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L’unione che fa la forza

citta-segni In area romana il futsal sta vivendo una nuova giovinezza grazie al grande lavoro delle società a partire dal settore giovanile

Un calcio diverso, nato sui campi da tennis in terra battuta dei circoli romani. Via la rete, dentro le porte. Via la pallina, dentro la palla. Anzi, lo storico Mikasa bianco e nero (e pesantissimo!). È così che, negli anni 70’, nacque il calcetto. Ma per avere una sua identità dovette aspettare il 1983, quando nacque la Divisione Calcio a Cinque e si disputò il primo campionato di Serie A. Il Lazio, e in particolare Roma, sono stati il centro nevralgico del movimento, tanto che per vedere vincere il primo scudetto a una squadra al di fuori della regione ci sono voluti 18 anni. A compiere l’impresa fu il Prato nel 2003. Nel terzo millennio, però, l’ombelico del futsal è stato senza ombra di dubbio il Veneto, grazie a una Luparense e una Marca che insieme sono riuscite a conquistare otto scudetti. Ora è la volta del Pesaro, che – da campione d’Italia in carica per la prima volta nella sua storia – sta cercando di aprire un nuovo ciclo, dopo quello degli abruzzesi dell’Acqua&Sapone.

Ma c’è un territorio in cui sono radicate le radici del futsal e che sta tornando prepotentemente alla ribalta. Lì dove sorgono i Monti Lepini, a pochi chilometri da Roma, diverse figure di spicco si sono fatte strada nel calcio a 5. A cominciare dal Presidente della Divisione, Andrea Montemurro. Nato a Colleferro nel 1977, è stato eletto numero 1 del movimento il 19 dicembre 2016, diventando il più giovane presidente della storia del Coni. Prima di questa prestigiosa carica, era stato dirigente del Genzano e della Lazio, a testimonianza delle sue spiccate qualità manageriali.

Non solo lui. È di Colleferro anche Alfredo Paniccia, allenatore in possesso del patentino e ideatore del progetto Futsal Academy, una vera e propria scuola per tecnici di calcio a 5. Inoltre, assieme ad Alessio Musti (attuale Ct della Nazionale) ha creato Futsal in Soccer, un progetto mirato a far conoscere le potenzialità di questo sport alle squadre di calcio a 11. Ed è proprio nel calcio che Paniccia ha toccato il punto più della sua giovane carriera, diventando formatore della Juventus Soccer School e head coach dell’Academy bianconera.

Non male questi colleferrini. Ne sa qualcosa anche Paolo Forte, che ha riportato nei campionati nazionali la squadra della città sotto il nome di Forte Colleferro. Nomen omen. Dopo essere ripartita dal basso, ovvero dalla Serie D, ha scalato tutte le categorie del regionale fino ad arrivare alla Serie B, e quella che inizierà sarà la terza stagione consecutiva. La particolarità? Ragazzi colleferrini, un settore giovanile che è il fiore all’occhiello e in prima squadra il figlio del presidente/allenatore, Stefano Forte.

Cinque chilometri più a sud, sempre nel territorio lepino, c’è una squadra che vorrebbe ripetere il percorso fatto dalla Forte Colleferro. È il Città di Segni, un gruppo di amici che gioca da tre anni in Serie D, ma che punta con determinazione a salire di categoria. Nessuna rivalità con le altre squadre e società, anzi tanta collaborazione. Con la Forte Colleferro, l’Artena e l’Atletico Pavona, il Città di Anagni è al fianco di Formalba (ente che si occupa di corsi di formazione professionale) per sviluppare figure sportive come quello di dirigente, allenatore e massaggiatore, con l’obiettivo di far crescere sempre più il calcio a 5 nella zona lepina.

Il Città di Segni, per questa stagione, è stato costretto a trasferirsi al PalaOlimpic di Colleferro, per permettere i lavori del campo da gioco che passerà da outdoor a indoor. Un passo fondamentale per una società di calcio a 5, che potrà trarre benefici da questa nuova struttura con la prima squadra e soprattutto con il settore giovanile. “In questa zona c’è sempre stata una forte cultura per questo sport – spiega gonfiando il petto il presidente del Città di Segni, Massimiliano Martini – quindi non sono sorpreso che tante figure di spicco abbiano avuto successo”. Lo stesso che, sul campo, si augura di avere l’allenatore Paolo Marchetti, sempre pronto a raccogliere i consigli di Alfredo Paniccia e Paolo Forte. Perché qui funziona così: l’unione fa la forza.                                          

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