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Leonardo Tocchini, medico “con gli scarpini”

calcio

Quando la passione per il calcio incontra quella per la medicina, nascono figure come Leonardo Tocchini, classe ’78, un veterano dei campionati dilettantistici toscani e di professione fa il cardiologo con una specializzazione in medicina dello sport. Centrocampista/attaccante abituato a non tirarsi mai indietro nel gioco come nella vita, dopo anni tra Promozione ed Eccellenza a Villa Basilica, Uzzano (vittoria di un campionato di Promozione), Marlia e Porcari (altri due salti di categoria) eccolo al Marginone, dove vince i play off. Ora, al Marginone 2000 in Prima Categoria girone A, ricopre il ruolo di medico sociale e soprattutto allenatore e prima dello stop si stava preparando per ottenere il patentino Uefa B, che spera ancora di riuscire a ottenere a settembre, perchè se cosi fosse vorrebbe dire prima di tutto “Che il peggio sarà passato”.

leonardo tocchiniTocchini, che lavora presso la Casa di Cura Santa Zita, nel centro storico della bellissima Lucca, racconta la sua esperienza diretta di medico: “Il coronavirus è stato un duro colpo. Non sono in prima linea in un pronto soccorso o in un reparto di rianimazione, ma effettuo ancora visite ambulatoriali tutto il giorno e la sensazione del contagio condiziona indubbiamente le relazioni con i pazienti, i colleghi e i familiari. La precauzione deve essere massima. Inizialmente il sistema sanitario nazionale ed europeo aveva poche notizie e poca esperienza in merito. Ben presto la situazione è stata a tutti più evidente. In Italia siamo stati tra i primi.” E pensando alla sua carriera calcistica aggiunge: “Dal 1985 a oggi avevo sempre iniziato e terminato una stagione agonistica, ma la sensazione di questo 2020 per il calcio dilettantistico è quello di uno stop anticipato. Tralasciando il calcio, il contesto nazionale è altrettanto duro. C’è qualche spiraglio, ma il percorso a mio avviso è ancora lungo…”

Da medico sociale di una società dilettantistica Tocchini sa quanto sia difficile garantire la sicurezza dei calciatori: “Abbiamo giocato l’ultima partita il primo marzo in trasferta a Larciano. Già dopo il match avevo preventivato che ci sarebbe stato un isolamento e uno stop all’attività agonistica. Ne avevo parlato con i vertici societari e precauzionalmente avevamo comunque pensato di sospendere gli allenamenti. Poi tutti i divieti e lo stop all’attività sportiva è stato totale.” Adesso, in attesa di una decisione definitiva sui campionati, aggiunge “Il Marginone accetterà ogni soluzione che vorranno attuare la Figc e la Lega Nazionale Dilettanti”; anche se la classifica si era messa piuttosto bene per i suoi, il “dottore” sa che la scelta che verrà fatta sarà per un bene più grande, quello dei suoi ragazzi, ma anche della collettività.

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