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Legge di Bilancio 2018 e attività dilettantistica

Come abbiamo avuto modo di evidenziare nei precedenti interventi in queste colonne, soffermandoci ad illustrare i contenuti delle disposizioni riguardanti le due più importanti novità per il movimento calcistico dei dilettanti nostrano, vale a dire la introduzione nel diritto positivo della nuova forma giuridica di Società Sportiva Dilettantistica Lucrativa (SSDL)1 e la relativa regolamentazione delle collaborazioni2, la legge di stabilità dello Stato per l’anno 2018 ha dedicato ampio spazio al Settore Sport riservandogli un pacchetto di disposizioni, dal comma 352 al comma 376 dell’art. 13, oltre a quelle richiamate, che possono incidere in modo significativo sugli Enti Sportivi Dilettantistici.

Tralasciando di commentare le altre norme che interessano in modo più o meno diretto ed esclusivo lo sport dilettantistico (vedi per esempio l’istituzione presso il CONI del Registro Nazionale degli Agenti Sportivi al quale deve iscriversi colui che mette in relazione due o più soggetti per la conclusione di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica ed al quale obbligatoriamente devono rivolgersi gli sportivi professionisti e le società affiliate ad una Federazione Sportiva Professionistica), comunque rinviando alla lettura del comma 361, art. 1, citato, per le modifiche apportate all’art. 90 L. 27.12.2002, n. 289 e precisamente ai commi 24,25 e 26, a conclusione dei commenti da parte di chi scrive della legge di bilancio 2018, appare utile illustrare le disposizioni riguardanti:

  • il cosiddetto “sport bonus” a favore di tutte le imprese che nell’anno 2018 effettuano erogazioni liberali finalizzate ad interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici;

  • la tracciabilità dei pagamenti ai dipendenti e collaboratori da parte dei datori di lavoro a partire dall’1 luglio 2018.

SPORT BONUS

I commi da 363 a 366, art. 1, citato, dispongono circa la possibilità di agevolare l’impiantistica sportiva prevedendo agevolazioni tributarie:

sia in capo al soggetto che eroga la liberalità;

sia a favore del soggetto beneficiario di tale erogazione.

Ne consegue che si rende necessario ed utile esaminare le richiamate disposizioni trattando separatamente le due diverse posizioni soggettive per meglio coglierne i contenuti, non prima di aver individuato:

l’oggetto della liberalità

i motivi che hanno portato alla loro emanazione.

Per quanto riguarda questi ultimi appare evidente l’approccio del Legislatore per trovare una soluzione ad un problema socialmente rilevante quale è la manutenzione degli impianti sportivi pubblici e/o la loro ristrutturazione, considerandone anche l’aspetto economico e la relativa necessità di recupero di risorse finanziarie nell’ottica di adeguate moderne tecniche di approvvigionamento delle quali, peraltro, abbiamo avuto modo di occuparci in precedenti occasioni su questa rivista4, sempre più praticate in ambito privato.

In quest’ottica, dunque, il tentativo di una sorta di formazione di una particolare joint venture intesa come un insieme di accordi di tipo economico attraverso i quali due o più soggetti, generalmente imprese, decidono di svolgere in comune una determinata attività che può spaziare dalla progettazione alla ricerca, dal marketing all’appalto di servizi e così via.

E’ evidente che con l’istituto joint venture viene data la possibilità di associarsi per il raggiungimento di obiettivi comuni ripartendo fra i partecipanti le competenze, le responsabilità, i costi e, quindi, i rischi oltre ai risultati ottenuti con la realizzazione dei relativi progetti.

In tutto ciò, o meglio in sua parte, pragmaticamente va considerata l’attribuzione del beneficio fiscale in commento a favore dei due soggetti ai quali esso è riservato: l’impresa erogatrice delle liberalità ed il conduttore dell’impianto sportivo, in proprio ovvero quale concessionario.

Esaminiamo ora i soggetti destinatari di questo particolare provvedimento e dei relativi adempimenti ai quali essi soggiacciono per renderlo esecutivo, evidenziando che lo stesso si concretizza, prima di tutto, in un

CREDITO DI IMPOSTA

a favore dell’impresa erogatrice

  • pari al 50% dell’importo della liberalità elargita al conduttore nell’impianto sportivo pubblico nell’anno solare 2018;

  • con il limite massimo di Euro 40.000,00, comunque entro il 3 per mille dei ricavi realizzati nel medesimo periodo di imposta;

  • utilizzabile in compensazione in tre rate annuali di uguale importo a partire dall’anno di erogazione;

  • non rilevante né ai fini I.R.PE.F (per le ditte individuali) né ai fini I.RE.S. (per le Società) né ai fini I.R.A.P. per tutte le forme giuridiche di impresa.

Peraltro è da evidenziare che tale credito è riconosciuto nel limite complessivo di spesa dello Stato pari a 10 milioni di Euro.

Per quanto attiene l’altro soggetto, cioè

il beneficiario dell’erogazione,

è posto a suo carico quanto segue:

  • deve comunicare immediatamente all’Ufficio per lo Sport, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri:

= l’ammontare ricevuto

= la destinazione di dette somme

  • deve provvedere contestualmente a dare adeguata pubblicità attraverso l’utilizzo di mezzi informatici della erogazione ricevuta;

  • deve comunicare, entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori di restauro e ristrutturazione, all’Ufficio per lo Sport, citato,

= lo stato di avanzamento dei lavori, corredato da

= una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme percepite.

Infine è stato predisposto che, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge 205/2017, con DPCM, concertato con il MEF, saranno individuate le disposizioni applicative necessarie anche ai fini del rispetto del limite di spesa più sopra richiamato.

A questo punto, ancorché possa apparire pleonastico, è doveroso soffermarsi sull’oggetto della liberalità che ne aziona l’effetto positivo di natura tributaria: vale a dire l’intervento di manutenzione, sia esso di natura restauratoria o di ristrutturazione di impianti sportivi.

Innanzitutto è da sottolineare, ripetiamo, che gli impianti sportivi oggetto di manutenzione devono essere di pubblica proprietà non necessariamente condotti da Enti pubblici ma anche se dati in concessione: situazione questa che determina il nostro interesse in quanto destinatario della liberalità può essere una Associazione/Società Sportiva Dilettantistica.

Quindi è da rilevare che l’erogazione delle liberalità deve avvenire nell’anno finanziario in corso 2018.

E’ questa l’ultima imprescindibile condizione per usufruire dello Sport Bonus.

TRACCIABILITA’

L’altra rilevante novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 è rappresentata dalla introduzione dell’obbligo assoluto imposto al datore di lavoro di provvedere alla liquidazione dei salari ed anticipazioni a dipendenti e dei compensi ai collaboratori con mezzi di pagamento tracciabili anche per importi minori ai diversi limiti vigenti relativamente all’utilizzo di denaro contante.

Perciò a far tempo dall’1 luglio 2018 è esclusa la modalità di pagamento diretto al lavoratore a mezzo di denaro contante.

Sono contenute nei commi da 910 a 914 dell’art. 1, citato, le disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti da parte di datori di lavoro e/o committenti ed è il comma 912 che precisa in che cosa consista il rapporto di lavoro ai fini della tracciabilità nelle erogazioni dei relativi compensi.

E’ ovvio che tale riforma deve essere osservata anche dalle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche, in qualsiasi forma costituite, qualora rientrino nella previsione di cui al richiamato comma 912, il quale dispone che per rapporto di lavoro, ai fini della novella disposizione, si intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all’art. 2904 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della L. 142/2001.

Inoltre, l’ultimo periodo del richiamato comma dispone, a fortiori, che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento.

Pertanto salari, anticipazioni o compensi ad altro titolo relativi ad un rapporto di lavoro come più sopra definito dovranno essere corrisposti esclusivamente attraverso filiali di istituti bancari od uffici postali, con uno dei seguenti mezzi:

  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;

  2. strumenti di pagamento elettronico;

  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore e, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. L’impedimento si intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

A corollario, si fa presente che, sempre in materia di lavoro, la L. 205/2017 ha disposto lo slittamento all’1 gennaio 2019 dell’obbligo (già previsto a far tempo dal 2018) della tenuta con modalità telematica del Libro Unico del Lavoro (LUL), sul quale il datore di lavoro deve registrare non solo i lavoratori dipendenti ma anche i collaboratori coordinati e continuativi nonché gli associati in partecipazione conferenti prestazioni di lavoro.

Infine, è chiaro che la novella sulla tracciabilità dei pagamenti da parte del datore di lavoro si interseca, ma non sostituisce le altre disposizioni circa la tracciabilità dei pagamenti in generale alle quali soggiacciono gli Enti Sportivi Dilettantistici, in particolare in regime di legge 398/91, ma non più con gli effetti deleteri della perdita di detto regime agevolato in caso di inosservanza.

Infatti l’inosservanza delle disposizioni in materia di tracciabilità dei pagamenti non comporta alcuna revoca dei benefici fiscali di cui alla citata legge per effetto della soppressione di parte delle disposizioni contenute nel comma 5 dell’art. 25 L. 133/1999 con cui è stata stabilita la NON DECADENZA dalle agevolazioni fiscali delle Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche con D.L. 158/2015.

Semmai le violazioni sulla tracciabilità dei pagamenti in generale comportano una sanzione amministrativo-pecuniaria, in materia di Antiriciclaggio, quando venga utilizzato denaro contante a partire da Euro 3.000,00 (tremila/00).

1 Ed. n. 198 marzo 2018

2 Ed. n. 199 aprile 2018

3 L. 27.12.2017, n. 205

4 Ed. n. 176 maggio 2016

 

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