32/CSA, pubblicato il 22 ottobre 2015 nel solo dispositivo (è prossima la pubblicazione delle motivazioni, di sicuro interesse), in accoglimento dei reclami promossi da Brescia Calcio S.p.a. e U.C. Sampdoria S.p.a., annullava le sanzioni inflitte in prime cure ai due club (entrambi puniti con la perdita della gara), ripristinando il risultato ottenuto al termine del triplice fischio. In particolare, le decisioni della Corte Sportiva d’Appello Nazionale sono intervenute “visto il supplemento dell’arbitro”, dal che può desumersi, quantomeno nel caso di Carpi – Brescia del campionato Under 17 – che sia stata operata una valutazione sull’incidenza della violazione sullo svolgimento della gara.

 

 

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