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Luca e Simone: due gemelli uniti dal pallone

Entrambi difensori, entrambi cresciuti tra Cinecittà Bettini e Nuova Tor Tre Teste, da anni calcano i campi della Serie D (Simone ha vinto il campionato col Como). Ad accompagnarli, immancabili, ci sono i loro genitori Massimo e Anna. Ecco a voi la famiglia Sbardella

Separati alla nascita, uniti dal pallone. La storia del calcio è piena di coppie di gemelli, e capita pure che giochino nello stesso ruolo. Damiano e Cristian Zenoni hanno condiviso la maglia dell’Atalanta, Antonio ed Emanuele Filippini quella del Brescia. Dario D’Ambrosio è stato invece meno fortunato di Danilo, ma neanche troppo: uno gioca nell’Inter, l’altro con il Siena ed è arrivato fino al primo turno dei playoff per la promozione in B.

Arzachena-Flaminia del 9 aprile 2017, al momento, è invece un inedito assoluto per la famiglia Sbardella: è stata l’unica partita in cui Simone e Luca si sono trovati uno contro l’altro. Simone lottava per la promozione in Serie C con la maglia dei sardi della Costa Smeralda; Luca giocava più vicino casa, a Civita Castellana.

Sono cresciuti insieme, Simone e Luca: prima nel Cinecittà Bettini, storico settore giovanile della capitale, poi nella Nuova Tor Tre Teste,in quel fantastico gruppo dei ‘93”. Lo dice con orgoglio papà Massimo, che da quasi dieci anni con la moglie Anna gira l’Italia in lungo e in largo per seguire i figli, gemelli (sono nati il 17 aprile del 1993) ed entrambi difensori. Quel gruppo dei ‘93 era guidato da Federico Coppitelli, che ha fatto strada e allena la Primavera del Torino.

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I due gemelli da piccoli con indosso la tenuta della Juventus.

Simone e Luca, nel 2008, persero la finale scudetto categoria Giovanissimi, poi Luca vinse il tricolore Allievi due anni dopo. Simone già non c’era più: lo aveva preso l’Udinese, portandolo in Friuli per fargli fare tutta la trafila del settore giovanile. “Ci siamo abituati presto a stare senza i ragazzi in casa – dice Massimo –. Ma con i sacrifici fatti da loro e da noi riusciamo a stare uniti”. La domanda al papà, però, è d’obbligo: per chi si tifò in quella famosa partita? “Per Simone, ma soltanto perché l’Arzachena si stava giocando la promozione, mentre la Flaminia non aveva niente da chiedere al campionato. Per toglierci il dubbio, poi, Luca entrò anche a partita in corso”.

PORTAFORTUNA

Simone ha vinto tre volte il campionato di Serie D, è un vero e proprio talismano per le sue squadre. Anche se sarebbe meglio usare un’altra parola che inizia per “t”: talento. C’era riuscito con il Matera, lo ha fatto ancora con l’Arzachena nel 2017 (prima storica promozione per gli smeraldini) e ci è riuscito anche pochi mesi fa con il Como. Luca ci scherza: “Vince anche per me”.Ogni promozione ha un sapore diverso – dice Simone –. Con il Como abbiamo realizzato il record di punti (89, ndr), ma la lotta con il Mantova è andata avanti fino alle ultimissime giornate”.

Simone, protagonista con 23 presenze e due reti, si è guadagnato la possibilità di tornare tra i professionisti, cosa che gli era già successa anche con l’Arzachena: rinnovo biennale. “Sono felice di poter restare. Dopo aver vinto il campionato, il mio obiettivo era quello di continuare il percorso. Vivo in una bella città e sono contento di fare ancora parte del progetto”.

Famiglia-Sbardella

Chissà Simone come se la cava con la gestione di casa… “Ormai bene, mi sono abituato. Dovessi tornare a giocare a casa, non ci riuscirei”. Nei primi anni a Udine, fu fondamentale l’apporto della famiglia Marcon: Simone viveva in convitto, a Udine, ma frequentava la famiglia di un amico. E ogni anno, in ogni città in cui Simone gioca (è capitato a Como, ma anche in Sardegna e a Matera, non proprio confinanti con il Friuli) c’è la rimpatriata tra i Marcon e la famiglia Sbardella:Si è creato un rapporto splendido – spiega ancora papà Massimo -. Dobbiamo solo ringraziarli per quello che hanno fatto per Simone”.

PERCORSI PARALLELI

Luca, in Serie D, è un veterano. Oltre 200 presenze giocando con Lupa Frascati, Terracina, Chieti, Grosseto, Flaminia Civitacastellana, Avezzano e, nell’ultimo anno, ancora Abruzzo, in una Vastese che nella prossima stagione sarà allenata da Marco Amelia. Sono giorni di vacanza, ma anche di attesa di novità. Lui e Simone hanno condiviso la stessa cameretta, lo stesso spogliatoio, le partite alla PlayStation e le vacanze da bambini. Le frasi più belle, però, se le dicono senza sapere quella dell’altro. Luca: “Anche quando non parliamo, so già quello che è il suo pensiero”. Simone: “La squadra in cui gioca lui, è come se fosse la mia”.

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