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Messias, il talento non ha età

Il brasiliano, che ha appena rinnovato con il Crotone in Serie A, fino a poco tempo fa, consegnava lavatrici per mantenere la famiglia. Poi l’incontro con Ezio Rossi, l’Eccellenza e una scalata che gli ha cambiato la vita.

Si fa in fretta a sentirsi vecchi nel mondo del calcio. È quello che deve avere pensato Junior Messias, che nel 2013 scende in campo solo per passione. Lo fa con la maglia dello Sport Warique, campionato Uisp.

È quasi un atto di ribellione, la voglia di sentirsi vivo, di giocare a calcio per non pensare al lavoro usurante che però gli permette di mettere un pasto in tavola. Junior ha 22 anni, pensa che il treno non passerà più, e per mantenere la famiglia consegna lavatrici e frigoriferi. Un lavoro che ti martella, ti lascia la schiena a pezzi, ma evidentemente non uccide la tua voglia di giocare.

I miracoli, però, a volte accadono. Ezio Rossi, ex difensore del Torino e allenatore, tra le altre, di Triestina, Treviso, Pado – va e proprio Torino, un giorno si presenta al campo Cit Turin per vedere la squadretta dei peruviani. Ci gioca Junior, che peruviano non è, ma brasiliano.

Grazie a quella squadra, però, ha trovato il lavoro che gli consente di vivere. Ezio Rossi lo vede in campo, lo osserva mentre va via in conduzione con il pallone incollato al mancino, e perde la testa. A fine partita corre in campo come un pazzo, lo prende con sé, gli spiega che non ha senso che stia lì. La vita di Junior Messias cambia quella sera del 2013.

LA GAVETTA

Rossi in quel momento non allena, ma combina un provino per Junior con il Fossano. L’ingaggio è così basso da far pensare a Messias che non valga la pena: meglio i frigoriferi, uno stipendio sicuro. “Mi disse che aveva mangiato riso e sassi per giocare e pallone, ma ora non ne valeva più la pena”, ha raccontato Rossi a distanza di anni. Nel 2015, il tecnico ritrova finalmente una panchina, quella del Casale, in Eccellenza.

Negozia in prima persona il contratto di Messias con il presidente: 1.500 euro e la promessa di accompagnarlo sempre agli allenamenti in macchina. Per Junior, cresciuto in Brasile nelle giovanili del Cruzeiro, l’Eccellenza è un gioco da ragazzi. Segna 21 gol, il Casale vince il girone e ottiene la promozione in Serie D.

Diventa in fretta un uomo mercato e se lo aggiudica il Chieri, nonostante i tentativi del Casale di trattenerlo. Messias segna ancora, anche dopo il salto di categoria, e vince la Coppa Italia di Serie D, ma la promozione in Serie C non arriva. Non con il Chieri, almeno: lo contatta la Pro Vercelli, che ha mandato spesso gli osservatori a tenerlo d’occhio.

La squadra è in Serie B, l’accordo è fatto, ma Messias risulta extracomunitario, e non è possibile tesserarlo, nonostante i ricorsi. Junior si ritrova a spasso all’improvviso, quasi costretto a ricominciare da zero. Certo, non deve più consegnare lavatrici, ma il professionismo torna a essere un’utopia.

LA RINCORSA

Riparte da Gozzano, ancora una volta in Serie D. Le gambe non sono più fluide come prima, perché in mezzo ci sono stati mesi di incertezze e di inattività. Firma a dicembre, diventa in fretta uno dei giocatori più importanti dei rossoblù. La fede, quella in Dio, non l’ha mai abbandonato, e gli ha permesso di non perdersi d’animo neanche nei momenti peggiori.

Con Messias, in campo, il Gozzano vola. Nella stagione 2017- 18 arriva la promozione in Serie C, che per Junior vuol dire entrare nel mondo dei professionisti a 27 anni. È tardi, forse, ma c’è ancora uno spiraglio.

Non vuole sentirsi vecchio, ora che ha ottenuto la promozione il suo status di extracomunitario non è più un problema, ma prima deve faticare sui campi di Serie C per guadagnarsi un altro status, quello di giocatore di categoria superiore.

Il Gozzano si salva per la prima volta nella sua storia, ma per Junior la svolta è arrivata in anticipo. A gennaio, dopo tante partite viste e riviste per evitare di sbagliare, il Crotone decide di far firmare a quel ragazzo brasiliano che consegnava frigoriferi e lavatrici il contratto della vita. Viene tesserato dai calabresi, club di Serie B, e nel frattempo chiude la stagione in prestito a Gozzano. A Crotone arriva in estate, quando il mare è baciato dal sole, e quelle mattine passate a prendere freddo con la schiena a pezzi, finalmente, gli sembrano lontanissime.

Si ambienta subito: attaccante, esterno, centrale di centro – campo. Non fa differenza. Junior corre con il pallone attaccato al piede, punta gli avversari, li salta e tira in porta, come se fosse la cosa più normale del mondo. Arriva anche la promozione in Serie A, la possibilità di giocare negli stadi più importanti d’Italia, anche se vuoti per un virus che non è stato ancora sconfitto.

“Questo momento è molto triste, posso solo ringraziare Dio per la mia famiglia e per tutti i miei conoscenti che stanno bene. La vera difficoltà la vivono le persone che stanno perdendo familiari o amici”, ha dichiarato in un’intervista al sito del Crotone durante il periodo del lockdown. In Serie A è arrivato anche il primo gol, a Cagliari, una botta mancina rasoterra che non ha fruttato tre punti ma gli ha ricordato che nel calcio è vero che si fa in fretta a sentirsi vecchi ma a volte ci si può riscoprire giovani e inesperti anche a 29 anni.

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