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Le transizioni – Gestione e sviluppo del 3vs2

tecnica-calcio-a-5-3vs2-FOCUS Che sia positiva o negativa, la transizione è una fase determinante del futsal e può risultare un elemento decisivo per ottenere risultati: allenarla nel modo corretto, però, non è affatto semplice

Nel futsal, come in altre discipline sportive, uno dei compiti principali di un tecnico è quello di ricercare l’equilibrio nelle varie fasi di gioco. Quando parliamo di equilibrio parliamo di organizzazione nella fase di iniziazione del gioco, cioè quando la palla viene rimessa in gioco e abbiamo tempo e spazio per rispettare i principi della struttura che ricerchiamo nella nostra squadra (in entrambe le fasi del gioco). Ciò che diventa più complesso è prevedere lo sviluppo successivo del gioco stesso: le situazioni di squilibrio, infatti, sono quelle da cui nascono la maggior parte delle occasioni da gol in una gara e sono le più complesse da prevedere. Proprio per questo motivo gli allenatori provano a lavorare sulle diverse situazioni di squilibrio tattico denominate transizioni che possono essere positive o negative (attacco-difesa o difesa-attacco). Le transizioni hanno variabili pressoché infinite: in particolare, ciò che le rende di difficile lettura sono le condizioni da cui ogni transizione prende vita.

 

Analizzeremo nello specifico la transizione 3vs2 in entrambe le fasi di gioco. La proposta riguarda il 3vs2 nella sua forma più semplice e teorica, cercando di valutare quali possono essere i dettagli da prendere in considerazione affinché i nostri atleti possano prendere le scelte migliori.

FASE DI POSSESSO

Bisogna immaginare il campo come se fosse suddiviso in tre corsie all’interno delle quali è presente un giocatore in azione (vedi fig. 1). Il possessore di palla deve prevalentemente guidare la sfera verso la zona centrale del campo così di lasciarsi la possibilità di avere a disposizione sui lati entrambe le soluzioni. Un dettaglio importante a tal proposito è rappresentato da una guida della palla meno ordinata di quanto dichiarato sopra che tenda a creare all’interno della superiorità numerica 3vs2 una doppia situazione di gioco 2vs1 + 1vs1 (vedi fig. 2) che può provocare maggiori dubbi alla difesa avversaria.

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I giocatori che affrontano una transizione 3vs2 non devono mai essere su una stessa linea ma devono sempre provare a  creare più  linee di ricezione così da determinare maggiori difficoltà di adeguamento alla coppia difensiva. Teoricamente il passaggio da parte del possessore di palla andrebbe effettuato sempre sul lato del proprio piede abile in modo da avere la possibilità di finalizzare con il piede migliore su un eventuale passaggio di ritorno.

FASE DI NON POSSESSO

La coppia difensiva impegnata nella difesa del 3vs2 deve:

  • primariamente indietreggiare fino all’altezza di 10-11 metri dalla porta in modo da diminuire lo spazio alle proprie spalle e permettere in questo modo una migliore collaborazione da parte del portiere, oltre che permettere ripiegamenti difensivi dei compagni di squadra;
  • osservare il piede abile del portatore di palla e la direzione della conduzione dello stesso.

Una volta effettuata tale lettura, la coppia difensiva dovrà organizzarsi in modo da creare uno scaglionamento difensivo formato da due linee in aggiunta a quella rappresentata dal portiere (vedi fig. 3).

Il difensore più avanzato avrà il compito di orientare l’attacco avversario cercando di eliminare una linea di passaggio utile al possessore (è consigliabile ostruire quella del piede abile dell’avversario), mentre il difensore più arretrato dovrà provare a evitare che l’avversario presente nella sua zona di competenza possa ricevere e tagliare il campo con un passaggio sul secondo palo.

Qualora il difensore più avanzato non riesca a chiudere la linea di passaggio, il portiere entra in gioco creando una situazione di 1vs1 con il diretto avversario mentre gli altri due difensori marcheranno in maniera aggressiva e stretta i due appoggi offensivi utili rimasti (vedi fig. 4).

tecnica-calcio-a-5-3vs2-fig3tecnica-calcio-a-5-3vs2-fig4

Nel caso di una conduzione avversaria non propriamente centrale (vedi fig. 2) l’obiettivo della coppia difensiva resta sempre quello di difendere la porta creando due linee difensive alle quali aggiungere quella del portiere.

ZONA DEL CAMPO

La posizione del campo da cui nasce una transizione ha grande rilevanza ai fini della gestione della stessa in entrambe le fasi.

  • Se l’azione nasce lontana dalla porta avversaria, il possessore spingerà forte la conduzione per cercare di approfittare della situazione di squilibrio difensivo venutasi a creare mentre i difensori proveranno a ripiegare il più possibile per aiutare la riorganizzazione difensiva collettiva.
  • Se invece l’azione nasce nelle vicinanze della porta avversaria, il possessore dovrà ricercare il passaggio utile in tempi brevi per rubare tempo alla difesa disorganizzata mentre quest’ultima potrà rischiare qualcosa nel tentativo di anticipare la giocata avversaria avendo meno spazio alle spalle da coprire.

IMPREVEDIBILITA’

La situazione di gioco da cui nasce una transizione può essere di diversa natura:

  • difesa di una palla inattiva;
  • parata successiva a un tiro in porta;
  • passaggio intercettato;
  • palla persa;
  • ecc, ecc…

L’imprevedibilità del gioco, così come quella degli elementi che intervengono nel suo sviluppo, non permettono di ricreare situazioni “tipo” bensì situazioni simili ma con diverse modalità di risoluzione. Per questo motivo la ricerca del miglioramento nella gestione di tali situazioni passa anche per la ricerca delle soluzioni in situazioni di incertezza e dove la ricerca di soluzioni sia complessa.

Se si prova ad ampliare il discorso si può osservare come una transizione 3vs2 nasca in realtà da una situazione di 3vs1 più un difensore che si aggiunge in seguito, oppure dall’inserimento dei difensori che ripiegano. Provare a riproporre situazioni che più si avvicinano a quelle del gioco reale è possibile solo osservando continuamente il gioco e analizzandolo nelle varie fasi da cui nascono le transizioni. Analizzare causa ed effetto di una transizione può esserci utile soprattutto nel momento della creazione di esercitazioni atte a migliorare l’atteggiamento della squadra in quella determinata situazione di gioco.

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