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Lo sviluppo della motricitˆà

Questo mese verrà approfondito il tema della capacità coordinativa – motoria nei giovani calciatori che è strettamente legato alla sfera della psicologia cognitiva. Questo vuol dire, che alla base della coordinazione degli arti inferiori (gambe) e superiori (braccia) vi è uno stretto collegamento alla capacità attentiva. Nel metodo 2T, già ampiamente discusso nelle precedenti rubriche, per ciò che riguarda il discorso della Tenacia, si lavora molto per osservare prima e migliorare poi tutte, o quasi, le criticità nella motricità. 

Il metodo 2T, protocollo utilizzato da quest’anno dall’Equipe Sanitaria Lnd per tutte le sue Nazionali, coordinata dal Dott. Mario Turani, e formata dai dottori Greggi e Baldini per la parte fisiologica e dal sottoscritto per la parte psicomotoria, lavora dunque molto, attraverso esercitazioni mentali sul campo a pallone in movimento ad occhi chiusi o aperti, sul sistema visivo e quello vestibolare, che sono due punti cardine anticipatori di ogni movimento. Questo anche perché il tema del movimento è strettamente connesso con quello della Postura, protocollo ormai consolidato utilizzato dalla stessa Equipe. Il movimento è il muoversi nel mondo, la postura è invece “lo stare.” Molte società sportive dilettantistiche, nel loro organigramma tecnico dispongono, oltre che dello Psicologo dello sport, della figura del Coordinatore Motorio. Questo può essere un laureato in Scienze Motorie o un allenatore specializzato con patentino Figc, che un numero x di volte (in genere una volta alla settimana) lavora con i gruppi di scuola calcio o di settore giovanile che presentano delle difficoltà,esclusivamente sulla parte coordinativa, confrontandosi sempre con lo Psicologo in un ottica di intervento integrato. Analizziamo ora, nel dettaglio i punti forza e le aree di criticità dello sviluppo di questa importante abilità.

LO SVILUPPO DELLA MOTRICITA’
Il sistema nervoso umano non si presenta completamente maturo alla nascita, i bambini lo sviluppano lungo tutto l’arco dell’infanzia. I fattori che interagiscono nell’influenzare lo sviluppo motorio di un bambino sono diversi e includono sia i tratti genetici o ereditari che regolano il controllo motorio , sia la maggiore o minore partecipazione ad attività motorie impegnative che fungono da stimolo.

Lo psicologo svizzero evolutivo Jean Piaget (1969), di cui abbiamo già parlato nelle rubriche precedenti, aveva individuato questo sviluppo nella fase senso – motoria. Copre i primi due anni di vita; l’organizzazione interna consiste di schemi di azione pratici, che sono totalità organizzate, anche prendere un oggetto è un’azione sequenziale, fatta da una serie di atti elementari che non hanno senso in sé, è piuttosto l’organizzazione temporale che da significato all’intera sequenza. Gli schemi sono generalizzabili e tendono a coordinarsi nel tempo per creare comportamenti più ampi che a loro volta diverranno schemi. È tipico, infatti, che i bambini piccoli vogliano correre, arrampicarsi, saltare, provare a stare in equilibrio sul bordo del marciapiedi o cercare di lanciare un oggetto contro un bersaglio; si tratta del modo naturale in cui i bambini imparano a conoscere il proprio corpo e stabiliscono una forma di controllo nei confronti del loro ambiente.

I primi movimenti del bambino sono di natura fondamentalmente involontaria e riflessa, attraverso l’utilizzo del tessuto muscolare liscio che presenta determinate particolarità:

– contrazione lenta e prolungata;

– contrazione indipendentemente dalla volontà e mediata dal SNA (sistema nervoso autonomo) o da ormoni;

– contrazione che avviene per tutto il muscolo contemporaneamente: questa è la caratteristica più importante del muscolo liscio. Il muscolo si comporta proprio come se si trattasse di un’unica fibra, anche se nella realtà ci sono più fibre che si susseguono l’una all’altra. 

IL DISTURBO DELLO SVILUPPO DELLA COORDINAZIONE MOTORIA
Analizzato ora parte normale dello sviluppo motorio del bambino, andiamo a affrontare invece le criticità. Nel descrivere i bambini affetti da DCD, è importante tener presente che si tratta di un gruppo molto differenziato, in cui si ravvisano diverse  e specifiche problematiche. Ci sono infatti caratteristiche fisiche ed emotive (vedi Box “Caratteristiche fisiche emozionali dei bambini affetti da DCD”, sopra) che accomunano le varie criticità. Nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV) il disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria (DCD) è un ritardo nello sviluppo delle capacità motorie, o una difficoltà nel coordinare i movimenti, che comporta l’impossibilità del bambino di svolgere le attività quotidiane. Le caratteristiche dei bambini affetti da DCD, tuttavia, vengono in genere notate prima dalle persone più vicine al bambino, dal momento che le difficoltà motorie interferiscono con i risultati scolastici e/o con le attività quotidiane (ad es. vestirsi, giocare, scrivere a mano, fare attività sportive).

Si stima che il DCD colpisca il 5-6% dei bambini in età scolastica e tende a presentarsi più frequentemente nei maschi. Il DCD può manifestarsi da solo oppure in un bambino affetto anche da difficoltà di apprendimento, problemi di logopedia e/o sindrome da deficit di attenzione. In questo libretto, vengono trattate le difficoltà di coordinazione motoria osservate con maggiore frequenza nei bambini affetti da disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria.

CARATTERISTICHE FISICHE DEI BAMBINI AFFETTI DA DCD      

Il bambino può essere goffo o impacciato nei movimenti. Può urtare, rovesciare o far cadere le cose. 

2 Il bambino può avere difficoltà con le abilità grosso-motorie (tutto il corpo), le abilità fino- motorie (uso delle mani) o entrambe. 

Il bambino può sviluppare in ritardo alcune capacità motorie quali andare in triciclo/bicicletta, afferrare una palla, saltare una corda, allacciare i bottoni e i  lacci delle scarpe. 

Il bambino può mostrare una discrepanza tra le proprie capacità motorie e le capacità in altre aree. Ad esempio, le capacità intellettuali e linguistiche possono essere piuttosto sviluppate,mentre le capacità motorie possono risultare in ritardo. 

5 Il bambino può avere difficoltà ad acquisire nuove capacità motorie una volte acquisite, alcune   capacità motorie possono essere eseguite abbastanza bene, mentre altre possono continuare ad essere svolte con scarsi risultati. 

6 Il bambino può avere più difficoltà a svolgere attività che richiedono un cambiamento continuo della posizione del corpo oppure quando deve reagire a cambiamenti dell’ambiente (ad es. calcio).

7 Il bambino può avere difficoltà a svolgere attività che richiedono l’uso coordinato di entrambi i lati del corpo (ad es. tagliare con le forbici, esercizi aerobici, colpire una palla con la mazza da baseball o tenere in mano un bastone da hockey). 

Il bambino può mostrare uno scarso controllo della postura e uno scarso equilibrio, soprattutto in attività che richiedono questa capacità (ad es. salire le scale, stare in piedi mentre ci si veste, nel calcio saltare e colpire il pallone di testa). 

9 Il bambino può avere difficoltà a scrivere in stampatello o a mano libera. Questa capacità implica una continua interpretazione del feedback in merito ai movimenti della mano e la contemporanea pianificazione di nuovi movimenti, ed è un’attività molto difficile per la maggior parte dei bambini affetti da DCD.

CARATTERISTICHE EMOZIONALI DEI BAMBINI AFFETTI DA DCD      

Il bambino può mostrare una mancanza di interesse o evitare determinate attività, in particolare quelle che richiedono una reazione fisica. Per un bambino affetto da DCD, svolgere attività motorie richiede uno sforzo significativo. L’affaticamento e i ripetuti tentativi senza successo possono spingere il bambino a evitare di prendere parte ad attività motorie.

2 Il bambino può mostrare una bassa tolleranza alla frustrazione, una scarsa autostima e una mancanza di motivazioni a causa delle difficoltà nell’affrontare le attività necessarie in ogni aspetto della sua vita.

Il bambino può evitare di socializzare con i propri coetanei, in particolare nelle aree di gioco. Alcuni bambini cercano bambini più piccoli con cui giocare, mentre altri giocano da soli oppure seguono il tecnico o il supervisore dell’area di gioco. Ciò può essere dovuto alla scarsa sicurezza di sé o alla volontà di evitare attività fisiche.

4 Il bambino può sembrare insoddisfatto dei propri risultati (ad es. si lamenta dei risultati nelle attività motorie, mostra frustrazione nei confronti del lavoro prodotto).

5 Il bambino può mostrare opposizione a cambiamenti nella propria routine o nel proprio ambiente. Se il bambino deve produrre un notevole sforzo per pianificare un’attività, allora anche un piccolo cambiamento in merito a come eseguire tale attività può rappresentare un problema significativo per il bambino. 


Esempi di difficoltà motorie

• fare i lacci alle scarpe

• Abbottonarsi

• Scrivere

• Disegnare

• copiare, scrivere

• assemblare puzzle

• costruire modelli

• giochi di pazienza

• giochi di costruzione

 

Altre difficoltà

• giocare a palla

• far cadere oggetti

• ‘goffaggine’

• scarse abilità sportive

• linguaggio (disordini fonologici)

• lanciare ed afferrare una palla

• inciampare

• comprendere percorsi visuo-spaziali

• linguaggio (articolazione)

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